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Cultura | 10 giugno 2022, 13:04

Per la prima volta in Liguria il film 'La grande guerra del Salento' di Marco Pollini

Il film è prodotto da Ahora Film e diretto da Marco Pollini, con il contributo di Apulia Film Commission e Regione Puglia, ed è tratto dall’omonimo libro di Bruno Contini, che è un noto professore e autore salentino di molti libri storici

Per la prima volta in Liguria il film 'La grande guerra del Salento' di Marco Pollini

Per la prima volta in Liguria il film 'La grande guerra del Salento' di Marco Pollini.

Il film è prodotto da Ahora Film e diretto da Marco Pollini, con il contributo di Apulia Film Commission e Regione Puglia, ed è tratto dall’omonimo libro di Bruno Contini, che è un noto professore e autore salentino di molti libri storici.

La proiezione del film del regista veronese è prevista il 20 giugno alle ore 21:00 e il 21 giugno con doppio appuntamento alle 17:00 e alle 21:00 presso il cinema Mignon di Chiavari. Il film è ambientato nel secondo dopoguerra

SINOSSI:

Mentre la storia si lecca le ferite di due guerre mondiali, in Salento se ne scatena un'altra, che ha per eserciti gli abitanti di due paesini, Supersano e Ruffano. A farla scoppiare desideri di potere, deliri di onnipotenza, follia e una partita di pallone. La rivalità tra le squadre di calcio del Supersano e del Ruffano fa da contorno alla rivalità tra due uomini. Ernesto, imprenditore agricolo e presidente della squadra di calcio di Supersano e Alfredo, generale in pensione del regime fascista e presidente del Ruffano Calcio. Sullo sfondo, l'amore tra Giulio e Agnese e l'amicizia che li unisce
ad un'altra coppia di giovani, Giovanna e Antonio. Quest’ultimo fu il primo tifoso nella storia d’Italia a prendere la vita per una partita di pallone.

Oltre al regista, sarà presente in sala per entrambe le serate l'attrice ligure Stefania Ciccarelli, che nel film interpreta il ruolo di nonna Maria. Stefania Ciccarelli è nata a Genova nel '59, cresciuta a Rapallo fino alla maggiore età e trasferitasi in Puglia per amore nell'84. L'attrice ha tutt'oggi parenti ovunque nel Tugullio e dichiara:

“Sono legatissima a questa città stupenda e ho mantenuto vivi negli anni i rapporti con i miei compagni di scuola, amici vari e parenti con cui sono spesso in contatto grazie ai social. Ho frequentato le elementari alle scuole Antola , le medie alle Giustiniani e le magistrali presso l'Istituto Gianelli. Ogni volta che ritorno cerco tutti e organizziamo allegre rimpatriate”.

Continua raccontandoci “Il personaggio di Nonna Maria rappresenta una sorta di archetipo delle donne del sud di un tempo, ed interpretarlo ha significato per me fare un omaggio ad una terra che mi ha accolta e dato tanto. In essa però vivono anche i ricordi dei miei bisnonni di Tribogna, (…) erano persone di grande cuore ma poche parole, forgiati dai periodi delle guerre, lavoratori dediti ai terreni, ai boschi, all'allevamento degli animali, nonostante l'età erano comunque considerati i capofamiglia e facevano filare tutti solo con uno sguardo, proprio come fa Nonna Maria nel film”.

Stefania Ciccarelli torna nella sua terra tra la sua gente a presentare questa storia vera è per lei qualcosa di molto profondo, gioioso e creativo, consapevole che il ligure medio è apparentemente poco interessato a tutto ciò che è "foresto" ma è solo una scorza, di natura, ma è in realtà uno scopritore e la sua è una natura forte. Come diceva Montesquieu. “I genovesi sono pietre dure che non si lasciano tagliare; quelli inviati nelle corti straniere sono ritornati genovesi come prima”. Infatti è proprio così che lei si sente: intimamente più genovese che mai.

Redazione

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