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Attualità | 19 luglio 2022, 07:30

Entella, ancora polemiche sulla realizzazione del depuratore di vallata

Legambiente non approva il progetto dell’impianto sulla costa e il comune di Chiavari risponde

Entella, ancora polemiche sulla realizzazione del depuratore di vallata

Uno dei temi più caldi dell’ultima campagna elettorale chiavarese è stato, senza dubbio, quello della realizzazione del depuratore di vallata. Tra favorevoli e contrari il nuovo impianto dovrebbe coprire tutta la valle dell’Entella, comprendendo i bacini di Chiavari, Lavagna e alcuni comuni della Valfontanabuona. 

Un’opera importante che deve essere affianca alla realizzazione del depuratore della Val Petronio che comprende i bacini di Sestri Levante, Castiglione Chiavarese e Casarza.

Il Tigullio deve sbrigarsi a realizzare questi due progetti perché, altrimenti, potrebbe partire dall’Europa l’iter per la procedura d’infrazione.

Se da una parte il progetto per la Val Petronio sembra procedere senza troppi intoppi, dall’altra il depuratore che dovrebbe sorgere a Chiavari in zona colmata fa ancora discutere ed è stato al centro della campagna elettorale.

Ora la questione è stata nuovamente sollevata da Legambiente che, di fatto, chiede lo stop dell’opera. Massimo Maugeri, referente di Legambiente nel Tigullio, Roberto Spinetto, rappresentante di “Italia Nostra”, Andrea Sanguineti, ex segretario Cisl Tigullio ed il sindaco di Leivi Vittorio Centanaro spiegano che la costruzione del depuratore a Chiavari “avrà ripercussioni gravissime per la città dal punto di vista ambientale ed economico”. La proposta alternativa è di realizzare un impianto di depurazione a Leivi per immettere l’acqua depurata all’interno del fiume Entella. Questo rallenterebbe l’avanzata del cuneo salino e darebbe uno slancio importante all’agricoltura locale. A Chiavari invece basterebbe mantenere l’attuale depuratore situato in zona Preli. 

La proposta è stata immediatamente respinta dall’amministrazione comunale di Chiavari che punta dritto al progetto in colmata mare:

“Ci siamo battuti sin da subito per spostarne la collocazione nel punto più distante dalla città, la colmata mare, e ottenere le maggiori contropartite possibili per i cittadini, tra cui nuove difese a mare, la prosecuzione della  passeggiata e un’area verde con un nuovo parcheggio interrato da 820 posti. Abbiamo già perso troppo tempo, le infrazioni comunitarie sono dietro l’angolo, come è successo a Riva e a Lavagna. Non possiamo sprecare altro tempo: dopo 5 anni siamo giunti alla fase definitiva di progettazione, ricominciare tutto da capo comporterebbe tempi e costi enormi. Stupisce che questi sedicenti ambientalisti siano contenti che un tubo della fogna non trattata scarichi direttamente in mare i reflui dei comuni di Lavagna e Cogorno - risponde il sindaco di Chiavari Federico Messuti - Al contrario di quanto affermato da Massimo Maugeri, Andrea Sanguineti e Roberto Spinetto, Chiavari potrà avere un impianto di depurazione a norma e nuova area di colmata riqualificata, viva, a disposizione dei chiavaresi e dei turisti. Un waterfront che la renderà più turistica, attrattiva e moderna. Con buona pace di chi resta miope e ancorato a vecchie liturgie politiche, mosse dai soliti noti che non si arrendono al fatto che la colmata sia pubblica e possa ospitare un moderno campus scolastico e strutture ricettive di cui Chiavari ha bisogno. Sono gli stessi volti noti che nel 2007 fecero perdere a Chiavari 10 milioni di euro e ritardato l’apertura dell’albergo della Colonia Fara, che oggi ospitata 70 turisti e da lavoro a 30 persone”.

La discussione proseguirà nei prossimi giorni in consiglio comunale. La consigliera di minoranza Silvia Garibaldi ha infatti presentato una mozione sull’argomento e attacca l’amministrazione, colpevole a suo dire di voler scaricare le responsabilità del progetto in colmata alle amministrazioni precedenti:

L’amministrazione Messuti, con le risposte e i comunicati, ci pare cerchi di minimizzare il grandissimo impatto negativo che l’opera avrebbe dal punto di vista ambientale, sul commercio, sui valori degli immobili, sulle possibilità di sviluppo economico e sulla qualità della vita in Chiavari e cerca di scaricare colpe sulle amministrazioni precedenti. Non è accettabile che dopo 5 anni di amministrazione si aggrappino ancora a questo tipo di giustificazioni.

In 5 anni e con un consigliere in Città Metropolitana (Segalerba) avrebbero potuto migliorare, invece che modificare in peggio, la delibera che posizionava il depuratore al Lido: in colmata è ancora più in centro contrariamente a quanto da loro asserito. Nel tempo trascorso inoltre, vi sono state proposte alternative sia come location quali quella del sindaco di Leivi, ribadita ancora sabato in conferenza stampa, sia dal punto di vista tecnologico, ma non sono state prese in minima considerazione. Il nostro gruppo ribadisce la contrarietà al progetto così come ora è stato proposto e la volontà di agire in tutti i modi possibili perché questo scempio non abbia esecuzione”.

Marco Garibaldi

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