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Economia | 12 ottobre 2022, 12:27

La Russia blocca i prodotti alimentari made in Italy per tutto il 2023

L'allarme di Coldiretti Liguria: "oltre all'azzeramento delle esportazioni, si aggiunge la beffa dei prodotti contraffatti realizzati in Russia"

La Russia blocca i prodotti alimentari made in Italy per tutto il 2023

È stato ufficialmente dichiarato il divieto all’ingresso di formaggi, carne, salumi, prodotti ortofrutticoli e pesce italiani in Russia per tutto il 2023. Un provvedimento che, fa sapere la Confederazione Nazionale Coldiretti, segue la firma da parte di Vladimir Putin del Decreto che estende al prossimo anno “l'embargo alle importazioni di prodotti agricoli occidentali, introdotto con il decreto n. 778 del 7 agosto 2014 come ritorsione alle sanzioni dell’Unione Europea per l'annessione illegale della Crimea da parte russa”.

Si tratta di una misura – sottolineano Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale – che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni in Russia di diversi prodotti, presenti nella lista nera del Cremlino”. In questo scenario, oltre al danno diretto delle mancate esportazioni in Russia si aggiunge l’ulteriore beffa della “diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione realizzati in Russia, che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy – continuano Boeri e Rivarossa – come parmesan, mozzarella o robiola. Ad essi si aggiungono, nei Paesi non colpiti dall’embargo, scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta Made in Bielorussia, ma anche salame Milano, parmesan e gorgonzola di produzione Svizzera e parmesan o reggianito di origine brasiliana o argentina. Tutto ciò mette in difficoltà anche la ristorazione italiana in Russia, che, dopo una rapida esplosione, si trova oggi in grande difficoltà per la mancanza degli ingredienti principali presenti nei propri menù”.

Negli ultimi 8 anni di crisi russo-ucraina le conseguenze sull'economia italiana e ligure sono state importanti. Si pensi che, dal 2014 ad oggi, il valore dell'export ligure verso Mosca è sceso del 7,2%, passando dagli oltre 80,5 milioni dei primi tre trimestri del 2013 ai 74,7 milioni di euro registrati negli stesso periodo del 2021. Un crollo che, di fatto, è stato ancora più forte per le esportazioni dirette verso l'Ucraina (-74,5%), con un calo dell’export nel medesimo periodo da 29 milioni ad appena 7,4 (Fonte: Confartigianato Liguria).

Redazione

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