Sono trascorsi 79 anni dalla deportazione di oltre 250 ebrei genovesi verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, iniziata il 3 novembre del 1943, una delle date più buie della storia della città.
La Comunità di Sant'Egidio e la Comunità Ebraica di Genova, insieme al Centro culturale Primo Levi hanno custodito in questi anni la memoria di questi fatti, coinvolgendo non solo le istituzioni, ma tanti genovesi e in particolare le giovani generazioni, i “nuovi europei” che si sono integrati nel tessuto cittadino.
Con tutti loro vogliamo ribadire il nostro “no” ad ogni forma di antisemitismo e di razzismo e al linguaggio di odio che corre sul web e non solo.
Nel momento in cui la generazione dei sopravvissuti va scomparendo, occorre chiedersi come continuare a trasmettere alle generazioni più giovani la consapevolezza del male rappresentato dalla Shoah e farci testimoni della memoria che ci lasciano in eredità.
Il ricordo dell'abisso di Auschwitz non appartiene solo al passato. Occorre guardarlo negli occhi ancora di più oggi, mentre la guerra si è riaffacciata drammaticamente sul suolo europeo, per costruire la pace e un domani senza violenza.














