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Eventi | 14 dicembre 2022, 07:15

Musica, Horus Black: quando Rock e Classica si fondono (video)

Venerdì alla Claque il concerto che, oltre alla band di quattro elementi, vedrà la partecipazione di un quartetto d'archi e di una sezione di fiati

Musica, Horus Black: quando Rock e Classica si fondono (video)

Sonorità rock anni ’60 si fondono ad archi e fiati per dare vita ad arrangiamenti in cui gli strumenti dialogano, uniti da una voce calda e profonda.

Questo è il mondo di Riccardo Sechi, in arte Horus Black, che si prepara al concerto di venerdì 16 dicembre alla Claque di Genova.

Classe ’99, polistrumentista e compositore, Riccardo ha pubblicato il primo album di inediti nel 2018 dal titolo “Simply Horus Black”, disco che contiene i singoli “We are alone tonight” e “Lonely Melody”.

Numerosi anche i riconoscimenti che l’artista ha portato a casa come il primo premio al concorso “Kleisma nuove prospettive”, il secondo posto a Sanremo Rock e il titolo per il 2019 di miglior artista emergente ligure maschile al festival “Tutti i colori della musica”.

Di quest’anno è invece l’EP “Spinning Rainbow” da cui vengono estratti i singoli “Mirror On The Wall” e “The Monster”.

Abbiamo incontrato Riccardo per farci raccontare direttamente da lui com’è nato il suo progetto artistico, quali sono le sue influenze musicali e cosa sta preparando per la data evento di venerdì.

Com’è nata la tua passione per la musica e come si rifletterà nel concerto?

Ho iniziato a suonare da bambino, entrambi i miei genitori sono violinisti al Carlo Felice, mio nonno suonava la tromba in orchestra. Ho iniziato a studiare canto a 15 anni. Nel 2018 ho registrato il primo album e nel 2022 il primo Ep. Alcuni brani verranno proposti nella serata di venerdì mentre l’altra metà di scaletta è composta da grandi classici della musica rock anni ’50 e ’60 riarrangiati secondo il mio stile. Oltre alla band con cui suono di solito, cioè batteria, basso, tastiera e chitarra elettrica, ci sarà una sezione fiati composta da tromba, sax e trombone e un quartetto d’archi che sono elementi che tornano anche negli arrangiamenti dei dischi ma che di solito portare dal vivo è sempre problematico".

Gli arrangiamenti che proponi sono sempre particolari.

Praticamente tutti i brani li arrangio con mio padre. Solitamente partiamo dal nucleo della canzone che è l’armonia e da li costruiamo. Poi quando abbiamo finito il ‘pacchetto standard’, inseriamo quello che chiamiamo elemento di disturbo che tipicamente è uno strumento o una frase fatta da uno strumento che non c’entra niente con il resto. Spesso in questo senso sono citazioni a qualcosa di classico. Un piccolo spoiler: abbiamo in scaletta per questo concerto ‘A witerh shade of pain’ dei Procul Harum che parte dall’Aria sulla Quarta Corda e una parte dell’armonia della canzone coincide con il canone di Pachelbel,l’arrangiamento si incrocia con questi due brani classici. Sono cose che ci divertono, quando le scriviamo siamo soddisfatti".

A proposito di live, cosa ti piacerebbe fosse una caratteristica dei tuoi concerti?

L’aspirazione massima sarebbe riuscire a fare concerti con un’orchestra sinfonica, che poi è quello che ricreiamo nei dischi. Già con archi e fiati è difficile portarlo in giro, con l’orchestra sinfonica sarebbe peggio - ride - Però mi piace questa sonorità molto ampia e sarebbe bello poter sfruttare la massa di suono che produce un’orchestra. Cerchiamo di inserire questi spunti negli arrangiamenti. Ci ispiriamo, oltre dall’emisfero classico, anche dall’universo jazz con l’epic band e cose di questo genere anche se in misura minore.

Sono all’ultimo anno di conservatorio del corso jazz, vediamo se lo finisco veramente”.

Il tuo nome d’arte è particolare ed evocativo, da dove arriva?

Horus Black è una storia carina. Lo aveva proposto mio nonno materno ai miei genitori come nome di battesimo, era appassionato di Antico Egitto, ha fatto una boutade ma evidentemente hanno rifiutato. Quando l’ho saputo, l’ho riciclato. Poi dovevo trovare un cognome perché solo Horus, cercandolo sul web, porta quasi esclusivamente al dio egizio. Volevo che fosse un colore ma altri colori faceva pacchetto di sigarette: ‘Mi da un pacchetto di Horus gold?’. Horus Black suonava bene, poi sono cinque lettere e cinque lettere, era simmetrico e mi piaceva”.

Come vi state preparando venerdì?

Abbiamo fatto molte prove, abbiamo lavorato prima con la band, poi sono arrivati fiati e archi, prove di sezione, poi tutti insieme. La prova generale sarà mercoledì 14, musicalmente penso saremo pronti, ora serve far arrivare più gente possibile. Notoriamente più gente c’è più ci si diverte”.

Non resta che regalarsi l’esperienza live.

Per acquistare i biglietti: https://teatrodellatosse.it/eventi/horus-black/

 

 

 

Isabella Rizzitano e Chiara Orsetti

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