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Economia | 15 marzo 2023, 10:03

Gli angeli custodi di Giovanni Falcone raccontano la Strage di Capaci 30 anni dopo

Gli angeli custodi di Giovanni Falcone raccontano la Strage di Capaci 30 anni dopo


Lotta alla mafia fino alle estreme conseguenze, fino al sacrificio della vita. Perché Giovanni Falcone e Paolo Borsellino conoscevano fin troppo bene il loro destino. A noi, che tanto dobbiamo loro, sta non dimenticarli e fare, nel nostro piccolo, quanto possibile per onorare la loro memoria. È questo l’obiettivo degli uomini della scorta Falcone sopravvissuti alla strage, che ancora una volta incontreranno i cittadini in teatro il prossimo 21 marzo. Luciano Tirindelli e il capo scorta Giuseppe Sammarco saranno al teatro Farinelli, in via Antonio Zanchi 5, ad Este per confrontarsi con quanti vorranno essere presenti. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Tirindelli è il presidente dell’associazione “Scorta Falcone QS15”. QS15 sta per Quarto Savona 15, l’auto degli uomini che avevano giurato di proteggere Giovanni Falcone, e la sigla radio loro assegnata.

Negli eventi che organizza, quest’anno insieme a Nidodiragno produzioni, dice sempre che avrebbe preferito essere sull’auto insieme al magistrato. Invece è sopravvissuto per alcune coincidenze avvenute quel giorno, e sente come un senso di colpa.Un senso di colpa trasformato oggi in qualcosa di positivo: mantenere vivo il ricordo e lottare perché il sacrificio del giudice e di sua moglie, così come dei componenti della scorta che hanno perso la vita, non sia stato vano. Sono passati 30 anni da quel maledetto 23 maggio 1992, e Tirindelli, Sammarco e Anselmo Lo Presti, continuano a portare a giovani e adulti il messaggio del “senso dello Stato, di senso del dovere, di lealtà e di amore”, come ha spiegato in una lunga intervista rilasciata qualche tempo fa al Giornale sull’amianto.

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, ha affiancato, infatti, il loro lavoro riconoscendone l’importanza, nell’ambito della sua missione: tutelare le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e le vittime del dovere. L’associazione Quarto Savona 15 promuove, proprio come l’Ona, l’importanza della cultura della legalità e della memoria antimafia, attraverso un’attività di testimonianza che i tre agenti della scorta considerano “un dovere morale nei confronti delle vittime di quell’orribile pagina della storia del nostro Paese”. Chi li ascolta, che siano ragazzi delle scuole, o adulti, resta affascinato da come ripercorrono gli ultimi giorni e le ultime ore del magistrato. Come pure davanti ai tanti interrogativi che ancora non hanno ottenuto risposta. Falcone è stato lasciato solo. Alcune decisioni avrebbero potuto salvarlo? Secondo Tirindelli sicuramente sì. Sono diverse le scelte quanto meno particolari relative alla sicurezza del magistrato, che forse avrebbero potuto salvare non solo lui, ma anche la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

La ricerca della verità è il secondo obiettivo dell’associazione. Fino a quando tante cose non saranno spiegate gli uomini della scorta, gli angeli custodi sopravvissuti, continueranno a girare la Penisola. Diversi sono gli eventi in cantiere che vedranno anche la partecipazione dell’Ona. Lo spettacolo è toccante, al suo interno si alternano le testimonianze degli uomini della scorta di Falcone, scampati alla strage per un cambio turno, filmati e momenti musicali. Si torna indietro nel tempo, per arrivare ad una Palermo in cui era impossibile vivere. Dove troppo spesso la cronaca raccontava di omicidi e dove la tensione era altissima. E nello stesso tempo si riesce a conoscere il magistrato nella sua veste più umana, più intima. Attraverso i racconti si scoprono cose particolari del giudice che disegnano quella che fu la sua grande umanità. Un momento importante, per non dimenticare.

C.S.

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