/ Economia

Economia | 13 giugno 2023, 09:28

Rapporto AlmaLaurea, il tasso di occupazione dei laureati all'Università di Genova è più alto della media nazionale

A cinque anni dal conseguimento della laurea magistrale il tasso di occupazione è del 93,4%

Rapporto AlmaLaurea, il tasso di occupazione dei laureati all'Università di Genova è più alto della media nazionale

Il tasso di occupazione delle laureate e dei laureati dell’Università di Genova è più alto della media nazionale:

Laurea triennale

UniGe: 82,9%

Italia: 75,4%

Laurea magistrale a un anno dal conseguimento

UniGe: 83,7%

Italia: 77,1%

Laurea magistrale a cinque anno dal conseguimento

UniGe: 93,4%

Italia: 88,7%

Questi sono i dati contenuti nel Rapporto AlmaLaurea 2023 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati.

L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 10.601 laureati e laureate dell'Università di Genova. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello che hanno conseguito il titolo nel 2021, intervistati dopo un anno, e su quelle dei laureati di secondo livello del 2017, intervistati dopo cinque anni.

Lavoro: laureati e laureate triennali UniGe a un anno dalla laurea

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è dell’82,9%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 6,5%.

Tra gli occupati, il 15,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 20,2% ha invece cambiato lavoro; il 64,5% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.

Il 31,0% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 35,1% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. Il 9,6% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge il 14,2% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.397 euro mensili netti.

Tasso di coerenza: il 68,1% degli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Più nel dettaglio, il 57,7% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Lavoro: laureati e laureate magistrali UniGe a uno e a cinque anni dalla laurea

I laureati e le laureate UniGe di secondo livello del 2021, contattati dopo un anno dal titolo, sono 2.386 (di cui 1.671 magistrali biennali e 715 magistrali a ciclo unico); quelli del 2017, contattati a cinque anni, sono 2.417 (di cui 1.549 magistrali biennali e 857 magistrali a ciclo unico).

A un anno

Tra i laureati e le laureate UniGe di secondo livello del 2021, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’83,7% (85,5% tra i magistrali biennali e 79,6% tra i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 4,9% (5,1% tra i magistrali biennali e 4,5% tra i magistrali a ciclo unico). Il 18,7% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 16,3% ha invece cambiato lavoro; il 65,0% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Tra i laureati magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 22,4%, 16,8% e 60,8%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 9,3%, 15,0% e 75,6%.

Il 22,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 20,1% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. L’8,1% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Tra i magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 27,4%, 21,0% e 6,3%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 9,1%, 17,9% e 12,7%.

Il lavoro part-time coinvolge il 10,7% degli occupati (11,0% tra i magistrali biennali e 9,8% tra i magistrali a ciclo unico). La retribuzione è in media di 1.407 euro mensili netti (1.376 euro per i magistrali biennali e 1.488 euro per i magistrali a ciclo unico).

Il 69,2% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (il 61,1% tra i magistrali biennali e l’89,6% tra i magistrali a ciclo unico); inoltre, il 60,5%dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi (53,8% tra i magistrali biennali e 77,5% tra i magistrali a ciclo unico).

A cinque anni

Il tasso di occupazione dei laureati e delle laureate di secondo livello del 2017, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 93,4% (93,2% per i magistrali biennali e 93,8% per i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione è pari all’1,8% (2,2% per i magistrali biennali e 1,1% per i magistrali a ciclo unico).

Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 52,7%, mentre gli occupati con un contratto a tempo determinato sono il 12,5%. Svolge un’attività in proprio il 18,8%. Tra i magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 62,4%, 13,8% e 14,1%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 34,4%, 10,1% e 27,8%.

Il lavoro part-time coinvolge il 4,8% degli occupati (5,2% tra i magistrali biennali e 4,2% tra i magistrali a ciclo unico). Le retribuzioni arrivano in media a 1.734 euro mensili netti (1.703 per i magistrali biennali e 1.791 per i magistrali a ciclo unico).

Il 76,0% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (è il 72,8% tra i magistrali biennali e l’81,6% tra i magistrali a ciclo unico); il 67,5% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università (65,3% tra i magistrali biennali e 71,1% tra i magistrali a ciclo unico).

Il 65,8% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 31,5% nel pubblico; il 2,5% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 76,4%, mentre l’industria accoglie il 22,5% degli occupati; 0,8% la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Telegram Segui il nostro giornale anche su Telegram! Ricevi tutti gli aggiornamenti in tempo reale iscrivendoti gratuitamente. UNISCITI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium