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Attualità | 06 marzo 2024, 19:51

Interruzione volontaria di gravidanza, parla il medico genovese che per primo portò in Liguria la pillola RU-486

Salvatore Garzarelli, il ginecologo ed ex primario del San Paolo: “La Francia si conferma paese all’avanguardia. A Mentone applicata anche in ambulatorio o farmacia, sollecitarlo anche qui”

Interruzione volontaria di gravidanza, parla il medico genovese che per primo portò in Liguria la pillola RU-486

"C'è una cosa che le nuove generazioni, quelle dai 50 anni in giù, non riescono ad afferrare: non hanno idea di che cosa volesse dire l'aborto illegale. Quando ho iniziato a lavorare, prima dell'entrata in vigore della legge 194, in media all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena ogni notte di guardia che facevo si ricoveravano dalle 2 alle 3 donne per le complicanze dell'aborto clandestino, con emorragie o peritoniti. Per me di notte il lavoro principale e più faticoso era la terapia delle complicanze degli aborti clandestini. Ricoveri completamente scomparsi nel giro di un mese dall'entrata in vigore della 194". 

A poche ore dall'inserimento in Costituzione in Francia, primo Paese al mondo, del diritto all'interruzione volontaria di gravidanza, nella vicina Liguria Salvatore Garzarelli, 40 anni di carriera da medico ostetrico e ginecologo, tra i più noti di Genova, e poi primario, all'ospedale San Paolo di Savona, fa un salto indietro nel tempo e torna agli anni '70, per raccontare dell'Italia prima della legge 194, che quest'anno compie 46 anni. 

In mezzo una cavalcata temporale e geografica, un intreccio tra la storia personale di un giovane medico abruzzese che a Genova diventa un punto di riferimento per centinaia di pazienti, e quella del diritto all'interruzione volontaria di gravidanza, dai tempi bui degli aborti clandestini alle conquiste civili, l'introduzione della legge 194 e poi l'approdo all'aborto farmacologico con la pillola abortiva, che Garzarelli per primo ha introdotto in Liguria.

Sullo sfondo di questa chiacchierata c'è la Francia di queste ore, la prima al mondo ad inserire l'interruzione volontaria di gravidanza tra i diritti costituzionali, e la vicina Italia alle prese ciclicamente con istanze di revisione di leggi duramente conquistate, richieste di modifica, polemiche politiche.

Cita gli anni '60, l'autrice premio Nobel per la Letteratura Annie Ernaux per raccontare la storia delle donne da un punto d'osservazione particolare, che parte dall'esperienza diretta, per arrivare ad oggi "non puoi pensare - dice - di non consolidare e difendere questi diritti. E il messaggio grande è rinverdire l'attenzione su queste cose. La Francia con questa legge si dimostra ancora una volta un paese all'avanguardia e civile". 

Dall'obiezione di coscienza che rende ancora oggi complicato in alcune aree accedere all'interruzione di gravidanza, ai tentativi di modificare la legge sul diritto all'aborto: "ci sono state anche proposte - spiega ancora Garzarelli - da parte dei Radicali anche in passato per cercare di rendere questa legge più liberale, per permettere l'esecuzione non soltanto obbligatoria nelle strutture pubbliche ma anche in quelle private, proposta che venne anche osteggiata perché avrebbe potuto significare speculazioni e chi poteva permetterselo economicamente avrebbe potuto accedervi, gli altri no. Io sono sempre per la sanità pubblica". 

"La Liguria per certi aspetti riesce a barcamenarsi e a 'salvarsi' non certo grazie a un incentivo ma alla buona volontà e alla situazione più democratica offerta dai medici rispetto ad altre realtà", sottolinea Garzarelli che, tornando alla battaglia personale per introdurre a partire da Savona e per la prima volta l'uso della pillola Ru486, per l'aborto farmacologico.

Siamo nei primi '2000: "Tutto il clero e la parte politica reazionaria reagì male, fui solo difeso da una donna della Cgil, Silvia Trucco", ricorda. Poi la storia andò diversamente. "Riuscimmo a farla passare pochi mesi dopo questa battaglia fu legalizzato l'uso ma in modo pesante, con il ricovero di 3 giorni, fatto in modo da disincentivarne l'uso". 

Oggi la maggior parte delle interruzioni di gravidanza avviene per metodo farmacologico e non più con l'intervento per via chirurgica.

"A distanza di anni dall'uso di questo sistema negli ospedali ormai si è arrivati a fare l'80% di interruzioni di gravidanza tramite la pillola abortiva. Un metodo che in Francia applicano a livello ambulatoriale o in farmacia. Ci sono movimenti anche in Liguria per applicare l'uso anche in ambulatorio, e andrebbe sollecitato, proposte precedenti sono state fatte ma sono naufragate". 

Dal tema dell'aborto a quello dei diritti.

20 anni di primariato, più 20 di attività ospedaliera, una stima di quasi 40mila parti alle spalle - tra quelli gestiti in via diretta e quelli in team, raccontati in un libro, 'I parti della mia vita', edito da Il Canneto Editore, e da poco presentato al teatro Modena di Sampierdarena, con letture di Carla Signoris - guardando la situazione attuale in Italia Garzarelli chiosa: "Il numero di donne che vuole fare figli oggi è sempre più basso. Siamo destinati se continua questo trend ad averne sempre meno".

Ma quello che non deve abbassarsi è l'attenzione alle conquiste date per acquisite. "Le donne negli anni '70, le mie compagne di studi, se utilizzavano la pillola contraccettiva erano penalmente perseguibili - conclude - La pillola è stata legalizzata in Italia, per abolizione della norma del codice Rocco, solo nel 1971 per merito non dei politici ma della magistratura che ha riconosciuto come incostituzionale quella norma. Se non è questo un incentivo a pensare a difendere i diritti...".

Valentina Carosini

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