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Eventi | 07 giugno 2024, 14:01

Le opere di Flavio Costantini protagoniste della nuova mostra alla Wolfsoniana di Nervi

Visitabile dal 14 giugno, l'esposizione racconta un artista unico nel suo genere per stile e soluzioni espressive

Le opere di Flavio Costantini protagoniste della nuova mostra alla Wolfsoniana di Nervi

Nel corso della sua lunga carriera artistica Flavio Costantini (1926 – 2013) si è trovato spesso a confrontarsi con le contraddizioni, le ambiguità e gli inganni della storia, indagando i drammatici eventi del Novecento, di cui attraverso vari cicli pittorici ha suggestivamente rievocato alcuni tra i più emblematici  episodi: dalle dinamiche sovversive scatenate dal movimento anarchico, di cui ha ricostruito con meticolosa e dettagliata attenzione gli attentati compiuti negli anni a cavallo tra Otto e Novecento, all’affondamento del Titanic che, simbolicamente, segnò la fine di un’epoca, come ben presto sarebbe stato tragicamente evidente sui fronti insanguinati della Grande Guerra, sino all’eccidio della famiglia dello Zar che, nel corso di quel conflitto, sancì la vittoria di una rivoluzione destinata a sovvertire gli equilibri politici del globo.

Venerdì 14 giugno inaugurerà la mostra intitolata "Attraversando la Storia. Il mondo artistico di Flavio Costantini (1926 – 2013)" alla Wolfsoniana di Nervi, curata da Anna Costantini, Matteo Fochessati e Anna Vyazemtseva e visitabile fino al 3 novembre. L'esposizione si integra coerentemente con lo spirito della collezione di Micky Wolfson che, legato a Costantini da antica amicizia, ha ugualmente inteso documentare, attraverso la varietà dei materiali raccolti, la complessità e i profondi e significati storici e sociali di quella tormentata epoca, si propone dunque di offrire una suggestiva e affascinante testimonianza della produzione di un artista unico per stile e soluzioni espressive. Nonostante il rimando a diverse tendenze contemporanee (a cominciare dalla pop art), Costantini, nella sua straordinaria e coinvolgente attitudine nel ricreare i gusti, le mode e le ambientazioni del tempo, si è servito di un originale linguaggio artistico, caratterizzato dal punto di vista formale da spericolate soluzioni prospettiche e, rispetto ai contenuti, da una maniacale indagine storica.

Questo suo peculiare processo di elaborazione delle vicende destinate a confluire nelle sue celebri serie tematiche sarà testimoniato in mostra da una selezione delle pubblicazioni e dei materiali documentari (lettere, fotografie, ricerche, schizzi eccetera) conservati presso l’Archivio Flavio Costantini, attivo a Carrara dal 2019.

 

Flavio Costantini nasce a Roma il 21 settembre 1926. Dopo il diploma di Capitano di lungo corso presta servizio nella Marina Militare, raggiungendo il grado di Sottotenente di vascello. Dal 1951 al 1954 naviga con la Marina Mercantile. In questi anni il suo interesse principale è la letteratura, in particolare è un appassionato lettore di Franz Kafka, del quale inizia a illustrare alcuni romanzi.

Abbandonato definitivamente il lavoro di marittimo nel 1955, si stabilisce a Rapallo e nella vicina Santa Margherita Ligure conosce il creatore e produttore di alta moda Gianni Baldini che gli commissiona il design delle stoffe per gli Stampati del Portofino, una produzione artigianale di abbigliamento per donna.

Tramite Baldini conosce Emanuele Luzzati: un incontro determinante sia da un punto di vista personale, sia per le numerose, felici occasioni professionali che ne deriveranno. Attraverso Luzzati entra in contatto con il disegnatore e cartoonist Marco Biassoni e con il cartellonista e grafico pubblicitario Dario Bernazzoli che, assieme a Ettore Veruggio, avevano dato vita nel 1956 allo studio pubblicitario Firma, a cui Costantini decide di unirsi, inizialmente in qualità di contabile. In realtà, grazie al lavoro presso Firma comincia a pubblicare le sue prime illustrazioni sulle riviste aziendali delle società petrolifere Esso e Shell, clienti dello studio.

Negli stessi anni conosce Eugenio Carmi e, attraverso di lui e lo scrittore e giornalista Carlo Vita Fedeli, inizia a collaborare con la società Italsider, per la quale realizza le illustrazioni per le pubblicazioni aziendali L’acciaio tra gli ulivi (1961) e Le città del ferro (1966).

Parallelamente sviluppa una personale produzione artistica: alla serie di olii su tela dedicati nel 1959, dopo un viaggio in Spagna, alla tauromachia seguono quelle degli anarchici, del Titanic, dei Romanoff, del Ghetto ebraico di Varsavia e dei ritratti di scrittori e poeti da lui amati, ritornando così all’origine della sua ispirazione artistica: la letteratura.

Oltre ad aver collaborato con diversi quotidiani e periodici nazionali, come “La Domenica del Corriere”, “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “L’Europeo”, “Panorama” e “L’Espresso”, Costantini ha illustrato numerosi libri, tra i quali Il cavallino di fuoco di Vladimir Majakovskij (1969 e 2003), Cuore di Edmondo De Amicis (1977), La linea d’ombra di Joseph Conrad (1989) e Ricordi dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij (1997).

Muore a Genova il 20 maggio 2013.

Redazione

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