Dopo quasi vent’anni di presenza nel quartiere di Sestri Ponente, chiude l’edicola 'PrimaEdicola Point' gestita dalle sorelle Simona e Michela Schiavon in via San Tomaso d’Aquino ed oggi, lunedì 30 giugno, è l’ultimo giorno di apertura: “Stasera abbasseremo definitivamente la saracinesca, per ragioni fiscali”, confermano le due titolari, che hanno deciso di mettere in vendita il chiosco, di loro proprietà, e di lasciare l’attività aperta alla cessione fino a dicembre.

La decisione, maturata negli ultimi anni, non è dovuta a una diminuzione del lavoro, anzi: “Qui si lavora bene, l’edicola è ancora frequentata, specialmente perché siamo vicine a due scuole - la primaria Nostra Signora della Neve e la secondaria Dante Alighieri -. I bambini si fermavano spesso e abbiamo ampliato anche il compartimento cartoleria, visto che Buffetti aveva chiuso. Non chiudiamo per mancanza di lavoro, ma per motivi personali e per l’impegno crescente con il nostro lavoro a scuola”.
Entrambe collaboratrici scolastiche, Simona e Michela raccontano come, da circa cinque anni, si siano divise tra i due lavori, ma ora hanno scelto di dedicarsi completamente all’impegno scolastico: “Abbiamo deciso di lavorare tutto il pomeriggio a scuola. Era diventato complicato gestire tutto insieme, soprattutto aggiungendo anche situazioni personali. Avevamo già maturato circa un anno fa la volontà di cedere l’attività”.
La storia del chiosco inizia nel 2005, quando le sorelle presero l’edicola che allora si trovava in via Vado. Dopo circa due anni si trasferirono nell’attuale sede di via San Tomaso d’Aquino, “un posto decisamente migliore: prima eravamo in mezzo alla strada e ci avevano portato via la tenda due volte i camion. Qui c’è più spazio e le persone possono fermarsi con tranquillità”.
Il valore dell’edicola, oltre che commerciale, è quello sociale e umano: “Per vent’anni è stata una casa, un luogo di tanti ricordi. È una vita trascorsa, con incontri, emozioni, ma anche momenti tristi. Non è solo vendere un giornale, ma costruire rapporti con i clienti, con i ragazzini che raccontavano la loro giornata. Abbiamo mantenuto il senso del quartiere, un senso di appartenenza fra le persone e le realtà esistenti”.

Il ricordo del periodo più difficile della pandemia è ancora vivo: “Noi eravamo aperte e le persone si fermavano qui a parlare, era un momento triste, ma l’edicola è stata occasione di dialogo e di rapporti sempre più stretti”, raccontano.
Nonostante la chiusura di tante edicole nella zona, le sorelle Schiavon sottolineano l’impegno che il lavoro richiede: “Prendere in gestione un’edicola può spaventare, considerando anche il contesto storico, e bisogna averne voglia: si apre presto al mattino e si sta tutto il giorno qui. È un lavoro impegnativo, ma certamente anche divertente”.
Al momento non è ancora arrivato un successore, anche se sembrava ci fosse un accordo: “Sembrava che una coppia potesse rilevarla, ma per ragioni personali non se la sono sentita. Per ragioni fiscali dobbiamo chiudere entro oggi, altrimenti avremmo dovuto continuare fino al 31 dicembre”, sottolineano.
Il chiosco rimarrà in vendita fino a dicembre: “Se non riusciremo a venderlo, dovremo togliere tutto perché paghiamo l’occupazione del suolo pubblico - affermano -. La nostra speranza è che qualcuno possa rilevarlo e continuare questo punto di riferimento per il quartiere, magari proseguendo la cartoleria”.
Un pezzo di storia locale che si chiude, ma che lascia aperta la porta a un futuro di continuità: “Ci piacerebbe che restasse un’edicola qui, perché è un bel luogo dove ci si relaziona, dove si costruiscono amicizie e si tiene vivo il senso di comunità”, concludono Simona e Michela Schiavon.




















