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Attualità | 01 settembre 2025, 08:00

Freek Lab, la cartoleria inclusiva di Danila Riedo in via di Scurreria: “Un posto piccolo, sicuro e per tutti”

Dopo quasi quindici anni passati nella ristorazione, l’illustratrice genovese ha deciso di inseguire il sogno: creare uno spazio creativo e accogliente dove, accanto a penne e quaderni, trovano posto illustrazioni, prodotti giapponesi e materiali pensati per bisogni specifici

Via di Scurreria si arricchisce di una nuova realtà: una cartoleria che non è solo un negozio, ma anche un laboratorio artistico e uno spazio inclusivo, nato dall’idea e dal cuore di Danila Riedo, trentasei anni, illustratrice genovese, che dopo anni di lavoro nella ristorazione ha deciso di inseguire un sogno coltivato fin da bambina.

Nasco come illustratrice - racconta -. Ho studiato all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, frequentando il corso in progettazione artistica per l’impresa, quindi Art Direction. Poi però, per una serie di vicissitudini, sono finita a lavorare in ristorazione, e ci sono rimasta quasi quindici anni. È stata un’esperienza bella, ma a un certo punto ho capito che non potevo continuare così per tutta la vita. Ho scoperto la mia neurodiversità e ho realizzato che dovevo fare qualcosa che rispettasse i miei tempi, i miei bisogni e i miei sogni. Non ero fatta per restare dipendente per sempre”.

Quel percorso di consapevolezza, insieme al lavoro su sé stessa fatto in terapia, l’ha portata a rimettere insieme i pezzi di un desiderio mai sopito: “Ripensando alla mia infanzia, ho ricordato che il mio sogno ricorrente era quello di passare la notte dentro una cartoleria. Mi immaginavo da piccola di entrarci e rimanerci ore a guardare tutto: penne, matite, quaderni, colori. Era il mio luogo del cuore, anche se solo immaginato. Così ho deciso di provarci davvero: ho messo da parte i soldi grazie agli anni di lavoro in trattoria, e alla fine ho unito le mie passioni in un progetto tutto mio”.

Il risultato è Freek Lab, una cartoleria-laboratorio che vuole essere molto più di un semplice negozio: “Ho scelto di fare qualcosa di piccolo, alla mia misura. Non volevo diventare un negozio generalista, ma uno spazio dove accanto agli articoli di cartoleria ci fossero anche le mie illustrazioni, partecipazioni per eventi, lavori artigianali fatti a mano. È faticoso, certo: aprire da sola, da donna, giovane, tatuata e con i capelli fucsia non è stato semplice, ma era importante per me riuscirci”.

La cartoleria è pensata con una filosofia precisa: inclusione e accoglienza. “Il mio obiettivo è che chiunque entri si senta in un posto sicuro. Qui non ci saranno mai rumori forti, non ci sarà mai troppa gente insieme: voglio che persone neurodivergenti, bambini, ma anche chi semplicemente non ama la confusione possano vivere l’esperienza di una cartoleria senza ansia. Vale per i clienti, ma anche per me: se entrano dieci persone tutte insieme per me sarebbe complicato da gestire. Così creo un ambiente a misura di tutti”.

L’attenzione per le esigenze particolari è uno dei tratti distintivi di Freek Lab: “Ho voluto una sezione dedicata a prodotti specifici: quaderni per disgrafici, squadre e forbici per mancini, segna-righe e strumenti pensati per chi ha difficoltà. Di solito questi articoli bisogna ordinarli online o andare a cercarli chissà dove. Io stessa ho sempre sentito questa mancanza. L’altro giorno, ad esempio, è entrata una ragazzina che mi ha chiesto se avevo forbici per mancini: era stupita che le avessi davvero. Per me è stato naturale inserirle, perché anche le cose piccole fanno la differenza”.

Accanto a questo lato “inclusivo”, c’è anche la passione personale di Danila per la cartoleria giapponese: “Era un mio pallino da sempre. Ho iniziato a cercare fornitori e adesso importo penne, washi tape e altri articoli dal Giappone. Non c’è nulla di simile a Genova, quindi mi sono detta: perché non farlo io? Ovviamente i tempi sono più lunghi rispetto ad altri prodotti, ma credo valga la pena”.

La scelta del centro storico come sede del negozio non è casuale: “Vivo tra via Balbi e via Pré, e lavorando per tanti anni in trattoria lì vicino mi veniva comodo. Inoltre mia sorella ha un salone da parrucchiera in vico San Matteo, e mi piace l’idea di essere vicina a lei. Amo il centro storico, credo sia un luogo meraviglioso che non va lasciato a sé stesso. Anzi, bisognerebbe dare più incentivi a chi vuole aprire attività qui. La burocrazia è stata un percorso ad ostacoli e scoraggia tante persone, ma io non mi sono fatta fermare. Certo, il rischio d’impresa c’è, ma se ci aggiungi tutte le complicazioni burocratiche diventa ancora più pesante”.

Nonostante le difficoltà, i segnali dal quartiere sono stati incoraggianti: “Ho deciso di rischiare e per fortuna i vicini e chi è passato di qui mi ha dato molta energia positiva. Anche perché vedere nuove serrande aprirsi, in vie dove spesso ci sono solo locali chiusi, fa piacere a tutti”.

Rispetto alla formula della cartoleria, Danila è molto chiara: "Non mi interessa vendere libri scolastici, né voglio trasformare la cartoleria in un negozio di oggettistica. Voglio che qui ci siano penne, colori, quaderni, articoli che parlano davvero di cartoleria. Un posto dove passare mezz’ora tranquilli, scegliere qualcosa per un hobby creativo o per fare un regalo originale”.

Lo spazio sarà anche un luogo di collaborazioni artistiche: “Oltre ai miei lavori, ospiterò quelle di altri illustratori genovesi. L’idea è creare una linea di cartoline di Genova disegnate da noi, non prese da internet. Ci sono tanti artisti bravi in città, ma spesso poco visibili. Voglio dare loro uno spazio e un’opportunità. Sto coinvolgendo soprattutto donne, persone queer e neurodivergenti: penso abbiano bisogno di più visibilità. Collaborerò anche con realtà culturali come Pepita Ramone in piazza Valoria, con cui già da tempo organizzo eventi e laboratori. Per me era naturale portare questo spirito di collaborazione anche dentro il negozio”.

Anche il nome racconta qualcosa di sé: “Ho scelto Freek Lab unendo due parole: free (libero) e freak (strambo). Mi sembrava un compromesso perfetto, che rappresentasse bene il progetto”.

Quanto all’apertura, i tempi sono legati ancora una volta alla burocrazia: “L’inaugurazione ufficiale sarà intorno ai primi dieci giorni di settembre. Intanto però il negozio è già un po’ aperto, anche se in sordina: se qualcuno entra e paga in contanti io emetto lo scontrino e vendo, ma non faccio ancora troppa pubblicità perché non vorrei trovarmi con troppa gente tutta insieme e senza bancomat funzionante. Appena sarà tutto pronto, annuncerò l’inaugurazione ufficiale anche su Instagram”.

Gli orari previsti saranno dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.30. Mentre parla, Danila sorride: “Per me questo posto significa moltissimo. È il mio sogno d’infanzia che prende forma. Ho voluto un luogo piccolo, tranquillo e inclusivo, che potesse appartenere a tutti. E oggi sono felice di avercela fatta”.

Chiara Orsetti

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