Il Municipio VI Medio Ponente ha approvato oggi la delibera per intitolare il Centro Civico di Cornigliano a Leila Maiocco, figura di riferimento dell’attivismo sociale e culturale nel quartiere e a Genova. La decisione è passata con sedici voti favorevoli su ventitré consiglieri presenti, mentre si sono astenuti in sette tra Forza Italia, Fratelli d’Italia, Orgoglio Genova e Vince Genova.
Il presidente del Municipio Fabio Ceraudo ha sottolineato l’importanza della scelta: “Riteniamo fondamentale per il territorio riconoscere chi, come Leila, ha combattuto battaglie immense per le donne di Cornigliano e per un futuro diverso, accompagnando la transizione della siderurgia a caldo e la chiusura dell’altoforno. Lei è stata parte attiva e rappresentativa del quartiere: il dovere della giunta era iniziare questo percorso, che ora la commissione porterà avanti all’interno dell’istruttoria”.
Maria Curcio, consigliera Avs, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi e d’accordo di avere la sala intitolata a una persona che ha tanto dato a Cornigliano, che si è spesa senza interesse personale”.
La vicepresidente del Municipio Elisa Somiglia ha precisato: “L’intero edificio del Centro Civico sarà intitolato a Leila Maiocco. Nel ciclo amministrativo precedente si era parlato solo di una sala, ma ora vogliamo che tutto l’edificio porti il suo nome e rappresenti la memoria del suo impegno civile. L’edificio manterrà il suo scopo istituzionale, accogliendo la cittadinanza e le persone in fragilità, diventando un punto di riferimento per processi di inclusione”.
Anche Paola Vassallo ha espresso il sostegno del Pd: “Appoggiamo questa lodevole iniziativa, una delle ultime proposte bocciate nella scorsa legislatura da tutta la minoranza. Credevamo fosse approvata senza distinguo, ma così non è stato”.
Chi era Leila Maiocco
Figura carismatica, capace di guidare le comunità nelle battaglie civiche, Leila Maiocco si è battuta per la chiusura dell’altoforno di Cornigliano prima di trasferirsi a Roma nel 2000 come funzionaria di Roma Capitale. Femminista, attivista sociale e culturale, si è distinta anche nella Capitale, lavorando per l’Istituzione Biblioteche di Roma.














