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Attualità | 26 settembre 2025, 08:00

Cornigliano senza centraline, i residenti si organizzano da soli: "Ce ne occuperemo a spese nostre"

Il Comitato No Forno Elettrico avvia una raccolta fondi per installare dispositivi di monitoraggio ambientale: “Saranno necessari millecinquecento euro. Siamo stati costretti a farlo: le istituzioni pensano che si respiri aria pulita, ma Genova è la seconda città più inquinata d’Italia"

Cornigliano senza centraline, i residenti si organizzano da soli: "Ce ne occuperemo a spese nostre"

Nei mesi scorsi il Comitato No Forno Elettrico aveva chiesto formalmente al Comune di Genova e ad Arpal di installare centraline e campionatori ambientali a Cornigliano, quartiere che conta oltre 15.000 residenti e che da anni convive con le conseguenze dell’inquinamento industriale.

“Da quando si parla di ritorno alla produzione a caldo, molti si chiedono: cosa stiamo respirando? La verità è che oggi, a Cornigliano, non c’è alcuna centralina attiva. La rete pubblica di monitoraggio è stata smantellata dopo la chiusura della cokeria e degli altoforni”, aveva denunciato il Comitato.

Il 16 settembre 2025, durante il Consiglio regionale, il consigliere Gianni Pastorino (capogruppo “Andrea Orlando Presidente”) ha presentato una mozione per il ripristino delle centraline e l’avvio di studi sullo stato dell’ambiente e della salute. L’assessore all’Ambiente Giampedrone ha però risposto che non vi è obbligo di installazione se non in presenza di nuovi impianti sottoposti a valutazione di impatto ambientale.

Una posizione contestata dal Comitato No Forno Elettrico. Roberto Senesi, a nome del gruppo, commenta: “La risposta è stata negativa, perché Giampedrone ha detto che dal 2005 non c’è più obbligo di controllo, essendo state rimosse le centraline dopo la dismissione dell’area a caldo. Ma non è così: a Cornigliano nuove servitù ci sono state, dalla Guido Rossa al DAC, l’impianto di trattamento delle acque reflue. E poi le centraline non vengono installate solo in presenza di impianti industriali: ci sono anche in strade normali per monitorare l’inquinamento. Mi ha stupito questo intervento: è chiaro che non c’è volontà politica, quando gli esperti ci dicono che Cornigliano è già oltre i limiti di legge. Mettere un forno EAF qui è demenziale”.

Ma di fronte alla chiusura da parte delle istituzioni, il Comitato ha deciso di muoversi in autonomia: “Cercheremo di predisporre centraline con una raccolta fondi tra i cittadini, coinvolgendo l’Osservatorio Salute e Ambiente del Comune. Ovviamente non saranno certificati ufficiali, ma come dimostrato dal comitato di San Teodoro sui fumi delle navi, emergeranno comunque dati significativi. Siamo costretti a farlo: le istituzioni ci dicono che respiriamo aria pulita, ma Genova è la seconda città più inquinata d’Italia”.

Sul fronte economico l’investimento stimato è di circa 1.500 euro per l’avvio: “Si tratta di una cifra di partenza, che dipende dalla durata del monitoraggio e dalle analisi da effettuare. Vedremo cosa succederà e se le istituzioni smetteranno di avere un atteggiamento così prevenuto: è imbarazzante”, aggiunge Senesi.

Quanto ai tempi, tutto dipenderà dalla rapidità con cui sarà possibile raccogliere i fondi e individuare siti idonei: “Le centraline verranno collocate in abitazioni con caratteristiche specifiche. Ma il punto è un altro: questo non riguarda solo l’installazione del forno elettrico. È una questione generale: come ci sono centraline in altri quartieri, devono esserci anche qui”.

Federico Antonopulo

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