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Attualità | 26 settembre 2025, 18:47

Mattarella chiama la Flotilla: “Affidate gli aiuti a Gaza al Patriarcato”, ma la delegazione italiana rifiuta

Il presidente sollecita la consegna sicura degli aiuti a Gaza attraverso il Patriarcato latino di Gerusalemme. La delegazione italiana respinge la proposta: “Sarebbe come dire che se ci vogliamo salvare ci dobbiamo scansare, perché chi governa non può chiedere a chi ci attaccherà di non farlo, anche se è illegale”

Mattarella chiama la Flotilla: “Affidate gli aiuti a Gaza al Patriarcato”, ma la delegazione italiana rifiuta

"Appello alle donne e agli uomini della Flotilla". Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è rivolto ai protagonisti dell’iniziativa volta a portare aiuti umanitari a Gaza e che ora si trova a Creta.

"Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede - sottolinea il Capo dello Stato - di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona".

“A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell'iniziativa assunta - valore che si e' espresso con ampia risonanza e significato - appare necessario preservare l'obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza. Mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme - anch'esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza - di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza".

Poco dopo è arrivato, tramite videomessaggio, la replica della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che conferma il "no" alla proposta di affidare gli aiuti al Patriarcato Latino a Cipro. 
"Non possiamo accettare questa proposta perché arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio di essere attaccate - spiega Maria Elena Delia, la portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla -. Sarebbe come dire che se ci vogliamo salvare ci dobbiamo scansare, perché chi governa non può chiedere a chi ci attaccherà di non farlo, anche se è illegale”.

C.O.

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