È stata accolta questa mattina dal presidente della Regione e commissario straordinario alla Ricostruzione Marco Bucci la delegazione della NZTA, l’agenzia neozelandese per i trasporti, arrivata a Genova per studiare da vicino la ricostruzione del ponte Morandi, osservando processi, decisioni e scelte che hanno portato, in meno di due anni, alla nascita del ponte San Giorgio.
Lo stesso Governatore ha definito la visita “il segnale più chiaro di quanto Genova sia diventata un caso-studio mondiale".
Al tavolo erano presenti anche i rappresentanti di WeBuild, il gruppo che ha realizzato il nuovo viadotto firmato da Renzo Piano.
Nel corso dell’incontro, i tecnici neozelandesi hanno approfondito aspetti come la demolizione controllata della struttura, la convivenza tra cantiere e quartieri abitati, il coordinamento tra enti, imprese, progettisti e lavoratori.
Sono state evidenziate anche le specificità morfologiche, la necessità di garantire mobilità e servizi in un’area nevralgica, la pressione dell’emergenza unita alla richiesta di efficienza.
Bucci parla di un confronto profondo e concreto: “È stato un incontro molto soddisfacente perché dimostra come l’esperienza di Genova sia diventata un punto di riferimento a livello internazionale. Persone che arrivano dall’altra parte del mondo vengono qui per studiare come abbiamo affrontato e superato una tragedia, trasformandola in un esempio concreto di efficienza, competenza e capacità di fare squadra".
Il presidente ha rivendicato il lavoro fatto durante il commissariamento: “Abbiamo condiviso l’expertise infrastrutturale maturato in quel periodo, raccontando un percorso che ha portato alla ricostruzione in tempi record del ponte San Giorgio”.
“In quell’occasione Genova, la Liguria e tutta l’Italia hanno reagito con forza e determinazione, dimostrando di possedere competenze tecniche e ingegneristiche di altissimo livello”, ricorda Bucci per poi concludere: “Come Regione abbiamo il dovere di far sapere che le nostre aziende e i nostri lavoratori sono in grado di realizzare grandi opere, non solo in situazioni di emergenza, ma anche guardando al futuro”.

















