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Tecnologia e Innovazione | 15 gennaio 2026, 14:42

Intelligenza artificiale e difesa civica, Genova al centro del dibattito nazionale: in primavera nascerà il coordinamento

L’organismo lavorerà sull’uso corretto della Ia nella pubblica amministrazione, tra supporto alle decisioni, trasparenza degli algoritmi e responsabilità etica

Foto Ansa

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Sarà Genova a fare da culla al coordinamento nazionale sull’Intelligenza artificiale applicata alla difesa civica. La nascita dell’organismo è prevista per la prossima primavera, tra marzo e aprile, e rappresenterà un punto di riferimento per l’uso corretto e trasparente delle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione.

L’annuncio è arrivato dal presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari, nel corso del convegno “Trasparenza, Difensori civici accesso pubblico e Intelligenza artificiale”, organizzato dall’assemblea legislativa in occasione della Giornata della Trasparenza. Una proposta che ha trovato immediata adesione da parte di Marino Fardelli, coordinatore nazionale dei difensori civici delle regioni, presente alla giornata di studi insieme a esperti del settore, rappresentanti degli ordini professionali e ai difensori civici di numerose regioni italiane.

Al centro del dibattito, il rapporto tra trasparenza amministrativa e nuove tecnologie. “La trasparenza oggi è chiamata a confrontarsi anche con le nuove tecnologie e con l’uso dell’Intelligenza artificiale”, ha evidenziato Balleari. “La Ia nella pubblica amministrazione deve essere uno strumento di supporto, ma la decisione resta sempre in capo alla persona, che ne mantiene la piena responsabilità. Le potenzialità sono evidenti ma, allo stesso tempo, questa evoluzione richiede attenzione e responsabilità, anche sul piano etico”.

“Il coordinamento si riunirà a marzo o aprile in stretto collegamento con la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative”, ha spiegato Fardelli, sottolineando la volontà di costruire un percorso condiviso a livello nazionale.

Sulla necessità di un organismo di studio ha insistito anche il difensore civico ligure Francesco Cozzi: “Occorre un organismo di studio per una applicazione corretta della Ia, che deve essere un aiuto per indicare priorità e per incrociare banche dati in tutti i settori, dalla sanità all’urbanistica ai mercati. Resta la criticità legata alla trasparenza degli algoritmi, delle decisioni e degli atti che produce”.

Durante il convegno non sono mancate le sollecitazioni a un adeguamento della legge 132 del 2025, la prima in Italia a intervenire sul tema dell’Intelligenza artificiale, arrivate in particolare dai rappresentanti dell’ordine degli avvocati. Agli esperti del settore è spettato infine il compito di chiarire uno dei nodi centrali del dibattito: l’Intelligenza artificiale, almeno per ora, “non è intelligente”, perché non distingue autonomamente il vero dal falso ma si basa su processi di classificazione e comparazione dei dati. Un limite che rende ancora più centrale il ruolo umano nelle decisioni pubbliche.

Redazione

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