Asbestosi e amianto in Aeronautica Militare. Ennesima vittoria dell’ONA, e dell’Avv. Ezio Bonanni, che la presiede e che ha difeso Nicola Panei, fondatore dell’ONA.
Panei, in servizio nell’Aeronautica Militare dal 01.10.1968 al 31.12.2005, ha subito danni alla salute tra cui l’asbestosi, oltre alle placche pleuriche, ispessimenti pleurici e ripercussioni cardiache ed è a rischio di insorgenza di cancro del polmone e mesotelioma della pleura, e altre patologie asbesto correlate a più lungo periodo di latenza. Fin dal 2005 ha avviato il percorso legale, e finalmente si ottiene il primo significativo risultato, rilevante anche per tutti gli altri, che hanno svolto servizio in Aeronautica Militare.
Si concretizza quindi un risultato fondamentale dell’ONA nell’assistenza delle vittime amianto in Aeronautica Militare.
L’incidenza epidemiologica di malattie asbesto correlate in Aeronautica Militare è elevatissimo. Si tratta di uno dei temi caldi che hanno visto l’impegno anche dell’Osservatorio Vittime del dovere, che insieme con ONA tutela le vittime del terrorismo in Aeronautica Militare, perché siano riconosciuti i loro diritti. Sia quelli in sede previdenziale (riconoscimento di vittima del dovere e causa di servizio), che civilistico risarcitoria.
Panei è componente del direttivo nazionale di ONA, oltre che vittima amianto nell’Aeronautica Militare.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Bis, ha condannato il Ministero della Difesa al risarcimento dei danni in favore del maresciallo dell’Aeronautica Militare Nicola Panei, riconoscendo la responsabilità dell’Amministrazione per la prolungata esposizione ad amianto subita durante il servizio, in assenza di adeguate misure di prevenzione e protezione.
La sentenza accerta che l’amianto era utilizzato in modo diffuso non solo sugli aeromobili, ma anche all’interno delle infrastrutture e degli aeroporti militari, determinando un’esposizione continuativa con gravi conseguenze sulla salute del militare.
Cosa ha stabilito il TAR del Lazio Secondo il Tribunale, Nicola Panei, in servizio nell’Aeronautica Militare per 27 anni, è stato esposto in maniera costante a fibre di amianto attraverso indumenti e dispositivi contenenti il minerale, nonché per la presenza dello stesso negli aeromobili e nelle strutture militari, comprese le coperture degli edifici aeroportuali. È stata così accertata la violazione dell’obbligo di tutela della salute del lavoratore da parte del Ministero della Difesa.
Il TAR ha inoltre riconosciuto il nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e le patologie diagnosticate, individuate in asbestosi, broncopneumopatia cronico-ostruttiva e sindrome ansioso-depressiva reattiva.
Basi e aeroporti militari contaminati nel Lazio e nel resto d’Italia
La decisione riveste un rilievo particolare perché individua specifici luoghi di servizio contaminati nella Regione Lazio. Tra questi figurano l’aeroporto militare di Pratica di Mare e quello di Guidonia, dove il maresciallo Panei ha prestato servizio fino al congedo, confermando la presenza strutturale dell’amianto nelle basi operative dell’Aeronautica Militare.
Il risarcimento riconosciuto Il Tribunale ha riconosciuto in favore del militare il risarcimento del danno non patrimoniale, quantificato in oltre 33.000 euro, oltre interessi legali. Il Ministero della Difesa è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Perché l’amianto è stato usato in ambito aeronautico militare
L’amianto è stato impiegato a lungo nel settore aeronautico (civile e militare) per la combinazione di resistenza al calore, capacità isolante, proprietà ignifughe e durabilità. In ambito militare, queste caratteristiche sono state ricercate sia sui velivoli sia nelle infrastrutture di supporto a terra, in un contesto operativo in cui la continuità di servizio, l’affidabilità dei componenti e la gestione del rischio incendio erano priorità tecniche.
Dove si trovava l’amianto: velivoli, componenti e basi a terra
Nel comparto aeronautico, l’impiego storico ha riguardato soprattutto componenti e materiali soggetti ad alte temperature e sollecitazioni, con particolare attenzione alle fasi di manutenzione, smontaggio e sostituzione, in cui il rilascio di fibre può aumentare.
Nel materiale reperibile online sull’esposizione dei manutentori (in generale, anche per velivoli militari), ricorrono come punti tipici: isolamenti e materiali ignifughi, guarnizioni e tenute, componenti del comparto motore, rivestimenti e pannellature, e in modo molto ricorrente i sistemi frenanti (materiali d’attrito e affini), proprio per l’esigenza di resistere a picchi termici e usura.
Accanto ai velivoli, un profilo rilevante riguarda le installazioni a terra: capannoni, hangar, officine, centrali e locali tecnici, dove storicamente sono stati presenti materiali contenenti amianto in coibentazioni, rivestimenti e protezioni antincendio. Su questo punto, l’Osservatorio Nazionale Amianto richiama il tema della salubrità degli ambienti di lavoro e della necessità di sanificazione/bonifica delle basi e delle strutture interessate.
I profili di esposizione in Aeronautica Militare: perché la manutenzione è cruciale
L’esposizione non dipende solo dalla presenza “statica” di materiali, ma soprattutto dalle attività che li disturbano. In aeronautica militare, i momenti a maggior rischio, ricostruiti anche in chiave giudiziaria e medico-legale, sono in genere quelli di manutenzione e riparazione, quando si interviene su parti coibentate, guarnizioni, pannelli, materiali d’attrito o rivestimenti, e quando si operano lavorazioni (pulizia, carteggiatura, sostituzione) che possono liberare fibre.
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS e l’Osservatorio Vittime del Dovere hanno divulgato, oltre che informato i potenziali esposti circa il rischio amianto nel settore aeronautico, compreso quello militare, che riguarda tra l’altro anche il settore civile. In modo particolare per le riparazioni e manutenzioni, inclusi i contesti militari.
Il caso Nicola Panei: cosa emerge dalla sentenza TAR Lazio (Aeronautica Militare)
La sentenza del TAR Lazio – Roma (Sezione Prima Bis) nel caso Nicola Panei, pubblicata il 14/01/2026 (ricorso R.G. 8505/2019), è rilevante perché ricostruisce in modo dettagliato – in sede giudiziaria – il nesso tra servizio, esposizione e conseguenze sulla salute, nel contesto dell’Aeronautica Militare.
Dalla motivazione e dalla ricostruzione dei fatti (pagine centrali del provvedimento) emergono, tra gli altri, questi elementi di interesse per il focus settoriale: il ricorrente riferisce una esposizione professionale prolungata durante il servizio, con attività riconducibili alla manutenzione/intervento su aeromobili e alla permanenza in ambienti indicati come interessati da materiali contenenti amianto; vengono richiamati anche aspetti come l’impiego di indumenti o dotazioni descritti come contenenti amianto e la presenza di coperture/strutture con amianto. Sempre nella sentenza, sono indicate le patologie oggetto di domanda e accertamento giudiziario, tra cui asbestosi e BPCO, oltre a un profilo di danno all’integrità psichica in relazione al vissuto di malattia, e viene affrontato il tema della responsabilità datoriale e dell’obbligo di sicurezza, con richiamo ai principi civilistici sull’adozione delle misure idonee a tutelare l’integrità del lavoratore.
Sul piano dell’esito, la decisione accoglie il ricorso “nei sensi e nei limiti” indicati in motivazione e dispone la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno non patrimoniale quantificato in sentenza, oltre agli accessori nei termini stabiliti.
Quadro epidemiologico: cosa dicono i dati del ReNaM e perché contano per la “difesa militare”
L’VIII Rapporto ReNaM (INAIL) fotografa l’epidemia di mesotelioma in Italia con diagnosi dal 1993 al 2021. Questo dato è rilevante perché il mesotelioma è il tumore sentinella dell’amianto, rispetto a tutte le altre patologie che comprendono anche il cancro del polmone e le altre neoplasie. Sono stati registrati 37.003 casi, con sede pleurica largamente prevalente e una forte impronta di esposizioni di origine lavorativa.
Tuttavia sono rilevanti anche i casi di asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici.
Nel rapporto, le modalità di esposizione risultano approfondite per una parte ampia dei casi; tra quelli con esposizione definita, la quota di esposizione professionale (certa, probabile, possibile) rappresenta il nucleo principale.
Quindi tra i settori maggiormente coinvolti nella casistica professionale viene esplicitamente citato anche il settore della difesa militare, con una quota indicata nel testo come rilevante nel quadro complessivo delle esposizioni professionali censite.
Il ruolo di ONA e Osservatorio Vittime del Dovere: tutela, riconoscimenti e contesto operativo
Le pagine informative dell’ONA dedicate all’Aeronautica Militare richiamano il tema del rischio amianto in “divisa blu” e la necessità di interventi di risanamento e tutela sanitaria e legale, anche in coordinamento con i percorsi di riconoscimento (causa di servizio/benefici collegati).
Sul versante “Vittime del Dovere”, i contenuti pubblicati mettono in evidenza l’evoluzione giurisprudenziale e il tema del riconoscimento delle patologie asbesto-correlate maturate in servizio nelle diverse Forze Armate, includendo l’Aeronautica.
Rilevanza della sentenza sul caso di Nicola Panei per la tutela dei militari dell’Aeronautica
Il rischio in aeronautica militare si caratterizza per una combinazione di fattori: l’impiego storico dell’amianto per finalità termo-isolanti e ignifughe; la presenza di materiali sia su mezzi sia in infrastrutture a terra; e soprattutto la natura delle lavorazioni, perché le fibre diventano un pericolo concreto quando i materiali vengono disturbati durante manutenzioni, riparazioni, sostituzioni e lavorazioni meccaniche.
La sentenza Panei è un caso emblematico perché offre una ricostruzione giudiziaria dettagliata dell’esposizione in Aeronautica Militare e del conseguente contenzioso risarcitorio. L’VIII Rapporto ReNaM, dal canto suo, colloca la difesa militare tra i settori presenti nella casistica professionale, confermando che l’ambito “militare” rientra pienamente nel perimetro epidemiologico delle esposizioni a rischio considerate nella sorveglianza nazionale.
Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni «È un primo punto di svolta dopo quasi vent’anni di battaglia legale, una decisione di grande rilievo, che sancisce la fondatezza di quanto l’ONA denuncia da tempo. Tuttavia, non possiamo non rilevare come l’importo del risarcimento risulti irrisorio se rapportato alla compromissione della salute, alle sofferenze fisiche e psicologiche patite e al rischio concreto di ulteriori e più gravi evoluzioni patologiche. Questa decisione rappresenta sì un passo importante, ma conferma quanto sia ancora lunga la strada per un pieno riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto nelle Forze Armate», ha dichiarato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale del maresciallo Panei.
L’impegno dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere L'Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS, e lo stesso Osservatorio, continua a portare avanti il suo impegno in tutta Italia. In modo particolare nel Lazio, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Puglia, ove sono stanziati i siti nei quali è stato utilizzato amianto fino alla messa al bando con la L. 257/92. Sia l’ONA che l’Osservatorio Vittime del Dovere si avvalgono dell’attività dell’Avv. Ezio Bonanni. Le sedi ONA, nel territorio nazionale, sono impegnate sul territorio, con assistenza continua. Per la prevenzione primaria e la tutela dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell'amianto e di altri cancerogeni. Proprio per realizzare le finalità di prevenzione primaria, l'associazione ha a suo tempo costituito lo sportello ONA. Per la tutela dei cittadini e lavoratori è sufficiente contattare telefonicamente il numero verde ONA gratuito 800 034 294, oppure scrivere direttamente attraverso il sito ONA.














