Un’operazione congiunta tra la polizia italiana e quella francese ha portato a smantellare un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine, che ha monitorato oltre 200 episodi di traffico transfrontaliero, ha svelato una rete capillare capace di gestire il passaggio dei migranti lungo il confine di Ventimiglia con metodi tanto ingegnosi quanto pericolosi.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati non si limitavano al trasporto, ma fornivano un vero e proprio pacchetto di assistenza per eludere i controlli. Per i viaggi in treno o autobus, i trafficanti dotavano i migranti di documenti contraffatti, finti bagagli e persino abiti nuovi per permettere loro di mimetizzarsi tra i pendolari.
Tuttavia, il volto dell'organizzazione era spesso molto più spietato. In diversi casi, i migranti venivano istruiti a nascondersi nei vani di collegamento dei vagoni ferroviari o introdotti di notte, violando i sigilli, all'interno di tir in sosta all'autoporto di Ventimiglia. Pratiche che esponevano le persone, principalmente provenienti dal Maghreb e dal Corno d’Africa, a rischi altissimi di asfissia, schiacciamento e disidratazione.
L'indagine della squadra mista italo-francese ha portato al sequestro di oltre 13.400 euro in contanti, ritenuti provento di un traffico regolato da un preciso listino prezzi, calibrato sulla pericolosità del tragitto.
Trecento euro erano richiesti per il viaggio in "auto-taxi", considerato il metodo più sicuro e discreto. La tariffa scendeva a 100 per il trasporto illegale sui mezzi pesanti, all’insaputa dei conducenti. Tra i 70 e i 100 euro, invece per il passaggio in treno o bus con la fornitura di documenti falsi e vestiti puliti. Per la traversata a piedi attraverso la collina tra Ventimiglia e Mentone, con l’elevato rischio di cadute mortali, il ‘costo’ era di 50 euro.
I pagamenti avvenivano sia in contanti che tramite ricariche su carte prepagate e bonifici su conti controllati dai trafficanti. Le indagini hanno rivelato una fitta rete di contatti che si estendeva ben oltre il confine ligure: i passeurs di Ventimiglia ricevevano richieste da complici o conoscenti residenti in grandi città italiane come Roma, Milano, Torino e Genova, ma anche dall'estero, in particolare da Regno Unito, Germania e Lussemburgo.














