Un minuto di silenzio per ricordare le vittime della guerra in Ucraina e ribadire la vicinanza della città alla comunità colpita dal conflitto. È quanto avvenuto oggi in consiglio comunale, dove la seduta è stata presieduta dalla consigliera Francesca Ghio, chiamata a guidare l’aula in assenza del presidente del consiglio comunale Claudio Villa.
Prima del minuto, è stata letta una lettera dedicata al quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, un testo che ha ripercorso le ferite ancora aperte del conflitto e il significato politico e umano di questo momento.
“A quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, la guerra continua a colpire città, infrastrutture e popolazione civile. Le sirene che ancora oggi risuonano ricordano che nel cuore dell’Europa è in corso un conflitto che ha prodotto distruzione, milioni di profughi e migliaia di vittime innocenti. Quattro anni di sofferenze, di vite spezzate, di famiglie divise”.
Parole che hanno sottolineato come il conflitto rappresenti “una ferita profonda che interroga le coscienze dell’Europa e mette alla prova i valori su cui essa si fonda: cooperazione tra i popoli, tutela dei diritti umani, rispetto del diritto internazionale, rifiuto della violenza come strumento di risoluzione delle controversie”.
Poi è stato ricordato anche l’impegno della città fin dai primi giorni dell’invasione: “Fin dal primo giorno, la Città di Genova ha espresso una solidarietà concreta e responsabile. Le istituzioni, il volontariato, le associazioni e tanti cittadini hanno saputo accogliere chi fuggiva dalla guerra, offrendo non solo assistenza, ma percorsi di integrazione, lavoro, istruzione e dignità. È una risposta che testimonia la maturità civile e il senso di comunità della nostra città”.
Un passaggio è stato dedicato alla comunità ucraina presente sul territorio: “Oggi rinnoviamo la nostra vicinanza alla Comunità Ucraina di Genova e della Liguria, parte viva del nostro tessuto sociale. A loro va il sostegno convinto dell’Amministrazione e dell’intero Consiglio Comunale, nella consapevolezza che la vostra sofferenza è anche una responsabilità condivisa”.
Infine, la condanna dell’aggressione e l’auspicio di una soluzione diplomatica: “Condanniamo l’aggressione e sosteniamo ogni iniziativa volta a costruire una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto del diritto internazionale, sulla sicurezza europea e su un’autentica cooperazione tra le nazioni. Crediamo in un’Europa più forte e unita, capace di difendere i propri valori democratici, protagonista di un rinnovato multilateralismo e costruttrice di pace”.
La lettera si è conclusa con l’invito rivolto all’aula: “Con questo spirito, invito ora il Consiglio e tutti i presenti a osservare un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime di questa guerra”.














