Scontro politico acceso nel Municipio VI Medio Ponente durante il consiglio municipale monotematico dedicato alla riforma del decentramento e della partecipazione. La seduta, convocata per l’illustrazione del progetto da parte dell’assessore comunale al Decentramento amministrativo Davide Patrone, si è trasformata in un 'caso' politico dopo la decisione del presidente Fabio Ceraudo di dichiarare inammissibile un ordine del giorno presentato dalla minoranza.
La scelta ha provocato la reazione compatta dei gruppi di centrodestra, che hanno abbandonato l’aula denunciando una “grave mancanza di rispetto istituzionale” e annunciando la volontà di segnalare l’accaduto al Direttore generale del Comune e al Prefetto.
La protesta della minoranza
“Apprendiamo con sconcerto che, a un’ora dall’inizio del Consiglio, il Presidente del Municipio ha dichiarato inammissibile l’ordine del giorno presentato dalla minoranza, nonostante fosse stato regolarmente ammesso in sede di capigruppo”, scrivono i consiglieri in una nota congiunta.
Secondo l’opposizione, la decisione sarebbe arrivata “all’ultimo momento, senza confronto”, nonostante la riunione dei capigruppo si fosse svolta il 18 marzo. “Se era stato ammesso per errore, il presidente aveva una settimana di tempo per correggere”, attaccano.
Da qui la scelta di lasciare l’aula: “Un comportamento inaccettabile che mortifica il dibattito democratico e svilisce il lavoro dei consiglieri. Ancora una volta il Presidente decide unilateralmente cosa può essere discusso”.
La minoranza punta il dito anche contro la natura stessa della seduta: “Forse si poteva evitare di convocare un consiglio monotematico, con risparmio di soldi pubblici, e organizzare una semplice riunione con l’assessore Patrone”.
L’ordine del giorno “bloccato”
Nel documento, articolato in dieci punti, i consiglieri chiedevano un maggiore coinvolgimento dei Municipi nel processo di riforma del decentramento, mettendo in discussione alcuni aspetti della proposta della giunta.
Tra i temi principali:
- il riconoscimento del ruolo già esistente dei Forum e delle Consulte come strumenti di partecipazione;
- la richiesta di maggiore autonomia amministrativa per i Municipi, in particolare su patrocinio e organizzazione;
- il rafforzamento del ruolo consultivo (anche con pareri vincolanti) dei Municipi sulle scelte che impattano il territorio;
- una revisione dei criteri di assegnazione del personale, giudicati insufficienti rispetto alle reali esigenze;
- la necessità di uniformare regolamenti e tempistiche tra i nove Municipi cittadini.
Nel testo si sottolinea anche come alcune misure presentate come innovative siano in realtà già previste dai regolamenti vigenti, citando ad esempio l’articolo 76 sul coordinamento delle associazioni e l’esperienza locale di consulte e osservatori già attivi nel Medio Ponente.
LA REPLICA DEL PRESIDENTE CERAUDO
Dura la replica del presidente del Municipio Fabio Ceraudo, che respinge le accuse parlando di una scelta esclusivamente tecnica. “Hanno abbandonato l’aula perché l’ordine del giorno era inammissibile per l’articolo 25 del regolamento: non c’era alcun tipo di deliberazione possibile”, spiega. “Essendo un consiglio monotematico di illustrazione, non si poteva andare in votazione”.
Ceraudo sottolinea come alla minoranza sia stata comunque offerta una possibilità alternativa: “Li ho invitati a portare le richieste in sede di 'consiglio comunale', dove si può deliberare. L’assessore Patrone si era anche reso disponibile a prendere il documento e rispondere punto per punto”. Poi l’affondo politico: “Purtroppo una parte della minoranza ha scelto di evitare il confronto, rifugiandosi dietro scuse e tecnicismi per non partecipare al cambiamento”.
Nel suo intervento, Ceraudo ha difeso con forza la riforma portata avanti dall’amministrazione comunale, parlando di un percorso “serio e concreto” per restituire centralità ai Municipi. “Il decentramento non è uno slogan: è il ritorno alla democrazia di prossimità”, afferma. “I Municipi sono la prima linea, il luogo dove si ascolta e si costruisce insieme ai cittadini”. E ancora: “Stiamo restituendo voce, strumenti e responsabilità. Chi oggi critica è lo stesso che in passato ha svuotato i Municipi di ruolo e risorse”.
LA MAGGIORANZA IN MUNICIPIO VI MEDIO PONENTE: "SCELTA DELL'OPPOSIZIONE DI ABBANDONARE L'AULA NONOSTANTE LE APERTURE CONCRETE E ISTITUZIONALMENTE RILEVANTI DELL'ASSESSORE PATRONE"
"La maggioranza del Consiglio Municipale del Municipio VI Medio Ponente, esprime profondo rammarico per quanto accaduto nel corso dell’ultimo Consiglio municipale monotematico dedicato all’illustrazione delle linee guida della riforma sul decentramento amministrativo.
Nel corso della seduta, l’Assessore comunale Davide Patrone ha presentato un percorso di riforma volto a rafforzare il ruolo dei nove Municipi, prevedendo, tra gli elementi qualificanti, l’attribuzione di risorse economiche proprie per l’espletamento delle funzioni delegate, l’introduzione di strumenti di co-decisione con le società partecipate operanti sul territorio e una maggiore condivisione nelle scelte relative al trasferimento dei fondi dal Comune ai Municipi. Si tratta di un impianto che, anche alla luce delle modifiche intervenute negli anni 2020 e 2021, mira a restituire centralità ai Municipi quali presidi di democrazia, partecipazione e gestione dei servizi di prossimità. A fronte delle contestazioni sollevate, l’Assessore ha dimostrato piena disponibilità al confronto, invitando i consiglieri di minoranza a illustrare nel merito le proprie istanze, così come già avvenuto negli altri Municipi cittadini. In tale contesto, si è altresì impegnato a farsi carico del documento in sede municipale, garantendone la trasmissione e la discussione a livello comunale, nonché ad analizzare puntualmente ogni osservazione, assicurando la massima attenzione al contributo di tutti i gruppi consiliari. Nonostante queste aperture concrete e istituzionalmente rilevanti, i gruppi di minoranza hanno scelto di abbandonare l’aula, rinunciando di fatto a partecipare al dibattito e al confronto nel merito della riforma. Una decisione che non può che essere valutata con preoccupazione, in quanto priva il Consiglio di un contributo che dovrebbe essere, per sua natura, costruttivo e orientato all’interesse della comunità. È doveroso inoltre chiarire che la dichiarazione di inammissibilità dell’ordine del giorno presentato è avvenuta esclusivamente per ragioni tecniche e regolamentari, essendo incompatibile con la natura non deliberativa della seduta monotematica. Ciò non ha tuttavia precluso la possibilità di esprimere osservazioni e posizioni nel corso del dibattito, possibilità che è stata esplicitamente garantita. La maggioranza ritiene che il tema del decentramento richieda senso di responsabilità, serietà e partecipazione. Il percorso avviato rappresenta un’opportunità significativa per rafforzare il ruolo dei Municipi e migliorare la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini. Proprio per questo, appare fondamentale che tutte le forze politiche scelgano di contribuire in modo attivo e consapevole, nel rispetto delle istituzioni e delle regole democratiche. Rinnoviamo infine il nostro impegno a proseguire un lavoro trasparente e orientato al bene della comunità, favorendo ogni occasione di confronto utile e costruttivo, nella convinzione che solo attraverso il dialogo si possano raggiungere risultati concreti per il territorio".














