Sarebbe venuta meno la custodia della palma crollata il 12 marzo 2025 in piazza Paolo da Novi, tragedia che costò la vita alla funzionaria regionale Francesca Testino. È quanto emerge dalla perizia illustrata in aula dalla consulente della Procura Cristina Nali, ordinaria di Patologia vegetale all’Università di Pisa, nell’ambito dell’incidente probatorio coordinato dal pubblico ministero Fabrizio Givri.
Secondo la relazione tecnica, da parte del custode della palma non sarebbe stata rispettata la “diligenza del buon padre di famiglia”. Una mancanza che, secondo l’esperta, si sarebbe tradotta non solo nell’assenza di un protocollo di monitoraggio adeguato, ma anche nella mancata adozione di misure di prevenzione considerate basilari nell’arboricoltura urbana.
Tra le criticità evidenziate figurano, in particolare, il mancato puntellamento dell’esemplare già inclinato e l’assenza di delimitazioni dell’area a rischio, che avrebbero potuto impedire il passaggio dei pedoni.
La consulente ha inoltre sottolineato come la gestione dell’aiuola possa aver inciso sulla struttura del terreno, alterando il microambiente radicale e favorendo l’insediamento di agenti patogeni, oltre alla recisione parziale di alcune radici. Tuttavia, la stessa perizia precisa che le condizioni biomeccaniche della palma risultavano già gravemente compromesse, al punto da rendere improbabile un contributo determinante alla stabilità anche in presenza di un apparato radicale integro.
Per la vicenda la Procura ha iscritto nel registro degli indagati dodici persone, tra dipendenti ed ex dipendenti di Aster e un consulente esterno. Le difese sostengono invece che il crollo sarebbe stato causato da lavori alle aiuole eseguiti dal Municipio.
La palma è stata rimossa l’8 luglio scorso ed è attualmente sotto sequestro presso la caserma dei carabinieri Vittorio Veneto. La prossima udienza è fissata per il 12 maggio.














