È scontro sulla Strada dei Filtri.
Dopo il consiglio municipale di ieri che ha evidenziato il definanziamento del progetto in favore dell’ex Cinema Nazionale di Molassana, a intervenire sulla questione è Pietro Piciocchi.
Con una nota durissima il consigliere municipale di Vince Genova ed ex vice sindaco della passata giunta Bucci, si scaglia contro l’attuale amministrazione accusandola di aver diffuso versioni non corrispondenti alla realtà dei fatti.
Secondo Piciocchi, la prima grande inesattezza riguarderebbe la destinazione dei fondi. L’amministrazione aveva infatti giustificato il definanziamento di 2,9 milioni della strada con la necessità di spostare le risorse sulla riqualificazione dell’ex Cinema Teatro Nazionale.
“Non è vero che i soldi della Strada Dei Filtri sono stati messi per l’ex cinema Teatro Nazionale che, peraltro, ero stato io a riportare nel patrimonio del Comune di Genova dopo una trattativa difficilissima con la parte privata”.
Il consigliere ricorda ancora come i soldi per la riqualificazione fossero già stanziati dalla passata amministrazione poi prosegue: “La nuova Giunta, lo scorso dicembre, ha previsto un'importante integrazione economica. La strada dei filtri è stata definanziata solo a marzo dopo che nel triennale era stata fatta slittare di un anno. In altri termini, il finanziamento del Nazionale coesisteva con quello per la strada dei filtri, che infatti è stata stralciata solo successivamente. Che fine hanno fatto allora i soldi? Semplice: sono stati riassorbiti nel bilancio generale del Comune ma non destinati alla Val Bisagno. Ferrante deve capire che dopo otto anni di amministrazione i numeri li sappiamo leggere e non ci facciamo prendere in gir”.
Il consigliere di opposizione smonta anche la tesi secondo cui l’intervento spetterebbe a un privato. La Giunta ha sostenuto che la strada fosse a carico di un soggetto terzo in caso di edificazione, ma Piciocchi chiarisce: “La strada dei filtri è un'opera pubblica e il piano regolatore l'ha sempre considerata tale. Vero che esisteva un vincolo molto risalente e mai attuato che poneva l'opera a carico del privato nel caso in cui questi avesse edificato nei propri terreni: ma siccome non ha edificato, né ha intenzione di farlo, non era mai scattato questo obbligo a suo carico. Ergo: il Comune ha piena facoltà di fare l'opera e non si sostituisce al privato. La tesi portata avanti dalla Giunta è falsa e basta conoscere un minimo di urbanistica per accorgersene”.
Piciocchi manifesta poi sconcerto per il muro alzato dall’assessorato durante l’ultima delibera di variazione del piano triennale: “È poi incredibile che, in occasione dell'ultima delibera di variazione del piano triennale delle opere pubbliche, non solo l'Assessore abbia respinto gli ordini del giorno con i quali chiedevo di ripristinare il finanziamento ma ha anche rigettato la richiesta di partecipare ad un'assemblea pubblica per spiegare ai cittadini la sua scelta sciagurata”.
La conclusione dell'ex vicesindaco è un atto d'accusa politico al ‘nuovo corso’ di Palazzo Tursi: “Il centrodestra aveva finanziato l’opera con quasi 3 milioni di euro. L’attuale giunta l’ha cancellata cercando scuse ridicole. È così che questo nuovo corso, per l'ennesima volta, dimostra tutta la sua ipocrisia. Parla di ascolto ma poi fa il contrario”.














