Un mese in carcere e quasi tre ai domiciliari a Genova, in un appartamento preso in affitto appositamente per scontare la misura cautelare, prima che emergesse una verità completamente diversa. È la vicenda di un artista francese di 42 anni, finito al centro di un’inchiesta internazionale per traffico di droga ma, secondo quanto ricostruito, del tutto estraneo ai fatti.
L’uomo era stato arrestato lo scorso dicembre mentre si trovava in vacanza a Genova, dopo che era scattato l’alert del sistema “alloggiati” nell’hotel in cui soggiornava. Su di lui pendeva una richiesta di arresto da parte della Tunisia, che lo accusava di aver spedito un pacco contenente droga dal porto di Marsiglia, allegando alla spedizione una copia del suo documento di identità.
L’arresto era stato convalidato dalla Corte d’appello di Genova, che aveva avviato le procedure per stabilire se l’estradizione dovesse avvenire verso la Tunisia o verso la Francia. Nel frattempo, l’uomo era stato posto agli arresti domiciliari, sostenendo personalmente i costi dell’alloggio.
A cambiare il corso della vicenda è stato l’intervento dei legali, gli avvocati Francesco Del Deo a Genova e Marie Cornanguer in Francia. Grazie alla loro azione, l’inchiesta è stata trasferita alle autorità francesi. Qui, già da una prima analisi degli atti, i magistrati hanno disposto l’immediata scarcerazione.
Determinante la ricostruzione fornita dallo stesso artista: il documento utilizzato per la spedizione della droga sarebbe stato rubato tempo prima in Francia e poi impiegato da ignoti per organizzare il traffico. Una circostanza che, secondo gli inquirenti francesi, ha trovato riscontri tali da escludere il suo coinvolgimento.
Dopo mesi tra carcere e domiciliari, si chiude così una vicenda giudiziaria che ha visto un uomo finire in un’inchiesta internazionale per un reato che, almeno allo stato degli atti, non avrebbe mai commesso.














