Degrado e sporcizia, lavori mai iniziati e un crescente malcontento tra i tanti cittadini del levante genovese.
Questa la situazione al Pratone di Quarto, già in passato al centro dell’attenzione, che da punto di riferimento quotidiano per le famiglie rischia di trasformarsi in un monumento dell’abbandono.
Lo denuncia Federico Bogliolo, presidente del Municipio IX Levante che, dopo diverse sollecitazioni, ha deciso di scrivere una lettera alla sindaca Salis e all’assessore patrone per denunciare lo stato in cui versa l’area.
Nella sua lettera Boglioro ricostruisce le ultime settimane partendo dal rilascio delle aree da parte del precedente concessionario, avvenuto lo scorso 31 marzo. Da quel momento, ogni attività di manutenzione, apertura e chiusura dei cancelli è cessata, trascinando l'area in una spirale di degrado. "Scrivo la presente dopo aver già contattato l'Assessorato competente e i diversi uffici interessati senza avere seguito" esordisce Bogliolo nella sua missiva. "Sono venuto a sapere non certo dall'istituzione Comune di Genova che il concessionario ha rilasciato le aree nei mesi scorsi. Da quel giorno è cessata la manutenzione e, di conseguenza, il decoro".
Il Pratone, in concessione al Comune da Città Metropolitana, si divide in due zone: l’area pubblica con giochi per bambini, una porta da calcio, tavoli e panche, tutto risultato del lavoro dell’amministrazione negli anni; l’area di rigenerazione, originariamente destinata a un chiosco e a campi da padre, non ha mai visto l’avvio dei lavori per problemi personali da parte del concessionario che ha vinto il bando. Proprio quest'ultima società deteneva l'onere manutentivo dell'intero prato. Con il suo addio, l’area è rimasta senza una guida, nonostante le 19 segnalazioni documentate ricevute dal Municipio in pochi giorni.
“Non mi è difficile raccontarvi quante segnalazioni abbiamo ricevuto in questi giorni”, continua ancora il presidente del Municipio, “lo stato di degrado avanza e senza un vostro pregevole intervento non possiamo fare nulla. Abbiamo chiesto, per vostra info, di inserire perlomeno l’apertura e la chiusura del giardino nell’ambito delle chiusure effettuate dalla cooperativa in appalto. E anche in questo, ovviamente, sono stati chiesti ulteriori soldi”.
Bogliolo sottolinea con forza che il Municipio non ha né le competenze né le risorse per intervenire su un'area superiore ai 3.000 metri quadrati. "Perché nonostante i miei reiterati solleciti non è pervenuta nessuna indicazione?" chiede provocatoriamente il Presidente.
"Non sarebbe comunque in grado l'area tecnica del Municipio di gestire un'area di quella portata, sia in termini di risorse che di forza lavoro" precisa Bogliolo. "Bisogna agire ora per un problema che è sorto ora".
L’appello finale è un sollecito alla chiarezza. Il Presidente chiede alla Giunta di decidere il destino del Pratone: “Vi chiedo di rispondermi e comunicarmi quella che è l’intenzione del Comune. Rimettere l’area a bando? Rilasciarla a città Metropolitana? Ma soprattutto, come facciamo con la manutenzione ordinaria?”.
















