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Attualità | 18 aprile 2026, 08:00

"Ogni contrada è patria del ribelle": oggi il corteo in Valpolcevera e a Sampierdarena

Per il quarto anno consecutivo 'Valpolcevera Antifascista' scende in strada. Il percorso si concluderà al Campasso, davanti alla Casa della Nora, simbolo di resistenza e memoria partigiana

Sabato 18 aprile torna il corteo antifascista organizzato da Valpolcevera Antifascista, che da quattro anni riunisce associazioni, circoli Arci, ANPI e comitati di San Pier d'Arena e della Val Polcevera per celebrare la Liberazione nelle strade dei propri quartieri.

Lo slogan scelto quest'anno è "Ogni Contrada è Patria del Ribelle": un richiamo diretto alla tradizione partigiana di questi territori e, insieme, una dichiarazione di appartenenza e resistenza che guarda al presente.

L'appuntamento principale è alle ore 15 in piazza Pallavicini, a Rivarolo. Chi viene dall'alta Valpolcevera potrà invece ritrovarsi già alle ore 12 a Piazza Partigiani a Pontedecimo, per un presidio che confluirà poi nel corteo. Il percorso attraverserà via Iori, via Fillak e via Brin, per concludersi al mercato avicolo del Campasso.

"Quattro anni fa siamo partiti un po' osando", racconta Midi del Circolo Arci Barabini di Trasta, uno dei fondatori dell'iniziativa insieme ad altre realtà del territorio. "Era una cosa che mancava in Valpolcevera da tantissimo tempo. Non ci aspettavamo la risposta che c'è stata già al primo anno".

Da allora, la manifestazione è cresciuta in modo costante, quasi inaspettato per gli stessi organizzatori. "La partecipazione sta arrivando in maniera spontanea. C'è la richiesta di portare contributi, di intervenire. È una manifestazione sentita".

Quest'anno una novità importante: tutte le ANPI della Valpolcevera hanno aderito in modo convinto al corteo. "L'anno scorso c'erano già molte bandiere delle ANPI" spiega Alessandro Lentini, presidente dell'Agenzia dei Diritti di Sampierdarena e parte dell'organizzazione di Valpolcevera Antifascista. "Quest'anno ci saranno proprio tutte. Addirittura la prima assemblea pubblica l'abbiamo fatta nella sede dell'ANPI di Bolzaneto, un'associazione importantissima per la valle".

La Valpolcevera e Sampierdarena sono territori che portano la Resistenza incisa nella toponomastica: a Sampierdarena, praticamente una via su due è dedicata a un partigiano. Non sorprende quindi che il tentativo di unire memoria storica e vertenze contemporanee abbia trovato terreno fertile, anche se non senza fatica. "Spiegarlo alle persone, anche ad altre associazioni, non è stato semplice, ma ce l'abbiamo fatta" spiega Lentini.

Per Midi, il nesso è evidente e urgente: "Attualizzare ciò che ha mosso i partigiani significa riconoscere che oggi tanto di quanto è stato conquistato con quella lotta è messo in pericolo, quando non è già perso. Attraversare fisicamente le nostre strade è un segno necessario". Strade che oggi, aggiunge, sono diventate corridoi al servizio della logistica e dei cantieri: "La Valpolcevera è ridotta a una condizione quasi invivibile. Occuparla in modo diverso, anche solo per un giorno, è un atto politico".

Il corteo include anche le voci dei movimenti studenteschi: molte scuole si trovano in questa parte di città, e i ragazzi mobilitatisi in solidarietà con la Palestina saranno protagonisti della manifestazione. Lungo il percorso sono previste tappe con interventi tematici su lavoro, territorio e solidarietà internazionale.

La meta finale del corteo racconta forse meglio di ogni discorso il senso profondo di questa iniziativa. Il Campasso è un quartiere abituato a essere dimenticato: pochi servizi, troppe servitù, e una lunga lista di opere promesse e mai completate. Il crollo del Ponte Morandi, che Lentini descrive come "un muro che ha diviso geograficamente le nostre comunità" ha aggravato una marginalizzazione già strutturale. Eppure, paradossalmente, quella tragedia ha anche rafforzato un tessuto associativo che stava rinascendo.

A pochi metri dall'arrivo del corteo sorge la Casa della Nora: la casa di una partigiana che, alla morte, lasciò per testamento che la propria abitazione diventasse un museo della Resistenza. Dopo anni di vicissitudini, l'ANPI locale era riuscita a realizzare quel progetto, allestendo una piccola mostra dedicata ai partigiani del Campasso. Ma ulteriori difficoltà avevano portato alla chiusura dello spazio, lasciandolo congelato da sette anni.

Oggi, dopo otto anni di battaglie, qualcosa si muove."Non voglio ancora gridare vittoria" dice Lentini con cautela, "ma siamo fiduciosi che lo spazio venga riaperto". Grazie all'intercessione del municipio e alla volontà dell'assessorato al patrimonio, per il 18 aprile sarà possibile, in gruppi di dieci persone alla volta, visitare la mostra ancora allestita all'interno, e rendersi conto di quanto sia importante restituire alla comunità questo spazio di memoria.

A completare il quadro, Mariano Passeri sottolinea il valore simbolico della scelta: "Il corteo finirà al mercato avicolo del Campasso, simbolo di un quartiere abituato ad andare avanti resistendo. Pochi servizi, tante servitù, ma una coscienza chiara di quello che si vuole essere. La Casa della Nora riaprirà presto i battenti e tornerà a essere un punto di riferimento per la memoria collettiva e per un quartiere che ha bisogno di ritrovare spazi aperti di socializzazione, nella speranza che presto terminino anche i lavori del mercato avicolo, perché così com'è oggi è oggettivamente insufficiente".

Chiara Orsetti

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