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Attualità | 20 aprile 2026, 17:44

Degrado sulla scalinata Palmieri: rifiuti, bivacchi e odori insopportabili

La denuncia di una residente di via Nizza: "Situazione che va avanti da oltre un anno: erbacce, scarti abbandonati e persone che dormono e fanno i propri bisogni sui gradini"

A pochi metri dal Waterfront di Levante c'è una scalinata che, da ormai un anno ,è ridotta a un posto di bivacco a cielo aperto. È la denuncia che arriva da una residente di via Nizza, che segnala senza sosta alle autorità competenti la situazione di degrado in cui versa la scalinata Palmieri, importante collegamento pedonale tra via Nizza e via Casaregis.

"La scalinata è infestata dalle erbacce, e non parliamo di ciuffetti: sono piante cresciute senza controllo lungo tutti i gradini - racconta la residente -. Ma il problema più grave è un altro: di notte ci bivacca gente, si lasciano rifiuti di ogni tipo, si fanno i bisogni, e non parlo dei cani, sui gradini e persino sui muri del palazzo".

La situazione è tornata a farsi insostenibile lo scorso weekend: nella giornata di domenica 19 aprile, proprio mentre in zona si svolgeva la Mezza Maratona cittadina, sulla scalinata Palmieri è comparso un nuovo accumulo di rifiuti: una grossa borsa dell'Esselunga, apparentemente nuova, svuotata sul posto. All'interno c'erano detersivi, riviste ancora fascettate, probabilmente sottratte da qualche edicola, e altri oggetti di uso quotidiano. Qualcuno, nella notte, si era fermato lì a fare i propri comodi, lasciando uno scempio che il mattino seguente accoglieva i maratoneti e i passanti.

"Ho avvisato i vigili durante la gara, mi hanno detto che avrebbero segnalato. Non è cambiato nulla. Lunedì mattina la situazione era immutata. Con il caldo di questi giorni, gli odori erano letteralmente insopportabili: molte persone erano costrette a cambiare strada o a scansare i rifiuti". Solo nel pomeriggio di lunedì, dopo una nuova segnalazione, Amiu ha inviato un operatore a pulire la scalinata. "È intervenuta subito, e gliene sono grata, ma mi ha confermato che la situazione era grave: rifiuti, sporcizia, escrementi. Non era la prima volta".

La residente non è nuova a questo tipo di battaglie. L'anno scorso aveva già affrontato un caso analogo: una persona senza fissa dimora, risultata poi priva di documenti e già segnalata in Questura, aveva eletto la scalinata Palmieri a propria abitazione, portandovi persino un materasso e lasciando masserizie di ogni tipo. "Ho chiamato il 112 decine di volte. Ho contattato i vigili urbani, il vice comandante, il comandante di sezione. Ho scritto al Municipio. Ho chiesto riscontro scritto, e in alcuni casi me lo hanno dato, con tanto di squadre inviate sul posto. Alla fine l'anno scorso erano riusciti a istituire una ronda, a tagliare le erbacce, a installare dei cestini per la raccolta differenziata. Poi, improvvisamente, tutto è sparito. E siamo punto a capo".

Ciò che fa più arrabbiare la residente è il contrasto stridente con le ambizioni urbanistiche della zona. A pochi passi dalla scalinata Palmieri sorge il Waterfront di Levante, uno dei progetti di riqualificazione più importanti degli ultimi anni per Genova. "Vogliono fare grandi giardini, grandi progetti. Ma per chi? Noi che abitiamo qui, invece di avere vantaggi, ne abbiamo sempre meno. I parcheggi sono introvabili, il degrado aumenta. E se un turista passa per quella scalinata, cosa pensa di Genova? Siamo in pieno centro, non in una periferia dimenticata".

La residente chiede con forza due cose concrete: un piano di manutenzione regolare della scalinata, pulizia programmata, taglio delle erbacce, controlli periodici, e soprattutto l'installazione di una telecamera di videosorveglianza. "Ho visto che in altre zone della città ci sono telecamere a monitorare ville private. Io chiedo una telecamera su una scalinata pubblica, utilizzata ogni giorno da decine di persone, anche turisti. Mi viene detto che non si può. Vorrei capire perché".

Il problema, secondo la residente, non riguarda solo la scalinata Palmieri, ma l'intera area circostante. "Questa zona è poco videosorvegliata. I giardini sotto via Cecchi, via Rimassa: situazioni difficili si ripetono con regolarità. Servirebbe un presidio più strutturato, non interventi spot dopo ogni segnalazione". 

Chiara Orsetti

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