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Cronaca | 01 giugno 2026, 16:44

Omicidio a Villetta Di Negro, al vaglio le immagini delle telecamere

Ricostruite le fasi precedenti al delitto. Pietro Alberto Paolo Signor e Cisse Camara sono arrivati insieme poco prima dell'aggressione. Nelle prossime ore l'autopsia sul corpo della vittima

Omicidio a Villetta Di Negro, al vaglio le immagini delle telecamere

Le telecamere del parco del museo Chiossone hanno ripreso quasi integralmente l'omicidio di Pietro Alberto Paolo Signor, detto "Pedro", il 48enne originario di Milano trovato morto sabato mattina all'interno della Villetta Di Negro, nel centro di Genova. Le immagini, ora al vaglio degli investigatori, hanno consentito di ricostruire nel dettaglio le fasi precedenti e successive al delitto.

Secondo quanto emerso, i filmati mostrano Signor arrivare nel parco insieme a Cisse Camara, 42 anni, cittadino senegalese poi arrestato con l'accusa di omicidio volontario. I due probabilmente si conoscevano già. Le registrazioni documentano circa venti minuti di immagini: inizialmente i due uomini parlano per una decina di minuti, poi scatta l'aggressione.

L'uomo sarebbe stato colpito più volte con un'arma improvvisata, probabilmente alcuni cocci di bottiglia. Sul corpo della vittima sono state riscontrate numerose ferite da taglio. Dopo l'aggressione, il presunto omicida avrebbe tentato di disfarsi del cadavere: le immagini mostrerebbero infatti il corpo legato mani e piedi con corde e indumenti, nel tentativo di trascinarlo lontano dal luogo del delitto.

A interrompere il piano sarebbe stata una donna che ha assistito alla scena e ha immediatamente allertato il numero unico di emergenza 112, consentendo l'intervento dei carabinieri.

Camara è stato fermato poco dopo dai militari del Nucleo Radiomobile. Al momento dell'arresto si trovava in uno stato di forte alterazione psicofisica e avrebbe anche tentato di aggredire uno dei carabinieri intervenuti. Trasportato all'ospedale San Martino, è stato ricoverato per una crisi psicomotoria e, secondo quanto emerso dagli accertamenti medici, gli è stata diagnosticata anche una polmonite. Gli investigatori stanno cercando di capire se al momento dell'omicidio fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Per questo motivo l'interrogatorio di garanzia non si è potuto svolgere nei tempi previsti. La giudice per le indagini preliminari Carla Pastorini ha comunque convalidato l'arresto alla presenza del difensore dell'indagato. Non appena le condizioni di salute lo consentiranno, il 42enne sarà trasferito nel carcere di Marassi.

Sul movente permane il massimo riserbo. Fonti investigative confermano tuttavia il ritrovamento di sostanze stupefacenti, presumibilmente crack, nell'area in cui si è consumato il delitto. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini e condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri, dovranno chiarire il contesto in cui è maturato l'omicidio.

Nelle prossime ore sarà inoltre disposta l'autopsia sul corpo di Signor.

La vittima, conosciuta con il soprannome di "Pedro", era una presenza nota ad alcuni volontari della mensa di Sant'Egidio. Non è ancora chiaro se vivesse stabilmente in strada. Sul proprio profilo Facebook pubblicava soprattutto composizioni musicali, mentre su LinkedIn si presentava come "scrittore, musicista e poeta". 

Redazione

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