Un tour in cinque tappe, dalla Spezia a Imperia, per mettere in fila opere, cantieri, promesse, ritardi e criticità. I gruppi di opposizione in Regione Liguria, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando Presidente e Movimento 5 Stelle, lanciano un percorso di ascolto e approfondimento sulle principali infrastrutture liguri, con l’obiettivo dichiarato di confrontare gli annunci della giunta regionale e del centrodestra con lo stato effettivo di avanzamento delle opere.
La prima tappa sarà alla Spezia, mercoledì 17 giugno alle 15.30, alla biblioteca Beghi di via del Canaletto 100. Al centro dell’incontro ci saranno due opere considerate strategiche per il Levante ligure e per il sistema logistico dell’Alto Tirreno: la Pontremolese e l’Aurelia Bis spezzina. All’appuntamento parteciperanno anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il presidente della Provincia di Parma Alessandro Faddi.
Il percorso proseguirà poi nel Tigullio, mercoledì primo luglio, a Imperia il 15 luglio, a Genova il 30 settembre e a Savona il 14 ottobre. Cinque appuntamenti con amministratori locali, categorie economiche, sindacati, comitati, cittadini e operatori del settore, per costruire, spiegano le opposizioni, una fotografia aggiornata e fondata sui dati delle infrastrutture che incidono maggiormente sul futuro della Liguria.
Nel mirino dei gruppi di minoranza ci sono alcune delle grandi opere su cui, negli ultimi anni, il centrodestra regionale ha costruito parte consistente della propria narrazione politica: Terzo Valico dei Giovi, nodo ferroviario di Genova, Aurelia Bis, scolmatore del Bisagno, Pontremolese, nuova diga foranea, Gronda di Ponente, tunnel Rapallo-Val Fontanabuona e raddoppio ferroviario del Ponente.
Secondo il dossier elaborato dalle opposizioni, il quadro complessivo restituisce una Liguria tutt’altro che “sbloccata”. Nella relazione si parla infatti di un ritardo cumulato, sulle dieci opere simbolo prese in esame, compreso tra 71 e 79 anni. Un dato che, nella lettura politica dei gruppi di minoranza, rappresenta la distanza tra gli annunci e la realtà dei cantieri.
“L’obiettivo non è mettere in discussione la necessità delle infrastrutture, ma verificare tempi, risorse, stato di avanzamento e ricadute concrete sui territori e individuare nuove esigenze”, dichiarano i gruppi consiliari di opposizione. “Troppo spesso agli annunci delle opere non sono mai seguiti i fatti. Il ritardo totale accumulato sulle opere a partire dal 2015 è di mezzo secolo, oltre 70 anni in poco più di dieci anni”.
Il dossier distingue tra ritardi strutturali e ritardi di gestione. Tra i primi vengono citati la Pontremolese, il raddoppio ferroviario Genova-Ventimiglia nella tratta Andora-Finale Ligure e la Gronda di Ponente, opere per le quali, secondo le opposizioni, in dieci anni non si sarebbe registrato un cambio di passo reale. Tra i secondi rientrano invece interventi come lo scolmatore del Bisagno, il nodo ferroviario di Genova, l’Aurelia Bis e la nuova diga, dove alle complessità tecniche si sono aggiunte crisi industriali, problemi contrattuali, contenziosi, aumento dei costi o cronoprogrammi rivisti.
Per il raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure, il dossier parla di un costo complessivo stimato in circa 2,576 miliardi di euro, a fronte di una copertura oggi limitata alla sola progettazione. Per l’Aurelia Bis della Spezia vengono richiamati i problemi legati alla crisi dell’impresa appaltatrice, con cantieri rallentati o fermi e una ripartenza indicata nel 2026, mentre per l’Aurelia Bis savonese il completamento viene collocato, secondo le stime riportate, al 2028.
Capitolo a parte per la Pontremolese, definita una delle opere più strategiche per il collegamento tra il porto della Spezia, il sistema logistico ligure, Parma e il Nord Italia. Secondo le opposizioni, però, l’infrastruttura resta ancora priva di una regia complessiva, con lotti scollegati tra loro, tratti a binario unico e risorse insufficienti per garantire un completamento certo.
Sul fronte genovese, il dossier cita il Terzo Valico, in fase avanzata ma con il rischio di slittamenti rispetto alle previsioni iniziali, e il nodo ferroviario, considerato indispensabile per integrare l’opera con la rete urbana e portuale. Centrale anche il tema dell’ultimo miglio, indicato come il vero collo di bottiglia della Liguria: porti, ferrovie, strade e città, secondo le opposizioni, non possono essere trattati come capitoli separati, ma devono rientrare in una pianificazione unica.
“In pratica, per ogni anno di governo del centrodestra in Liguria si sono accumulati in media cinque anni di ritardo nella realizzazione di opere fondamentali per la nostra Regione”, attaccano Pd, Avs, Lista Orlando e M5s. “Opere fondamentali non solo per i collegamenti e il rilancio dell’economia ligure, ma anche per la messa in sicurezza di un territorio fragile e fortemente a rischio idrogeologico”.
Tra le opere al centro del percorso ci sarà anche lo scolmatore del Bisagno, intervento fondamentale per la sicurezza idraulica di Genova. Il dossier ricorda che si tratta di un’opera interamente finanziata, ma segnata da anni di ritardi legati a problemi contrattuali e alle vicende delle imprese. La nuova diga foranea, invece, viene descritta come una grande opera strategica per il porto di Genova, ma con tempi lunghi, costi crescenti e la necessità di una maggiore trasparenza sul rapporto tra cantieri, impatto ambientale e ricadute sui quartieri.
La Gronda di Ponente resta, per le opposizioni, il simbolo più evidente delle "promesse rinviate". Dopo anni di annunci sull’avvio dell’opera, il progetto viene indicato come ancora lontano dalla fase realizzativa vera e propria, con tempi che potrebbero spostare i benefici effettivi ben oltre il prossimo decennio.
“Oggi cittadini e imprese continuano a fare i conti con collegamenti inadeguati, cantieri fermi, manutenzioni non coordinate e promesse continuamente rinviate”, proseguono i gruppi di minoranza. “Serve una regia complessiva capace di integrare porti, ferrovie, strade, trasporto pubblico, sviluppo urbano e messa in sicurezza. È soprattutto sull’ultimo miglio, cioè sulla capacità di collegare concretamente infrastrutture, città e territori, che si misura oggi il vero ritardo della Liguria”.
Le dieci infrastrutture che saranno al centro del tour sono Aurelia Bis della Spezia, Pontremolese, tunnel Rapallo-Val Fontanabuona, Terzo Valico dei Giovi, nodo ferroviario di Genova, scolmatore del Bisagno, nuova diga foranea di Genova, Gronda di Ponente, Aurelia Bis di Savona e raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure.
“Con questo confronto pubblico vogliamo costruire una discussione concreta fondata sui dati, sulle esigenze delle comunità locali e su una visione reale del futuro infrastrutturale della nostra regione, che non può più rimanere isolata, ferma alle promesse”, concludono le opposizioni. “La Liguria ha bisogno di contare sui fatti e su un governo regionale in grado di raggiungere gli obiettivi e rilanciarla”.














