Più sicurezza, decoro e dignità per l'edilizia residenziale pubblica del ponente cittadino. La Giunta comunale di Genova ha approvato, su proposta dell’Assessore alle Politiche della Casa Davide Patrone, una delibera che stanzia 1.197.600 euro per il rifacimento totale delle facciate di quattro grandi stabili nel quartiere San Pietro a Pra'.
L'intervento, che riveste carattere di assoluta urgenza, riguarderà in modo identico due lotti speculari di edifici gemelli gestiti da ARTE (Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia): il primo lotto in via Elio Vittorini (civici 132 e 146) e il secondo in via Cesare Pavese (civici 7 e 9), per un costo di 598.800 euro a lotto.
I sopralluoghi dei tecnici comunali e di ARTE hanno evidenziato un serio e diffuso degrado del "cappotto" isolante esterno, che rischia di staccarsi definitivamente in tempi brevi se non si interviene subito. Il piano dei lavori prevede il montaggio dei ponteggi, la rimozione della finitura ammalorata, il risanamento del cemento armato, la posa di nuovi pannelli isolanti (fissati con tasselli ad alta resistenza) e, infine, il rifacimento completo della rasatura e della tinteggiatura, insieme a una nuova lattoneria.
"Questo provvedimento- dichiara l’assessore Davide Patrone- rappresenta una scelta politica precisa che mette al centro il diritto all'abitare e il valore sociale delle nostre periferie. Finanziamo oggi un intervento importantissimo, andando incontro alle giuste richieste dei residenti del quartiere. Come amministrazione stiamo investendo moltissimo sugli interventi nei quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica, mettendo al centro delle nostre priorità proprio i quartieri che hanno maggiormente bisogno di intervento pubblico. Una città più giusta, eguale, vivibile per tutti. Conosciamo bene, infatti, le fragilità del quartiere San Pietro a Prà e la situazione dei palazzi di via Vittorini e via Pavese. Per questo abbiamo agito d'anticipo, d'intesa con ARTE, per bloccare il degrado prima che diventasse un pericolo. Abbiamo costruito un'operazione finanziaria solida, che reinveste sul territorio i proventi delle alienazioni convenzionate: in questo modo i beni pubblici non si disperdono, ma si rigenerano e restano stabilmente a disposizione della comunità. Curare la casa pubblica significa curare la dignità delle persone".
Il finanziamento dell’opera non graverà sulle tasche dei residenti: il Comune coprirà l'intera cifra attraverso un'operazione virtuosa che unisce quote di mutui comunali, fondi regionali specifici per le case popolari e il reinvestimento dei proventi derivanti dai riscatti degli alloggi in edilizia convenzionata. I fondi saranno erogati ad ARTE in base allo stato di avanzamento dei lavori, garantendo trasparenza e il controllo sulla regolarità dei cantieri.














