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Attualità | 03 luglio 2026, 19:13

Centro Storico, l’esposto di residenti e commercianti per chiedere sicurezza: “Non è terra di nessuno”

Cento firme raccolte nei giorni scorsi sono state depositate in Procura e consegnate alle autorità cittadine per denunciare la situazione di degrado che la città vecchia sta vivendo. Domani sera la passeggiata di chi vive e lavora nei vicoli

Centro Storico, l’esposto di residenti e commercianti per chiedere sicurezza: “Non è terra di nessuno”

Un esposto-denuncia, dettagliatissimo, che denuncia la situazione in tema sicurezza in centro storico, firmato da circa cento tra residenti e commercianti della zona, è stato depositato alla Procura della Repubblica e consegnato alla sindaca Salis, alla Perfetta e alla Questora.

Dopo l’assenza di risposte più volte richieste, i cittadini e gli esercenti della Città Vecchia hanno deciso di passare alle vie legati e, coordinati dall'avvocato Marco Mensi, hanno denunciato formalmente una situazione di estremo degrado che, a loro dire, ha trasformato i vicoli in una vera e propria terra di nessuno. 

La mobilitazione, nata spontaneamente e cresciuta nel tempo all'interno delle chat di quartiere, si è  focalizzata attorno a un’area ben definita dal degrado, compreso tra via San Luca, piazza San Luca, vico dell’Amor Perfetto, vico delle Mele e piazza Banchi. 

Punto di riferimento di questa nuova presa di posizione della cittadinanza è stato l’Hotel Genziana di vico Mele.

Nelle dettagliate carte dell'esposto emergono spaccati di quotidiana insicurezza, descritti attraverso le vive e drammatiche testimonianze di chi in quelle strade tenta faticosamente di fare impresa e lavorare. Giuseppe Celesia, gestore dell'Hotel Genziana, ha denunciato un peggioramento verticale delle condizioni della zona, al punto da vedere la propria attività commerciale gravemente compromessa dall'incuria e dalla criminalità. Nell'atto si legge testualmente che i clienti fuggono dopo aver visto lo stato della zona, rinunciando ai soggiorni o abbandonando la struttura in anticipo, lasciando poi recensioni pesantissime sulle piattaforme che hanno come focus non l’albergo o il suo servizio ma la pericolosità dei vicoli adiacenti,

Ad aggravare lo scenario si registrano anche espliciti episodi di violenza fisica, come quello messo a verbale da un addetto alla reception della struttura alberghiera, aggredito con uno schiaffo da un frequentatore della zona dopo aver accennato a una timida protesta per i continui schiamazzi che disturbavano gli ospiti. 

Ma episodi di violenza si susseguono, basti pensare a quanto accaduto questo pomeriggio in piazza San Luca dove una donna, intenta a cercare di recuperare qualcosa da un tombino, lo ha divelto e fatto cadere vicino a un passante.

A rendere tutto ancora più preoccupante e ad aumentare la percezione di insicurezza è quello che viene descritto come un vero e proprio mercato della droga, aperto 24 ore su 24.

I comitati civici individuano una data chiave in questo progressivo declino: la soppressione del vecchio nucleo di polizia locale dedicato specificamente al centro storico. La decisione amministrativa di riorganizzare i servizi sul territorio era infatti giunta sulla scia di una pesante inchiesta della Procura di Genova che, mesi fa, aveva letteralmente smembrato il reparto della municipale dedicato ai vicoli. Le indagini avevano travolto diversi agenti, indagati a vario titolo per reati gravissimi tra cui peculato, falso e calunnia, legati proprio alla gestione opaca degli interventi e dei sequestri nel centro storico. 

Sulla questione è intervenuta anche l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi: “In relazione ad alcune affermazioni emerse nel corso del dibattito pubblico sulla sicurezza del centro storico, si ritiene opportuno precisare che il Nucleo Centro Storico della Polizia Locale di Genova è attualmente composto da circa 80 operatori e rappresenta una delle principali articolazioni operative del Corpo dedicate al presidio del territorio cittadino”.

Viscogliosi ha proseguito: “Ogni ricostruzione che lasci intendere un depotenziamento significativo o una riduzione del presidio non corrisponde alla realtà dei dati attuali. Il confronto sulle politiche per la sicurezza urbana è sempre utile e necessario, ma deve fondarsi su informazioni corrette e verificabili, nell’interesse dei cittadini e nel rispetto del lavoro quotidianamente svolto dagli operatori impegnati nelle aree più complesse della città. La Polizia Locale continua a garantire una presenza costante nel centro storico, attraverso servizi ordinari, presidi dedicati e attività integrate con le altre istituzioni competenti, con l’obiettivo di assicurare sicurezza, legalità e vicinanza ai residenti e agli operatori economici del territorio”.

Al Comune e alla Prefettura i residenti chiedono misure immediate e straordinarie, a partire dal ripristino istantaneo di un nucleo di polizia locale dedicato ai vicoli, ma questa volta munito di taser come deterrente effettivo, affiancato in pianta stabile da un nucleo interforze permanente composto da carabinieri, polizia, locale e guardia di finanza. Accanto alle pattuglie vengono invocate incisive attività di "disturbo" urbano, come l'installazione di luci notturne dotate di sensori di movimento, passaggi pomeridiani e serali delle camionette Amiu per lavare e profumare le strade ridotte a latrine a cielo aperto, e controlli a tappeto della Asl all'interno dei palazzi della zona.

La proposta più drastica contenuta nel documento riguarda però la chiusura fisica delle porzioni di quartiere ormai invivibili. Alla magistratura viene domandato il sequestro preventivo e la chiusura dell'Archivolto De Franchi proprio accanto all'hotel Genziana per stroncare la reiterazione dello spaccio, mentre a Palazzo Tursi si chiede di blindare vico delle Fasciuole, sbarrandone l'accesso da vico San Siro e vico Droghieri con due pesanti cancelli. Le chiavi di queste barriere verrebbero consegnate esclusivamente ai residenti, replicando un modello privatistico già adottato con successo nella stessa zona durante gli anni '80. I residenti concludono l'esposto ricordando che, sebbene le politiche di inclusione e integrazione siano indispensabili, i lunghi tempi della sociologia non possono calpestare il diritto immediato di vivere tranquilli nelle proprie case.

Intanto, per continuare a tenere alta l’attenzione sulla questione sicurezza in centro storico, residenti e commercianti nella serata di domani, sabato 4 luglio, saranno impegnati in una passeggiata che attraverserà i vicoli per continuare a chiedere con sempre maggiore insistenza dignità, decoro e sicurezza.

I.R.

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