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Politica | 15 agosto 2026, 19:10

Ponte Morandi, Piciocchi contro Salis: "Annunci mediatici e fake news"

L'ex vicesindaco contesta la richiesta di un nuovo maxi risarcimento per il danno d'immagine e annuncia un dibattito in aula: "Tema troppo delicato per essere trattato con leggerezza"

Ponte Morandi, Piciocchi contro Salis: "Annunci mediatici e fake news"

Le dichiarazioni della sindaca di Genova Silvia Salis a margine della cerimonia di commemorazione nel giorno dell'ottavo anniversario del crollo del ponte Morandi in cui ha annunciato la richiesta di un risarcimento per danno d'immagine non sono andate giù a Pietro Piciocchi, ex assessore al Bilancio e vice sindaco di Genova nel corso della precedente amministrazione.

In un post sulla sua pagina Facebook, Piciocchi ha mosso un duro attacco a Salis e ha definito l'annuncio privo di basi concrete giundicando la questione come una mossa mediatica non supportata dallo stato reale dei fatti e delle procedure legali già concluse negli anni passati.

Piciocchi ha ripercorso le tappe giudiziarie e amministrative affrontate dal Comune di Genova nel corso degli ultimi otto anni, sostenendo come la questione risarcitoria sia stata ampiamente trattata dalle precedenti amministrazioni insieme ai legali dell'ente.

"L'annuncio della Sindaco di Genova Silvia Salis di un maxi-risarcimento per il crollo del Ponte Morandi è certamente un'uscita molto ben studiata sul piano mediatico nel giorno della commemorazione delle vittime ma, alla prova dei fatti, è l'ennesima boutade senza fondamento, utile solo a darsi un tono e a prendere un po' di visibilità", ha scritto Piciocchi.

L'ex assessore prosegue spiegando i passi concreti compiuti dalle giunte precedenti: "Sono passati otto anni da quel tragico evento e in tutto questo tempo non siamo certi restati con le mani in mano: posso testimoniare che tutte le possibilità per ottenere risarcimenti per quanto accaduto sono state ampiamente esplorate e battute con l'Avvocatura del Comune di Genova. A questo scopo, la Giunta di cui ho fatto parte ha deciso anzitutto la costituzione del Comune come parte civile nel processo penale e la recente sentenza del Tribunale di Genova ha disposto la condanna degli imputati al risarcimento dei danni in favore del Comune, da liquidarsi in separato giudizio civile".

Nel suo affondo, Piciocchi pone l'accento sugli accordi quadro definiti a livello nazionale e sui fondi già giunti a copertura dei danni subiti dal capoluogo ligure, citando in particolare la transazione siglata nel 2021.

"Per quanto riguarda ASPI, ricordo che il Governo Draghi, sostenuto da una maggioranza politica in prevalenza PD, ha concluso nel 2021 l'accordo risarcitorio in favore degli enti locali che previde la realizzazione di una serie di opere pubbliche ed infrastrutturali sul territorio per oltre un miliardo e mezzo di euro. I contenuti di quell'accordo possono non piacere ma è indiscutibile che sia tombale. Lo Stato, a sua volta, si è rivalso nei confronti di Società Autostrade al momento dell'acquisto da parte di Cassa Depositi e Prestiti. Quanto ai danni patrimoniali subiti dal Comune, da ex Assessore al Bilancio posso confermare come gli stessi, nel corso degli anni, siano stati ampiamente ristorati da parte dello Stato".

Mettendo in discussione l'effettiva fattibilità delle intenzioni dell'amministrazione guidata da Salis, Piciocchi preannuncia un'azione formale alla ripresa delle attività d'aula a Palazzo Tursi per chiedere chiarimenti dettagliati sull'orientamento della giunta.

"La domanda allora nasce spontanea: a chi farà causa il Sindaco per il maxi-risarcimento? In attesa della risposta, invito Silvia Salis ad essere meno superficiale su argomenti tanto delicati e complessi e, in generale, a mantenere un atteggiamento di maggiore responsabilità, evitando di fuorviare la cittadinanza con fake news buone solo per ottenere i titoli dei giornali", incalza l'ex esponente della giunta.

Piciocchi conclude preannunciando la richiesta di un dibattito ufficiale: "Per il rispetto dovuto ai cittadini e alla verità delle cose, alla ripresa dei lavori del Consiglio Comunale, chiederò di discutere dell'argomento in aula: troppe persone hanno già sofferto per questa vicenda e siamo consapevoli che nulla e nessuno le potrà mai risarcire fino in fondo. Il tema è troppo delicato per essere trattato con così tanta leggerezza ed approssimazione".

MES (M5S): “GENOVA NON RINUNCIA AI PROPRI DIRITTI. PIENO SOSTEGNO ALLA SINDACA SALIS”

“Sui risarcimenti legati al crollo del Ponte Morandi, serve una scelta di campo. La stessa che il centrodestra non seppe fare nonostante l’opposizione, M5S in testa, lo avesse chiesto nell’interesse dei cittadini: stare dalla parte di Genova. Per questo sosteniamo pienamente la decisione della sindaca Silvia Salis e dell’Avvocatura comunale di chiedere ad ASPI quanto ancora dovuto. Crediamo infatti che l’accordo raggiunto nel 2021 non abbia cancellato tutti i danni subiti direttamente dal Comune: dalle spese straordinarie sostenute negli anni alle minori entrate, fino al danno d’immagine. Se esistono somme che spettano alla città, l’amministrazione comunale ha il dovere di reclamarle. E ha il dovere di segnalare che la realizzazione del tunnel subportuale l’ha decisa ASPI, non il Comune. Una situazione paradossale: chi doveva risarcire stabilì anche come risarcire. Bizzarro era, bizzarro resta”. Lo dichiara il capogruppo comunale del M5S Marco Mes, che poi continua: “Sorprende che oggi Piciocchi e compagnia cantante non comprendano quanto fosse assurda quella scelta. E allora proviamo a spiegarglielo con parole semplici: Genova non ha ricevuto risorse liberamente utilizzabili per scegliere in autonomia dove intervenire, quali quartieri sostenere, quali servizi potenziare o quali emergenze affrontare. Alla città è stata indicata la forma del risarcimento e, a distanza di anni, molte delle opere previste risultano ancora da completare. Definire oggi quell’intesa come una sorta di accordo “tombale”, impedendo al Comune persino di avanzare ulteriori richieste, significherebbe trasformare un risarcimento in una rinuncia preventiva. Pagata dai genovesi. Quindi, crediamo che la diffida inviata ad ASPI, anche alla luce di quanto emerso in sede giudiziaria, rappresenti un atto di tutela del patrimonio pubblico. Prima ancora che una scelta politica, è una questione di responsabilità amministrativa e contabile”. “Detto ciò, leggendo le sterili polemiche sollevate da un centrodestra in evidente stato confusionale, restano alcune domande cui dovrebbe rispondere l’ex vicesindaco che oggi si sgola: se il Comune può recuperare ulteriori risorse da destinare ai quartieri, ai servizi e ai cittadini, perché opporsi? Se esistono diritti ancora esercitabili, perché chiedere all’amministrazione di rinunciarvi? Nell’interesse di chi si chiede a Genova di fermarsi? E infine: caro Piciocchi, ma da che parte stai?”, conclude Mes.

LA MAGGIORANZA: "GENOVA NON DEVE RINUNCIARE A CIÒ CHE LE SPETTA. PICIOCCHI CHIARISCA DA CHE PARTE STA"

"Sosteniamo con convinzione la scelta della Sindaca Silvia Salis di chiedere ad ASPI un ulteriore risarcimento per i danni subiti dal Comune di Genova. È una scelta seria, doverosa e fondata su un lavoro di approfondimento svolto dall'Avvocatura comunale. Chi oggi la trasforma in una polemica politica sta semplicemente cercando di spostare l'attenzione dal punto centrale: Genova ha il diritto e il dovere di tutelare fino in fondo i propri interessi". Lo dichiara compattamente la maggioranza in consiglio comunale, intervenendo sulle polemiche sollevate dal centrodestra dopo l'annuncio della Sindaca alla commemorazione del crollo del Ponte Morandi. L'accordo del 2021 non può essere considerato una rinuncia generale e preventiva a ogni ulteriore richiesta. Quell'accordo aveva l'obiettivo di sostenere il territorio e la collettività colpita dal crollo. Altra cosa sono i danni propri subiti dal Comune, comprese le conseguenze economiche e patrimoniali direttamente sopportate dall'Ente". "A questo si aggiunge un dato che il centrodestra sembra convenientemente dimenticare: una parte degli impegni previsti dall'accordo del 2021 è ancora da attuare, nonostante siano passati quasi cinque anni. Chiedere che quegli impegni vengano rispettati e, allo stesso tempo, verificare se esistano ulteriori danni da risarcire non significa mettere in discussione l'accordo. Significa fare il proprio lavoro e difendere gli interessi della città".  La recente sentenza del Tribunale di Genova rende ancora più evidente la necessità di questa iniziativa. "Dopo il riconoscimento delle responsabilità per il crollo e il rinvio al giudice civile per la quantificazione dei danni, sarebbe incomprensibile che il Comune decidesse semplicemente di fermarsi. La Sindaca ha invece scelto di fare quello che un'Amministrazione deve fare: chiedere ad ASPI di aprire una trattativa e, se necessario, tutelare le ragioni del Comune nelle sedi giudiziarie competenti". "Per questo troviamo surreale la polemica di Piciocchi e del centrodestra. Invece di chiedersi se Genova abbia fatto bene a tutelare i propri interessi, si attaccano la Sindaca per averlo fatto. La domanda allora è molto semplice: Piciocchi da che parte sta? Dalla parte dei genovesi o dalla parte di ASPI?". "Noi non abbiamo dubbi – concludono i rappresentanti della Maggioranza –. Stiamo dalla parte di Genova. E riteniamo che un'Amministrazione seria non debba rinunciare a nulla di ciò che legittimamente spetta alla città. Su una vicenda che ha segnato Genova per sempre, non servono polemiche strumentali: serve avere il coraggio di difendere fino in fondo gli interessi della città". 

I.R.


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