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Cronaca | 01 settembre 2026, 11:08

Spaccata nella notte in corso Italia, tombino usato per sfondare le vetrate. Palmieri: “Situazione sempre più grave”

Nel mirino il Baretto e una gelateria, con "ingenti danni a fronte di un bottino di pochi spiccioli". La presidente del Medio Levante: “Siamo sempre più preoccupati per il degrado e la pericolosità in quartieri dove non avevamo mai avuto problemi di questo tipo”

Spaccata nella notte in corso Italia, tombino usato per sfondare le vetrate. Palmieri: “Situazione sempre più grave”

Una spaccata nella notte, un tombino divelto dalla strada e utilizzato per mandare in frantumi le vetrate di alcune attività commerciali di corso Italia. È quanto accaduto nelle scorse ore sul lungomare genovese, dove sono stati presi di mira, tra gli altri, il Baretto e una gelateria. Ingenti i danni provocati, mentre il bottino sarebbe stato di appena pochi spiccioli.

A denunciare quanto accaduto è la presidente del Municipio VIII Medio Levante Anna Palmieri, che parla di una situazione di sicurezza sempre più preoccupante in una zona della città tradizionalmente estranea a episodi di questo genere. “Ancora una notte di paura e degrado a corso Italia - afferma Palmieri -. Questa notte una spaccata ha provocato ingenti danni a diverse attività commerciali. È stato addirittura divelto un tombino da corso Italia e utilizzato per infrangere le vetrate del Baretto e della gelateria, per poi proseguire ai danni di altri esercizi commerciali”.

“Un’azione che ha causato grossi danni, a fronte del furto di pochi spiccioli. Il degrado continua e, insieme ad esso, cresce la preoccupazione e soprattutto la paura tra i cittadini e i commercianti genovesi. Non possiamo permettere che chi vive e lavora nelle nostre strade si senta sempre più insicuro”, prosegue Palmieri. 

La presidente del Municipio ringrazia quindi le forze dell’ordine per il lavoro svolto, chiedendo però un rafforzamento dei controlli: “Sono sempre pronte a intervenire e a dare il massimo, ma è evidente che oggi serve un maggiore controllo del territorio e una presenza più capillare delle pattuglie sulla strada, soprattutto nelle ore più a rischio. La sicurezza dei cittadini e delle nostre attività commerciali deve essere una priorità. Genova ha bisogno di più sicurezza, più presenza e più attenzione”.

Palmieri allarga poi il ragionamento agli episodi che negli ultimi mesi hanno interessato corso Italia e il Medio Levante, richiamando anche quanto accaduto all’inizio dell’estate nei pressi dell’Estoril. “La situazione in corso Italia si sta sempre più aggravando - aggiunge -. Pensiamo all’inizio dell’estate, all’incidente avvenuto all’uscita della discoteca dell’Estoril, dove un ragazzo è morto dopo aver preso le difese di due ragazze (n.d: la vittima è Edoardo Corrieri, il ventinovenne investito in corso Italia sabato intorno alle 4 del mattino al termine di una lite fuori da una discoteca). Ora una spaccata per pochi spiccioli ai danni di attività commerciali. Siamo sempre più preoccupati per questa situazione di degrado e pericolosità che si avverte in quartieri dove non abbiamo mai avuto problematiche di questo tipo”.

RIFORMIAMO GENOVA CON SILVIA SALIS: “SU CORSO ITALIA BASTA ALLARMISMI. UN EPISODIO GRAVE NON PUÒ DIVENTARE IL RACCONTO DI UN’AREA FUORI CONTROLLO. CREANDO UN DANNO ANCHE ALLE ATTIVITA' COMMERCIALI STESSE”

"Le dichiarazioni della Presidente del Municipio Medio Levante Anna Palmieri, che descrivono Corso Italia come un luogo nel quale 'il degrado continua' e cresce la paura tra cittadini e commercianti, restituiscono un’immagine che non corrisponde alla realtà complessiva di quanto accaduto durante l’estate". Lo dichiara Silvana Leone, Commissaria Esterna Municipio Medio Levante, in una nota.

"La spaccata avvenuta questa notte è certamente un episodio grave, da condannare senza esitazioni, e sul quale è giusto che le Forze dell’Ordine svolgano tutti gli accertamenti necessari per individuare i responsabili. Ma altra cosa è utilizzare un singolo episodio per sostenere che Corso Italia sia interessata da un progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza. L’andamento della stagione estiva racconta esattamente il contrario: Corso Italia è stata frequentata ogni giorno e ogni sera da migliaia di persone, giovani e giovanissimi, famiglie e turisti, senza che si siano registrate situazioni tali da giustificare il racconto di una zona in preda al degrado o fuori controllo. Le attività commerciali e i locali della zona hanno svolto un ruolo importante nel garantire occasioni di socialità e svago, contribuendo alla vitalità di una delle aree più frequentate della città. Proprio per questo riteniamo particolarmente sbagliato utilizzare espressioni generalizzanti come “notte di paura e degrado” o sostenere che cittadini e commercianti si sentano “sempre più insicuri” senza un riferimento a dati e a un andamento oggettivo dei fenomeni.

La sicurezza è una materia troppo seria per essere raccontata attraverso la somma delle singole notizie di cronaca. Ogni reato deve essere affrontato con fermezza, ogni episodio deve ricevere una risposta adeguata e ogni richiesta di maggiore controllo deve essere valutata con attenzione. Ma costruire attorno a un singolo fatto la rappresentazione di un’intera area della città come insicura produce un effetto che rischia di essere profondamente dannoso. Danneggia anzitutto le attività economiche che operano in Corso Italia e che, dopo una stagione positiva, rischiano di vedere associato il proprio territorio a un’immagine di insicurezza che non trova riscontro nell’esperienza quotidiana di questi mesi. Danneggia inoltre la città, alimentando una percezione di paura sproporzionata rispetto alla realtà e finendo per scoraggiare proprio quella frequentazione positiva degli spazi pubblici che costituisce uno dei principali elementi di sicurezza urbana. La sicurezza si costruisce con controlli, presenza sul territorio, prevenzione, collaborazione tra istituzioni e Forze dell’Ordine. Non si costruisce alimentando allarmismi. Riformiamo Genova con Silvia Salis continuerà a sostenere ogni intervento necessario per garantire la sicurezza di cittadini, commercianti e frequentatori di Corso Italia, ma ritiene altrettanto importante difendere una rappresentazione corretta e responsabile della città. Un episodio grave va affrontato per quello che è. Trasformarlo nella prova di un presunto degrado generalizzato significa fare un danno a Corso Italia, alle sue attività e a Genova".

Federico Antonopulo

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