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Attualità | 17 settembre 2026, 10:54

Hotel Principe, via libera alla conferenza dei servizi: previste 144 camere e tre piani di parcheggi

Concluso positivamente l’iter per la struttura tra Mura degli Zingari, via Adua e via Buozzi. Il progetto prevede un quattro stelle con terrazza panoramica e due nuove piazze. Restano le prescrizioni legate al deposito della metropolitana e alla possibile interferenza con il futuro scolmatore del Rio Lagaccio

Foto Facebook

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Nuovo passo avanti per il progetto dell’Hotel Principe, la struttura alberghiera prevista nell’area compresa tra via Mura degli Zingari e via Adua, all’intersezione con via Buozzi. Il Comune ha concluso positivamente la Conferenza dei servizi avviata per acquisire gli assensi necessari al rilascio del titolo edilizio. La determinazione dirigenziale è stata adottata ed è diventata esecutiva oggi, giovedì 17 settembre.

Il progetto, promosso da Vastint Italy Srl, era già arrivato nei mesi scorsi all’approvazione della convenzione urbanistica. Con il nuovo atto si chiude ora positivamente un ulteriore passaggio dell’iter amministrativo, alle condizioni e con le prescrizioni formulate dagli enti coinvolti.

La futura struttura è stata classificata provvisoriamente dalla Regione Liguria come albergo a quattro stelle, con 144 camere doppie con bagno e apertura annuale.

L’edificio prevede un piano terra affacciato sulla nuova piazza, destinato alla hall e ai principali servizi, e sei piani fuori terra per le camere. I livelli superiori saranno realizzati attraverso moduli prefabbricati in legno con pannelli X-Lam, mentre sulla copertura è prevista una terrazza panoramica di 323,79 metri quadrati, attrezzata con arredi, verde e schermature vegetali.

Al di sotto della piazza pubblica, estesa per circa 1.208 metri quadrati, troverà spazio un’autorimessa su tre livelli interrati con complessivi 144 posti auto. Il primo livello sarà utilizzabile dagli ospiti dell’hotel, mentre quelli inferiori saranno riservati al personale e comprenderanno anche sistemi di parcheggio meccanizzato.

Uno dei punti più delicati riguarda la convivenza del nuovo intervento con le infrastrutture già presenti nell’area. Lungo il perimetro si trovano infatti le officine di Amt e alcuni locali di Rfi. Il passaggio coperto sotto la piazza dovrà continuare a garantire sia l’accesso alle officine sia le operazioni delle bisarche utilizzate per il trasporto e lo scarico delle carrozze della metropolitana.

Nel proprio parere AMT aveva evidenziato che la costruzione dell’albergo sull’attuale piazzale davanti al deposito della metropolitana avrebbe “risvolti pesanti sulla gestione del Deposito stesso”, chiedendo che venissero garantite piena operatività, sicurezza e manutenzione degli impianti. L’azienda aveva inoltre precisato che gli eventuali costi necessari a risolvere le criticità non dovranno ricadere sul trasporto pubblico.

L’altro nodo è rappresentato dal futuro scolmatore del Rio Lagaccio. La Regione Liguria ha rilevato che l’area non è gravata, allo stato attuale, da particolari vincoli della pianificazione di bacino, ma interferisce con il tracciato preliminare previsto per l’opera. Negli studi richiamati dalla Regione, lo scolmatore viene indicato come l’unica soluzione percorribile per la riduzione del rischio di inondazione nel bacino del Lagaccio.

La determinazione stabilisce quindi che Vastint Italy dovrà approfondire, nelle successive fasi di progettazione esecutiva, soluzioni capaci di garantire la compatibilità dell’intervento con l’eventuale futura realizzazione dello scolmatore, valutando anche una possibile rimodulazione della dotazione dei parcheggi.

Negli atti viene ricordata anche un’ipotesi di spostamento del tracciato dello scolmatore di circa 40 metri verso ponente. Una soluzione che, secondo gli uffici comunali, comporterebbe però la parziale demolizione dei depositi AMT e un maggiore impatto sulla viabilità soprastante.

Sul fronte degli spazi pubblici, il progetto comprende una piazza sul lato orientale dell’intervento, organizzata su due quote e destinata a collegare via Adua con via Mura degli Zingari attraverso una scala e una piattaforma elevatrice. Sono previste aiuole, sedute, elementi vegetali e illuminazione pubblica. A questa si aggiunge la cosiddetta Piazza Nord, tra l’albergo e via San Benedetto.

Proprio sulla Piazza Nord il Settore Strade del Comune aveva espresso un parere negativo limitatamente a quell’opera, rilevando una possibile interferenza con l’impalcato stradale di via Buozzi e con le future esigenze manutentive. Nel caso in cui le criticità non risultassero superabili, la determina prevede la possibilità di procedere alla monetizzazione degli standard urbanistici non reperiti secondo quanto stabilito dalla convenzione.

Alla società viene inoltre prescritta la riqualificazione dei marciapiedi e delle balaustre lungo l’intero perimetro dell’intervento, fino alle aree antistanti lo storico edificio “Morozzo della Rocca”. Prima dell’inizio dei lavori dovrà essere presentata anche una fideiussione da 1.604.704,86 euro a garanzia della sicurezza del cantiere e delle opere previste. Durante il procedimento erano arrivate anche osservazioni da parte dei residenti. Il condominio di via Amba Alagi 1, 3 e 5 aveva segnalato possibili ricadute legate alla perdita di visibilità delle insegne pubblicitarie, alle vibrazioni e ai lavori di cantiere, al presunto deprezzamento degli immobili per la perdita della vista verso mare e porto e ad aspetti paesaggistici e idraulici. Un altro proprietario aveva sollevato dubbi sull’ingombro complessivo dell’edificio e sui volumi tecnici previsti in copertura.

La Soprintendenza ha espresso parere favorevole sulle opere esterne della variante, mantenendo però per l’edificio le prescrizioni già formulate nel 2021. In fase di progettazione esecutiva dovrà essere nuovamente verificata la possibilità di diminuire l’altezza dell’hotel per non precludere totalmente dalle strade pubbliche la visuale sull’edificio “Morozzo della Rocca”. Dovranno inoltre essere affinati materiali, finiture ed eventuali migliorie architettoniche. Il nuovo edificio, precisa il parere, non potrà comunque essere più alto, in tutte le sue parti, dello stesso “Morozzo della Rocca”.

Chiara Orsetti

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