Nessun passo indietro sui 131 esuberi previsti nella sede genovese di Ericsson e chiusura dell’azienda anche rispetto all’ipotesi di ricorrere agli ammortizzatori sociali. È un giudizio netto quello della Cisl sull’incontro con la multinazionale, che lascia la vertenza ancora più aperta e spinge il sindacato a chiedere il coinvolgimento diretto del governo.
"Ericsson, il giudizio sull’incontro è molto negativo - dichiara Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria -. L'azienda ha respinto il ritiro dei licenziamenti, la revisione degli esuberi e il ricorso agli ammortizzatori sociali".
La procedura riguarda 131 lavoratori del sito genovese, una parte molto rilevante degli addetti della sede, ed è legata alla riorganizzazione annunciata dalla multinazionale, con particolare impatto sulle attività di ricerca e sviluppo.
Secondo Maestripieri, a preoccupare non è però soltanto il destino immediato dei lavoratori coinvolti, ma anche il messaggio che emerge dalle valutazioni dell’azienda sul futuro delle attività in Italia.
"La chiusura dell’azienda, che considera l’Italia poco conveniente per gli investimenti, è un segnale molto preoccupante. Chiediamo che la discussione si sposti al tavolo nazionale, con il coinvolgimento del governo, per tutelare 131 famiglie ed evitare che la nostra città e il nostro Paese diventino sempre più residuali per la multinazionale".
La richiesta della Cisl è quindi quella di trasferire la vertenza dal livello locale a quello nazionale, aprendo un confronto con il governo per tentare di bloccare o ridimensionare gli esuberi e individuare strumenti alternativi ai licenziamenti.
ERICSSON, SINDACA SALIS: ESCLUSIONE COMUNE E REGIONE DA TAVOLO IN PREFETTURA FATTO GRAVE E INAUDITO; ORA INTERVENGA GOVERNO
"La richiesta di escludere Comune e Regione dal tavolo su Ericsson, convocato oggi in Prefettura, è un fatto inaudito e senza precedenti per la nostra città. Si tratta di un grave sgarbo istituzionale da parte dei vertici dell’azienda, ai quali avevamo garantito la massima disponibilità al dialogo in una vertenza cruciale per il tessuto lavorativo genovese". Lo dichiara, in una nota, la sindaca di Genova, Silvia Salis, dopo che questa mattina i rappresentanti di Ericsson hanno chiesto l’esclusione della partecipazione di Comune di Genova e Regione Liguria, dal tavolo convocato in Prefettura.
"Ringrazio l'assessore Emilio Robotti, i nostri uffici e l'assessore regionale Paolo Ripamonti per il grande senso di responsabilità: il loro temporaneo passo indietro, fatto esclusivamente per consentire la prosecuzione della trattativa, è un atto di rispetto verso i dipendenti – prosegue la sindaca - ma una multinazionale come Ericsson non può pensare di mandare a casa 131 lavoratori chiudendo la porta in faccia alle istituzioni locali. Il Comune di Genova non resterà in silenzio davanti a chi fa profitti sul nostro territorio senza assumersi la responsabilità del futuro di chi vi lavora. Pretendiamo garanzie assolute sulla tutela dei dipendenti, sul futuro della sede di Erzelli e sugli investimenti di Ericsson in città. Noi ci saremo in ogni fase di questo confronto, fianco a fianco con i sindacati e i lavoratori, e ci uniamo alla loro richiesta di un tavolo nazionale coordinato dal governo".














