Circa 500 persone si sono ritrovate nel pomeriggio davanti alla Prefettura per il nuovo presidio nato dalla mobilitazione attorno alla scuola Daneo e alla rimozione dello striscione “Qui nessun* è stranier*”. Una protesta che, partita dalla comunità scolastica, ha riunito studenti, associazioni, sindacati e diverse realtà cittadine.
In piazza erano presenti, tra gli altri, rappresentanti di Fiom e Flc Cgil, studenti delle scuole superiori e universitari, insieme a esponenti politici. La manifestazione era stata convocata dopo il primo presidio del 28 settembre, con l'obiettivo dichiarato dagli organizzatori di difendere il carattere pubblico e inclusivo della scuola e contestare il decreto legge sulla scuola. Tra le adesioni annunciate nei giorni scorsi figuravano anche Cgil Genova, USB Scuola, Arci, Anpi, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari, Osa e Cambiare Rotta.
Dal presidio è arrivato anche il rilancio delle prossime iniziative. Le sigle studentesche USB, Osa, Cambiare Rotta e Donne contro guerra e genocidio hanno dato appuntamento per sabato 3 ottobre al Cap, dove è prevista un'assemblea “verso lo sciopero internazionale”.
USB, presente alla manifestazione, ha duramente contestato quanto accaduto alla Daneo, definendo la vicenda dello striscione un episodio riconducibile, secondo il sindacato, a un clima di “militarizzazione e razzismo nelle scuole”. Nel suo intervento l'organizzazione ha inoltre collegato la protesta alle mobilitazioni contro guerra e riarmo e ha rilanciato l'appuntamento del 30 ottobre, quando è prevista una mobilitazione internazionale dei portuali.
Il caso della Daneo aveva riacceso il confronto nei giorni scorsi dopo la rimozione dello striscione dall'ingresso dell'istituto. Proprio da lì era partita una prima manifestazione della comunità scolastica, al termine della quale era stato annunciato il nuovo appuntamento davanti al palazzo del Governo. La Flc Cgil aveva spiegato di aderire alla mobilitazione contestando anche le disposizioni del decreto legge sulla scuola relative alla presenza nelle classi di alunni con background migratorio.
Con il presidio di oggi la protesta, dunque, non si chiude: il prossimo passaggio è già fissato per domani al Cap, mentre le realtà presenti in piazza puntano a tenere insieme la vertenza sulla scuola e le successive mobilitazioni studentesche e sindacali















