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Eventi | 04 ottobre 2026, 08:30

Da Frankenstein all’intelligenza artificiale: a Palazzo Ducale il confronto tra Mary Shelley e la scienza di oggi

Lunedì 5 ottobre alle 18 Laura Guglielmi e Alberto Diaspro dialogheranno sulla responsabilità di ciò che creiamo, partendo dal libro “Mary Shelley. La meravigliosa Creatura”

Da Frankenstein all’intelligenza artificiale: a Palazzo Ducale il confronto tra Mary Shelley e la scienza di oggi

Che cosa lega il laboratorio di Victor Frankenstein alle sfide poste oggi dall’intelligenza artificiale? E quanto può ancora raccontare Mary Shelley, oltre due secoli dopo la pubblicazione del suo romanzo più celebre, sul rapporto tra scienza, innovazione e responsabilità? Sono le domande al centro dell’incontro “Chi ha paura della Creatura? Da Frankenstein all’IA”, in programma lunedì 5 ottobre alle 18 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale.

A confrontarsi saranno Laura Guglielmi, scrittrice e giornalista, e Alberto Diaspro, fisico e docente di Fisica applicata, protagonista della ricerca internazionale nel campo della biofisica e della microscopia avanzata. L’appuntamento prende le mosse dal libro di Guglielmi Mary Shelley. La meravigliosa Creatura, nel quale l’autrice ricostruisce la vita della scrittrice inglese non soltanto attraverso il percorso umano e letterario, ma anche attraverso il rapporto con la cultura scientifica del suo tempo.

Il Frankenstein di Mary Shelley, del resto, nasce in un’epoca attraversata da interrogativi scientifici destinati a cambiare profondamente il modo di guardare alla materia e alla vita. Nel libro vengono ripercorse le discussioni sull’elettricità che animavano l’Europa tra Sette e Ottocento e le vicende dei resurrectionists, i cosiddetti “ladri di cadaveri” che procuravano corpi agli anatomisti per le dissezioni. È il contesto nel quale prende forma la storia della Creatura, sullo sfondo della disputa tra Galvani e Volta e delle nuove teorie sull’elettricità.

È proprio questo legame tra immaginazione e ricerca a essere riportato nel presente. Diaspro, attraverso il proprio lavoro sulla biofisica alla nanoscala, si occupa di tecnologie che permettono di osservare il vivente dagli organi alle singole cellule, fino all’organizzazione molecolare di DNA e proteine. Un punto di osservazione privilegiato per interrogarsi su quanto sia cambiato il rapporto fra esseri umani, conoscenza e tecnologia.

Dal romanzo ottocentesco all’intelligenza artificiale, il confronto toccherà così temi profondamente contemporanei: il rapporto tra immaginazione e ricerca, tra scoperta e responsabilità, tra autonomia e controllo. Oggi gli esseri umani non si limitano infatti a costruire strumenti capaci di ampliare la propria capacità di osservare e conoscere, ma progettano sistemi in grado di elaborare informazioni, riconoscere schemi, produrre testi e immagini e interagire con il mondo in forme sempre più complesse.

L’incontro non punta a creare facili analogie tra Frankenstein e l’intelligenza artificiale contemporanea. Il filo conduttore sarà piuttosto una domanda che il romanzo di Mary Shelley continua a porre: quale responsabilità abbiamo verso ciò che creiamo? La tragedia di Victor Frankenstein, secondo la lettura proposta nell’incontro, non nasce dalla scoperta scientifica in sé, ma dall’abbandono della Creatura e dal rifiuto di assumersi le conseguenze del proprio gesto.

È una riflessione che porta direttamente al presente e alle questioni etiche poste dall’innovazione tecnologica. Più di due secoli fa, Mary Shelley sembrava già intuire che il problema della conoscenza non fosse soltanto capire ciò che siamo in grado di fare, ma anche interrogarsi su ciò che siamo chiamati a fare dopo averlo fatto.

L’ingresso all’incontro è libero fino a esaurimento dei posti.

Redazione

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