Il Comandante del porto di Genova ha inviato una lettera rivolta a comandanti, armatori e operatori di tutte le navi che scalano il porto, per sottolineare l’importanza del rispetto delle regole a tutela della qualità dell'aria nella zona portuale e cittadina e l’adozione delle buone pratiche già condivise nell'ambito del Genoa Blue Agreement – Accordo volontario rinnovato ad aprile 2024, dal 2019 è un impegno condiviso dalle istituzioni pubbliche e dagli operatori privati che persegue l’obiettivo di ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera delle navi passeggeri, crociere e traghetti, e delle navi da carico che scalano il porto di Genova.
La nota si inserisce in un quadro più ampio di iniziative, di cui la Capitaneria si è fatta promotrice negli anni, insieme al cluster marittimo e alla Città, da un lato, tese ad esercitare una rigorosa ed approfondita attività di controllo sui motori delle navi, dall’altra di creare un dialogo tra cittadini, armatori ed istituzioni per ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera.
La lettera, oltre a richiamare le best practices sulla gestione e sulla manutenzione dei motori, rivolge particolare attenzione ai gas di scarico prodotti dai motori, origine di emissioni contenenti anche ossidi di azoto (NOx), oggetto di grande attenzione nel contesto genovese. Nella nota si sottolinea l’incisiva attività ispettiva della Capitaneria tesa a verificare che i motori siano mantenuti nella configurazione tecnica approvata, incluso il controllo dei componenti installati.
Nel corso del 2026, il Servizio sicurezza della navigazione ha condotto oltre 100 ispezioni su navi straniere, rilevando 10 irregolarità in materia disponendo anche il fermo di una nave. Ulteriori 50 verifiche su navi italiane hanno fatto emergere alcune deficienze analoghe. Il trend è in netto miglioramento rispetto agli scorsi anni dove, a fronte delle verifiche eseguite, erano state dieci le navi fermate
Un richiamo specifico è riservato alle emissioni di fumo visibile durante l’arrivo, la sosta e la partenza dal porto: fumo scuro, eccessivo o anomalo può dare luogo ad accertamenti addizionali e, nei casi previsti, portare al deferimento dei responsabili alla competente Autorità Giudiziaria, come già accaduto nel corso dell’anno in occasione di eventi particolarmente gravi. La nota richiama inoltre gli obblighi relativi alla corretta gestione e manutenzione dei sistemi di abbattimento dei gas di scarico, i cosiddetti scrubber, e sottolinea l’importanza dell’utilizzo di combustibili a basso tenore di zolfo in tutta l’area mediterranea.
È rivolto infine un invito a ridurre la rumorosità prodotta dai generatori delle navi in sosta, nonché a contenere, ove non necessarie per la sicurezza della navigazione e della nave, l'uso di sirene, fischi, allarmi acustici e altri rumori, in particolare nelle ore notturne. Pur non essendo la materia delle emissioni sonore di competenza della Capitaneria in termini di regolazione e controllo, il Comandante del porto ha ritenuto comunque importante dare una voce alle istanze della cittadinanza, promuovendo tra gli operatori un comportamento di rispettosa convivenza con il tessuto urbano che circonda l'area portuale.
«Il controllo delle emissioni navali non è un adempimento meramente documentale, ma una responsabilità operativa che coinvolge ogni nave in ingresso nel porto di Genova» — ha dichiarato il Comandante del Porto, Antonio Ranieri. «Questa iniziativa si inserisce nel percorso già avviato con la comunità armatoriale e cittadina per coniugare le esigenze dello sviluppo portuale con la tutela della qualità dell'aria nelle aree urbane limitrofe, in un’ottica di convivenza tra attività commerciali e diritti della comunità».














