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Attualità | 09 ottobre 2026, 13:34

Ex Ilva, lunedì sciopero di 24 ore: "Genova non accetterà nessuna serrata"

Fisac Cgil e Uil-Uilm si schierano al fianco dei lavoratori di Cornigliano dopo l’annuncio della fermata degli stabilimenti. I sindacati: "Nessuno si azzardi a fare lo spezzatino del Gruppo". Critiche al Governo: "Nessuna prospettiva di rientro al lavoro"

Ex Ilva, lunedì sciopero di 24 ore: "Genova non accetterà nessuna serrata"

"Genova non accetterà nessuna serrata". È il messaggio che arriva dal mondo sindacale dopo l’annuncio della possibile fermata degli stabilimenti ex Ilva, con il futuro di Cornigliano e dell’intera filiera siderurgica ancora in bilico. Mentre per lunedì 12 ottobre è stato proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore in tutti i siti del gruppo Ilva in amministrazione straordinaria, Acciaierie d’Italia e nell’indotto, arrivano nuove prese di posizione a sostegno dei lavoratori e contro l’assenza di un piano industriale.

La Fisac Cgil Genova e Liguria, la categoria della Cgil che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori del credito e delle assicurazioni, si schiera al fianco degli operai dell’ex Ilva e chiede al Governo un progetto concreto per il rilancio del gruppo.

Dopo anni di piani industriali e trattative con interlocutori industriali e finanziari che non hanno prodotto risultati, il sindacato sollecita un intervento che tenga insieme produttività, occupazione e tutela ambientale. La filiera dell’acciaio, sottolinea la Fisac, ha un valore strategico non soltanto per Genova, ma per l’intero Paese.

Nel comunicato il sindacato critica l’operato dell’esecutivo, accusato di non aver dato risposte alla crisi e di aver lasciato il dossier senza una soluzione. "C’è chi vorrebbe trasformare la nostra città in un parco giochi, in una passerella turistica. Noi della FISAC Genova e Liguria, la categoria della Cgil che tutela le lavoratrici e i lavoratori del comparto delle assicurazioni e del credito, siamo al fianco degli operai dell’ex Ilva".

La conclusione è un appello alla mobilitazione: "Non c'è più tempo da perdere".

Dura anche la posizione di Uil Liguria e Uilm Genova, che confermano la necessità di mantenere unito il gruppo per salvaguardarne il peso strategico e l’autonomia. Lo sciopero di lunedì coinvolgerà per 24 ore tutti i siti di Ilva AS, ADI AS e dell’indotto.

"Per la Uilm Genova e la Uil Liguria il Gruppo deve restare unito per non perdere strategicità e autonomia. Per la Ex Ilva il mondo del lavoro è pronto a mobilitarsi, in gioco c’è il futuro dei lavoratori anche a Genova. Per questo sono state proclamate 24 ore di sciopero per lunedì 12 ottobre in tutti i siti del gruppo Ilva AS, ADI AS e indotto".

Nel mirino delle organizzazioni sindacali c’è soprattutto l’assenza di una prospettiva industriale e occupazionale emersa, a loro giudizio, dal confronto di giovedì a Palazzo Chigi. "Visto che il Governo non ha presentato nessuna idea industriale né occupazionale, auspichiamo che gli Enti Locali abbiano una strategia da condividere con chi rappresenta lavoratori ormai esausti".

Il sindacato riferisce di aver preso atto che, al termine dell’incontro, l’attenzione dell’esecutivo si sarebbe concentrata sugli ammortizzatori sociali, senza indicazioni sul rientro al lavoro per tutti gli stabilimenti.

"Avevamo chiesto un progetto industriale complessivo e strategico per la siderurgia con un piano sociale serio, prepensionamenti, esodi incentivati e riconoscimento dei rischi. Niente di tutto questo è stato discusso. Niente anche sull'acquisto di semi-lavorati per far ripartire le linee a freddo di finitura di Taranto, Genova, Novi, Racconigi e degli altri siti. Nessuna risposta su ammortizzatori straordinari e riqualificazione".

Per Uil e Uilm la crisi rischia di segnare la fine dell’industria dell’acciaio in Italia, mentre Genova continua a fare i conti con incertezza occupazionale, ricorso agli ammortizzatori sociali e prospettive industriali non definite.

"È la lenta agonia della fine dell'era dell'acciaio in Italia e Genova vive momenti drammatici e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: ammortizzatori sociali come caramelle, accordi vecchi, parole vuote, aree non sfruttate, lavoro e prospettive al palo".

Il comunicato richiama anche le conseguenze dell’ultima colata di Taranto e pone interrogativi sul futuro dello stabilimento di Cornigliano: quali lavorazioni potranno essere mantenute, quali attività potranno essere sviluppate e quali saranno i costi per garantire la continuità del sito e delle aree circostanti.

La risposta delle organizzazioni sindacali, firmata da Riccardo Serri, segretario generale Uil Liguria, e Luigi Pinasco, segretario generale Uilm Genova, resta netta: "Non frammentare il gruppo".

Redazione

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