Ci sono anche Genova e Imperia tra le città coinvolte nell’operazione della Polizia di Stato legata agli scontri avvenuti il 31 gennaio scorso a Torino, durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Nell’ambito dell’inchiesta, la Procura torinese ha chiesto 19 misure cautelari nei confronti di militanti dell’area antagonista. Questa mattina sono state eseguite 14 perquisizioni domiciliari in diverse città italiane.
L’attività ha interessato, oltre al capoluogo piemontese, anche Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia. Le operazioni sono state condotte dalla polizia di Torino con il supporto delle questure locali, nell’ambito degli accertamenti sui fatti del corteo. Non sono stati resi noti, nelle informazioni disponibili, il numero delle perquisizioni effettuate nel territorio genovese né eventuali dettagli sui destinatari locali dei provvedimenti.
Tra i reati contestati, a vario titolo, figurano resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, rapina e tentato omicidio.
Al centro dell’indagine ci sono i violenti disordini scoppiati a Torino al termine della manifestazione nazionale contro lo sgombero di Askatasuna, avvenuto il 18 dicembre. Dopo aver deviato dal percorso preavvisato, oltre mille manifestanti, molti dei quali con il volto coperto e vestiti di nero, si erano diretti verso lo stabile di corso Regina Margherita 47, attaccando le forze dell’ordine schierate a protezione dell’immobile.
Gli scontri erano proseguiti per oltre due ore, con il lancio di pietre, bottiglie, bombe carta, razzi e altri oggetti contundenti. Per ostacolare l’avanzata dei contingenti erano state inoltre realizzate barricate date alle fiamme. Il bilancio era stato di 103 appartenenti alle forze dell’ordine feriti, alcuni con prognosi fino a cento giorni.
Durante gli attacchi era stato incendiato un mezzo del Reparto Mobile di Torino, mentre a bordo si trovava un agente. Un altro poliziotto era stato aggredito con calci e colpi di martello, dopo essere stato privato del casco e dello scudo in dotazione.
Nel corso dei disordini erano stati danneggiati anche esercizi commerciali, condomini, automobili private, banche, arredi urbani e cassonetti.
L’inchiesta è ora arrivata alla fase delle richieste di misure cautelari, mentre le perquisizioni hanno esteso l’attività investigativa anche al territorio ligure. Le accuse contestate dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti e per gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.














