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Attualità | 14 ottobre 2026, 13:56

Ex Ilva, il corteo attraversa il centro e torna in Prefettura: prosegue il presidio a oltranza

Terzo giorno di mobilitazione per i lavoratori di Cornigliano. Dalle 7 l'assemblea, poi la manifestazione tra Brignole, Foce e De Ferrari. In mattinata gli incontri con Bucci e Salis. Palombo (Fiom): "Restiamo qui in attesa di notizie"

Si è concluso intorno a mezzogiorno, con il ritorno davanti alla Prefettura, il corteo dei lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano che questa mattina, mercoledì 14 ottobre, hanno attraversato le strade del centro cittadino nel terzo giorno consecutivo di sciopero. Una manifestazione durata circa tre ore, durante la quale gli operai hanno raggiunto Brignole e la Foce, per poi rientrare attraverso via XX Settembre e piazza De Ferrari. La protesta, tuttavia, non si ferma: le tende rimangono allestite tra via Roma e largo Lanfranco e il presidio prosegue a oltranza, in attesa di risposte concrete dal Governo sul futuro dello stabilimento.

La mattinata era cominciata alle 7 con una nuova assemblea davanti alla Prefettura, dove circa duecento lavoratori sono accampati da lunedì e hanno trascorso la seconda notte consecutiva. Dopo il confronto tra le rappresentanze sindacali e gli operai, poco prima delle 9 è stata decisa una nuova iniziativa di protesta per mantenere alta l'attenzione sulla vertenza.

Partito da piazza Corvetto, il corteo ha imboccato via Santi Giacomo e Filippo, raggiungendo la stazione ferroviaria di Brignole. Qui, intorno alle 9.30, i manifestanti hanno incontrato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, arrivato per esprimere nuovamente la propria solidarietà ai lavoratori.

A fare il punto sulle trattative è stato Armando Palombo, coordinatore della Rsu Fiom Cgil, che ha riferito di contatti in corso tra ministeri, prefetture e struttura commissariale per arrivare a un'intesa scritta. Alcuni incontri istituzionali inizialmente previsti alle 17 a Roma sarebbero stati anticipati alla mattinata, segnale di un'accelerazione nelle interlocuzioni.

"Ci dicono che stanno lavorando su un'ipotesi, un verbale, un documento. Prima fanno, meglio è - ha spiegato Palombo -. La giornata sarà lunga, ci devono vedere finché non firmano".

Da Brignole i lavoratori hanno ripreso la marcia lungo viale Brigata Bisagno, in direzione della Foce, accompagnati dai mezzi utilizzati per la manifestazione. Al grido di "Senza lavoro c'è l'agitazione", il corteo ha provocato blocchi e rallentamenti alla circolazione nelle strade interessate dal passaggio.

Successivamente la manifestazione è tornata verso il centro, percorrendo via XX Settembre. Intorno alle 11.20 gli operai si sono diretti nuovamente verso la Prefettura, intonando cori rivolti al Governo per chiedere risposte sulla continuità produttiva.

In piazza De Ferrari i manifestanti hanno incontrato anche la sindaca Silvia Salis, che si è fermata a parlare con i lavoratori, esprimendo l'auspicio che possano arrivare sviluppi positivi già nel corso della giornata. Durante l'incontro, i rappresentanti della Fiom le hanno consegnato simbolicamente un caschetto giallo.

Poco prima di mezzogiorno il corteo ha quindi raggiunto nuovamente largo Lanfranco, dove la manifestazione si è sciolta. Nessuno smantellamento, però, per il campo base allestito davanti al palazzo del Governo. "Rimaniamo qui in attesa di notizie", ha annunciato Palombo al megafono, confermando la volontà di proseguire la mobilitazione finché non arriveranno impegni formali.

Il nodo della vertenza resta l'approvvigionamento dei coils, i rotoli d'acciaio indispensabili per alimentare le linee produttive di Cornigliano e scongiurare la fermata degli impianti prevista entro il 15 novembre dalla gestione commissariale di Acciaierie d'Italia.

"È fondamentale assicurare in tempi rapidi l'arrivo dei coils, la materia prima necessaria per alimentare le linee produttive dello stabilimento di Cornigliano. Senza le bobine di acciaio non è possibile garantire la continuità delle lavorazioni, mettendo a rischio l'attività industriale e il futuro occupazionale del sito genovese", sottolinea Christian Venzano, segretario generale della Fim Cisl Liguria.

Secondo il sindacalista, Cornigliano dispone delle competenze, degli impianti e di un mercato di riferimento che consentirebbero di proseguire la produzione anche attraverso l'acquisto della materia prima all'esterno. Per questo viene contestata la scadenza del 15 novembre, soprattutto alla luce della situazione giudiziaria che riguarda l'area a caldo di Taranto e della pronuncia attesa dalla Cassazione.

"Non c'è più tempo da perdere: occorrono decisioni immediate e impegni concreti per garantire l'approvvigionamento dei coils e mantenere operative le linee in attesa di una soluzione industriale definitiva", aggiunge Venzano, richiamando il rischio di perdere clienti e compromettere le prospettive di rilancio.

La mobilitazione arriva all'indomani dell'incontro tra una delegazione sindacale e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, al quale è stata consegnata una lettera con le richieste dei lavoratori. Tra queste, l'acquisto della materia prima sul mercato internazionale e il ritiro della comunicazione con cui Acciaierie d'Italia ha prospettato lo stop delle attività.

Nel frattempo, martedì sera il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge sull'ex Ilva, con misure per la gestione degli impianti di Taranto e lo sblocco dell'ultima tranche da 40,5 milioni di euro del prestito ad Acciaierie d'Italia. Provvedimenti che, per il momento, non hanno fornito le garanzie richieste dai lavoratori degli stabilimenti del Nord.

Fim, Fiom e Uilm hanno inoltre proclamato ulteriori 48 ore di sciopero nazionale, chiedendo una convocazione a Palazzo Chigi.

A Cornigliano, intanto, la protesta resta aperta. Il corteo della mattinata si è concluso, ma gli operai rimangono davanti alla Prefettura, in attesa di un documento scritto che assicuri la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento.

F.A

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