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Attualità | 14 ottobre 2026, 19:27

Ex Ilva, la Uil contro l'occupazione della Prefettura: "Inutile e strumentale: superato il limite del buon senso"

Il segretario generale Riccardo Serri critica l'iniziativa: "Serve senso di responsabilità. Il Governo ha già annunciato le risorse per garantire la continuità produttiva"

Ex Ilva, la Uil contro l'occupazione della Prefettura: "Inutile e strumentale: superato il limite del buon senso"

La protesta dei lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano, culminata nel pomeriggio di oggi con l'occupazione della Prefettura di Genova, accende lo scontro anche sul fronte sindacale. A prendere posizione è Riccardo Serri, segretario generale della Uil Liguria, che critica duramente l'iniziativa, definendola "inutile e strumentale" alla luce degli annunci arrivati dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. "Invece di salutare con favore le dichiarazioni del ministro Urso al Question Time, ovvero la possibilità di acquistare bramme e coils sul mercato internazionale per garantire la continuità produttiva dei siti del Nord e di Taranto, alcuni alzano il livello della protesta superando il limite del buon senso, come sono spesso abituati a fare", dichiara Serri.

Il riferimento è all'ingresso di alcune decine di operai nel palazzo del Governo, avvenuto nel terzo giorno consecutivo di mobilitazione per il futuro dello stabilimento siderurgico genovese. "Occupare oggi la Prefettura dopo l'annuncio è stato inutile e strumentale", attacca il segretario regionale della Uil, rivendicando i passi avanti annunciati dal Governo per scongiurare l'interruzione delle attività produttive.

"Il ministro aveva già annunciato nelle sedi opportune un risultato concreto, atteso da mesi: 41 milioni per tenere gli altoforni in riscaldo e l'acquisto di bramme e coils per dare continuità a Genova, Novi Ligure e Taranto. Era la soluzione ponte che tutti chiedevamo".

Parole che evidenziano una diversa valutazione delle iniziative di mobilitazione e dei risultati ottenuti finora nella vertenza. Serri mette infatti in discussione l'opportunità di proseguire con forme di protesta più incisive proprio dopo gli impegni annunciati dall'esecutivo. "Volevano forse assicurarsi la solita vittoria decantando i loro metodi vincenti di lotta mentre il risultato era già stato annunciato?", incalza il sindacalista.

Infine, l'appello a concentrare gli sforzi sulle prospettive industriali dell'ex Ilva, andando oltre le iniziative di protesta: "Serve senso di responsabilità. Ora servono fatti e un documento programmatico per il futuro dell'ex Ilva, non passerelle".

Redazione

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