Quarantacinque persone denunciate e 35 Daspo, con divieti di accesso alle manifestazioni sportive da uno a cinque anni. È il bilancio dell'indagine della Digos di Genova sui disordini avvenuti allo stadio Ferraris il 27 dicembre 2025, durante la partita Sampdoria-Reggiana.
Le persone denunciate hanno un'età compresa tra i 16 e i 56 anni e sei sono minorenni. Ventitré risultano avere precedenti penali, in alcuni casi per reati legati alle manifestazioni sportive. Le contestazioni, a vario titolo, sono violenza privata aggravata, travisamento e superamento indebito di recinzioni o separazioni dell'impianto sportivo.
Secondo la ricostruzione della polizia, i fatti sono iniziati al termine del primo tempo, quando un gruppo di circa 150-200 ultras della tifoseria organizzata blucerchiata, presenti nella Gradinata Sud, ha notato l'allora presidente della Sampdoria nell'area hospitality. Il dirigente era già da tempo al centro della contestazione dei tifosi.
Numerosi sostenitori hanno quindi lasciato il proprio settore, dirigendosi verso i cancelli che separano la Sud dalla Tribuna. Gli steward hanno tentato di impedire l'apertura dei varchi, ma gli ultras sarebbero riusciti a sollevare i dispositivi di chiusura a terra e a spingere la prima cancellata fino a rompere il lucchetto.
Aperto il passaggio, il gruppo si è riversato in Tribuna, dove alcuni tifosi sono riusciti a entrare nelle aree riservate, dando luogo alla contestazione. Contemporaneamente, una ventina di persone ha raggiunto la zona adiacente all'hospitality: qui l'intervento del personale di sicurezza e delle forze di polizia ha impedito ulteriori intrusioni. Prima dell'inizio del secondo tempo, i tifosi sono tornati in Gradinata Sud.
Le successive indagini della Digos hanno consentito di identificare le persone ritenute coinvolte e ricostruire le singole condotte, raccogliendo gli elementi alla base delle denunce.
Al termine dell'istruttoria della Divisione Anticrimine, il questore Burdese ha emesso 35 Daspo, notificati ad altrettanti tifosi, tre dei quali minorenni all'epoca dei fatti. I provvedimenti hanno una durata compresa tra uno e cinque anni, per un totale di 47 anni di divieto. Per tre destinatari è stato disposto anche l'obbligo di firma in concomitanza con gli incontri di calcio.














