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Cronaca | 20 gennaio 2019, 16:47

Biblioteca Universitaria di Genova, arriva l'appello per chiedere un cambio di rotta nella gestione

Ospita oltre 650 mila volumi, alcuni dei quali di notevole pregio, ma secondo diversi cittadini la gestione della biblioteca universitaria lascia decisamente a desiderare: fra traslochi infiniti e orari di apertura inadeguati potrebbe essere maggiormente valorizzata

Biblioteca Universitaria di Genova, arriva l'appello per chiedere un cambio di rotta nella gestione

A chiedere una diversa gestione della Biblioteca Universitaria di Genova arriva una lettera aperta alla istituzione e alla città: l'appello che rivendica la valorizzazione pubblica degli oltre 650 mila volumi che compongono la biblioteca è promosso dalla casa editrice indipendente genovese Zona.

L'iniziativa è volta a raccogliere adesioni al documento, affinché le istituzioni provvedano a rendere veramente fruibile per tutta la cittadinanza il patrimonio di libri e cultura della Biblioteca Universitaria di Genova. Di seguito il testo della lettera-appello:

"Al di là di quanto già scritto sulla Biblioteca Universitaria di Genova, sul suo trasloco infinito, sulla chiusura totale al sabato e le non mantenute aperture, sugli scontri relativi alla gestione, sull'organizzazione, sui turni, sulle dimissioni, sui trasferimenti, sull'immobilità di alcuni uffici, sulla fuga e la mancanza di personale, vogliamo spendere qualche parola da cittadini e semplici fruitori di quello che dovrebbe essere il pubblico servizio dell'unica biblioteca nazionale di Genova, la più grande della Liguria, con 650 mila volumi, alcuni preziosissimi. Così dovrebbe chiamarsi, 'Nazionale' perché persino nel nome di 'Universitaria' questa splendida biblioteca sembra nascondersi: non è degli 'Universitari', e nemmeno dei genovesi, è liberamente fruibile, per legge, da tutti, cittadini italiani e stranieri. Un servizio pubblico nel suo senso più pieno, per la comunità, per la collettività, per la crescita personale e sociale, un servizio per lo sviluppo e la diffusione della cultura, uno spazio di scambio,uno spazio di incontro. Perché la Biblioteca Universitaria di Genova (Nazionale) non è soltanto una biblioteca. Molti di noi hanno potuto tante volte approfittare - per piacere, studio o lavoro - non solo dei servizi più classici di una biblioteca, ma anche degli spazi, meravigliosi, che sono stati ricavati dal precedente Grand Hotel Colombia. Spazi resi disponibili, a costi assai elevati per la collettività – si parla di 30 milioni di euro nell'arco di vent'anni – per momenti di ricerca e approfondimento, di divulgazione, mostre, presentazione di libri, concerti e attività che coinvolgono tutte le istituzioni cittadine, le scuole superiori, le associazioni, le fondazioni culturali, i musei e la città tutta.Una ricchezza e un patrimonio comune di bellezza che deve sempre essere condiviso, e tale deve rimanere, per far crescere e per crescere insieme. E come si può non citare il grave stato di difficoltà economica e sociale di Genova che il crollo del ponte sul Polcevera non ha fatto che accentuare? Come si può pensare che un'istituzione così importante a tutto questo rimanga sorda e indifferente, non fornisca il suo contributo, staccata completamente da tutto quanto in città sta accadendo? Se guardiamo alla programmazione di queste settimane, quasi nulla compare sul sito web della Biblioteca: è desolatamente vuoto! Tutto il contrario di quanto accadeva nemmeno un anno fa, con tre, quattro, anche cinque eventi alla settimana. Quella ricchezza, quell'offerta alla cittadinanza, è durata davvero troppo poco".

"Dopo aver atteso un segno, un segnale di cambiamento, ci chiediamo davvero preoccupati il motivo di questa scomparsa, di questo ritrarsi sempre più dal ruolo sociale e divulgativo della Biblioteca - si legge in conclusione del documento -. Perché si riducono le manifestazioni che sono corollario alle funzioni preminenti? Perché questo patrimonio di competenze, conoscenze, capacità non viene valorizzato e invece di accrescersi, si tende a ridurlo, se non a mortificarlo?La cultura è un campo da coltivare con pazienza e continuità. Non possiamo pensare di vederla fiorire senza prendercene cura! Non pensiamo di essere i soli a chiedere una maggiore apertura e condivisione di questo spazio meraviglioso, di questa opportunità culturale e sociale per la città che la prestigiosa Biblioteca Universitaria di Genova rappresenta. Crediamo davvero sia giunto il tempo per nuove semine".

Redazione

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