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Cronaca | 06 febbraio 2019, 18:44

I disagi di Palmaro arrivano in Parlamento

Il deputato del Movimento 5 Stelle Roberto Traversi rivolge un’interrogazione a risposta scritta al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: “Il ministro è a conoscenza del progetto di spostamento della ferrovia di 50 metri più a sud? Come mai Rfi ha respinto tutte le proposte di incontro?”

I disagi di Palmaro arrivano in Parlamento

Il Ponente genovese torna nuovamente d’attualità nelle aule del Parlamento. Dopo l’intervento di qualche settimana fa da parte del senatore del Movimento 5 Stelle Mattia Crucioli sulla situazione dei depositi costieri di Multedo, ora è la volta del suo collega alla Camera, il deputato chiavarese (ma eletto in Val Polcevera) Roberto Traversi.

Nei giorni scorsi, l’esponente del M5S a Montecitorio ha presentato un’interrogazione parlamentare avente a oggetto la vicenda di Palmaro, il quartiere ponentino che da anni attende una riqualificazione analoga a quella della vicina Pra’, come era stato ampiamente promesso. ‘La Voce di Genova’ ha più volte riportato, nei suoi articoli, le difficoltà di questo borgo, tra rumori portuali, inquinamento atmosferico e la morsa di autostrada da una parte e ferrovia dall’altra che passano vicinissime alle abitazioni e creano un livello di vivibilità molto basso.

L’atto firmato da Traversi è un’interrogazione a risposta scritta, la numero 4-02145, datata 31 gennaio 2019. Il deputato ligure si rivolge al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il collega di Movimento Danilo Toninelli.

Traversi ricorda come “il sestiere Pra’ Palmaro, a partire dagli anni Settanta, sia stato privato della propria spiaggia, tra le più frequentate in tutta la Liguria, e del proprio mare, sacrificati dalla costruzione del bacino portuale di Pra’. La situazione che oggi il sestiere di Pra’ Palmaro è costretto a subire a causa della convivenza con il porto di Pra’ e relativo parco ferroviario, costruito negli anni Ottanta a poche decine di metri dal centro abitato, è sempre più difficile. L'inquinamento acustico, che deriva dalla continua movimentazione di container che avviene 24 ore su 24, in aree di stoccaggio dove l’abitato del sestiere di Pra’ Palmaro affaccia, crea notevoli disagi agli abitanti, come anche la movimentazione dei container che avviene davanti al sestiere provoca un danno paesaggistico e di pesante impatto visivo considerato che gli stessi vengono impilati spesso oltre il ‘terzo tiro’”.

Poi, venendo alla storia più recente, il parlamentare del M5S cita “le riunioni del 24 ottobre, 7 novembre e 10 dicembre 2014, presso gli uffici della Regione Liguria, tutte sul ‘Progetto ridiamo il mare a Pra’ Palmaro’, organizzate dalla Fondazione PRimA'vera, alle quali parteciparono l’ingegnere Calogero Di Venuta, l’ingegnere Mariano Cocchetti per Ferrovie dello Stato, Luigi Merlo, Marco Sanguineri e Paola Giampietri per l’Autorità Portuale, il Municipio VII Ponente (Mauro Avvenente e Claudio Chiarotti), il Comune di Genova nella persona del vicesindaco Stefano Bernini e la Regione Liguria nelle persone di Raffaella Paita e Arcangelo Merella”.

In questa sede, “furono presentati degli elaborati, da parte degli architetti dell’Autorità Portuale di Genova, relativi allo spostamento a sud di circa 50 metri dell’attuale linea ferroviaria costiera”. Una prospettiva assai interessante e auspicabile, ma, purtroppo, rimasta solamente sulla carta. Per questo Traversi, unendosi al coro dei tanti cittadini palmaresi e del Comitato di Palmaro che da moltissimo tempo si batte per il proprio territorio, ha deciso di ‘interrogare’ direttamente il Ministero competente.

L’esponente del M5S fa presente come “lo spostamento a sud di circa 50 metri dell’attuale linea ferroviaria costiera è un’opera essenziale e propedeutica per una riqualificazione del sestiere di Pra’ Palmaro, che vede il prolungamento verso ovest dell’attuale Fascia di Rispetto con lo scopo di separare l’area portuale dal centro abitato. Inoltre, lo spostamento dei binari a sud e il prolungamento della Fascia di Rispetto, atti ad allontanare l’area portuale dal centro abitato, erano entrambi previsti dal piano regolatore portuale del 2016 e recepiti nel piano regolatore comunale, per quanto concerne lo scenario del bacino portuale di Pra’. Purtroppo, però, il progetto del nuovo nodo ferroviario di Genova non prevede ancora lo spostamento a sud dei binari prospicienti al sestiere di Pra’ Palmaro e malgrado gli innumerevoli solleciti, convocazioni, da parte degli enti locali, quali ad esempio il Municipio VII, a Rete Ferroviaria italiana per avere un confronto sull’opera in questione, a tutt’oggi, a quanto consta all’interrogante, non vi è stata nessuna risposta”.

Per questo, Traversi chiede a Toninelli e agli uffici tecnici se “siano a conoscenza del progetto di spostamento di 50 metri a sud della zona portuale prospiciente la zona di Pra’ Palmaro a Genova. E se siano a conoscenza se nello spostamento a mare della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, in corrispondenza della parte di ponente della delegazione di Pra’, nel tratto tra il rio Branega e il rio San Giuliano, previsto dal nuovo nodo ferroviario, sia stata presa in considerazione la distanza necessaria per la futura riqualifica del quartiere di Palmaro che prevede, come deciso nei tavoli sopracitati, la realizzazione della passeggiata e delle dune alberate di separazione abitato/a ferrovia/porto e per quali motivi Rete Ferroviaria italiana non conceda un confronto agli enti locali malgrado le innumerevoli convocazioni”.

“Gli abitanti del Ponente genovese - conclude Traversi - da anni soffrono disagi per la convivenza strettissima con le aree portuali e chiedono soluzioni per poter migliorare la loro qualità della vita.

Credo sia arrivato il momento di riportare al centro il benessere delle persone e di chiedere a tutti i soggetti, in questo caso particolarmente a Rfi, di fare il massimo per rispondere alle esigenze che vengono espresse dal territorio”.

Alberto Bruzzone

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