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Cronaca | 20 maggio 2019, 18:00

Emissioni atmosferiche in porto, il Ponente dà ancora battaglia

Passa all’unanimità la mozione presentata da Bruzzone, Sacco e Truffelli al Municipio VII: venga istituita un’area di controllo e siano utilizzati combustibili migliori e più moderni

Emissioni atmosferiche in porto, il Ponente dà ancora battaglia

Emissioni atmosferiche delle navi al porto container di Genova Pra’, la battaglia del Ponente non si ferma. Da anni, anzi da decenni, le delegazioni di questa parte della città maggiormente sacrificata sull’altare delle servitù di tipo industriale, si battono per una migliore vivibilità, per un rapporto decisamente più armonico tra insediamenti produttivi e abitazioni private, tra lavoro e vita, tra le esigenze di imprenditori e lavoratori e gli altrettanto sacrosanti diritti dei residenti.

Il caso di Pra’ e di Palmaro è emblematico: si combatte senza sosta, ma spesso con scarsa collaborazione da parte di chi muove i fili e sarebbe invece chiamato ad adottare quelle misure non solo utili, ma anche assolutamente necessarie e ineludibili.

Una di queste, appunto, riguarda le emissioni atmosferiche delle navi che stazionano nel porto. E che, restando con i motori accesi, mandano nell’aria fumi tossici, con i loro scarichi. In condizioni di vento particolarmente sfavorevoli, questi cattivi odori e questi vapori tossici vengono spinti presso i palazzi, di qui la pessima qualità dell’aria.

Si demonizza ormai abitualmente l’uso delle auto private, si chiede alle persone di utilizzare di più i mezzi pubblici, ma poi si tollerano queste ciminiere che, a conti fatti, sono decine e decine di volte più inquinanti rispetto alle automobili. Non significa che il ricorso a mobilità alternative sia sbagliato, anzi. Ma servirebbe, quanto meno, la stessa attenzione anche quando si parla di navi o di aerei.

Il trasporto marittimo mondiale di container, petroliere e navi passeggeri costituisce infatti un grave problema. Per gli addetti ai lavori, non è un mistero che le navi inquinino come milioni di auto. Se si confronta la tipologia delle emissioni di una nave da crociera con un’automobile, in termini di zolfo e ossido di azoto, il danno derivato dalla nave equivale, a parità di percorrenza, al danno prodotto da cinque milioni di veicoli.

Scendendo nello specifico, le vetture a gasolio non devono emettere più di quindici ppm (parti per milione) di zolfo, mentre alle navi sono concesse sino a 3500 ppm: lo certifica l’IMO, International Maritime Organization, istituto che fa capo alle Nazioni Unite.

I motori delle navi sono alimentati da un carburante che è quanto di peggio si possa immaginare: si chiama bunker oil, un prodotto non raffinato, a basso costo e ad alto contenuto di zolfo. Oggi via mare viene trasportato il 90% delle merci del mondo. Tutte le flotte del globo usano questo carburante, con la benedizione delle maggiori autorità di controllo delle fonti inquinanti.

Ecco perché, almeno quando si staziona in porto, è necessario ridurre al minimo le emissioni. Su questa lunghezza d’onda va la mozione presentata nel corso dell’ultimo Consiglio Municipale del VII Ponente, e passata all’unanimità.

A proporla, i tre capigruppo di maggioranza Filippo Bruzzone (A Sinistra), Giovanni Battista Sacco (Lista Crivello) e Ugo Truffelli (Partito Democratico). Secondo gli autori del documento messo a votazione, “da uno studio effettuato dal Ministero dell’Ambiente francese, dall’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni Navali (ECA) i porti di Genova, Napoli, Venezia e Palermo, migliorerebbero i propri standard. Questo, in termini numerici, porterebbe un miglioramento delle condizioni di salute, che significherebbe salvare tra le 500 e le 600 vite all’anno. Tale prospettiva si può realizzare, secondo il suddetto studio, iniziando anche con la semplice sostituzione di combustibili migliori e più moderni. Inoltre, adottare tale ECA comporterebbe, oltra a salvare vite umane, un risparmio che si aggira tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro in termini di costi sociali”.

Fatte queste doverose premesse, Bruzzone, Sacco e Truffelli ricordano come il Municipio, negli ultimi anni, “si è sempre schierato per un ambiente più sano e più pulito”. Quindi, i gruppi di maggioranza e tutto il Consiglio Municipale impegnano il presidente Claudio Chiarotti e la Giunta Municipale a “farsi nuovamente portavoce di tale esigenza presso tutte le Istituzioni competenti, al fine di ottenere l’istituzione di un’Area di Controllo delle Emissioni Navali (ECA) per migliorare le condizioni di salute e ambiente del nostro territorio”.

Un fronte che va di pari passo con quello, altrettanto impellente, dell’elettrificazione delle banchine. Altro tema di cui si parla da decenni. Altro argomento sul quale la battaglia è costantemente in corso.

Le promesse di un miglioramento, ormai, non si contano più. L’ultima, lo scorso febbraio, è stata fatta dall’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone: “Entro maggio 2020 le banchine del porto di Genova Pra’ saranno elettrificate. I lavori inizieranno a marzo con l’obiettivo di ridurre le emissioni gassose e acustiche dello scalo. La durata media della sosta delle navi a Pra’ varia da 8 a 36 ore, ci sono numerose problematiche che coinvolgono la cittadinanza compreso il rumore generato dai gruppi elettrogeni di bordo che vengono sentiti dalla popolazione soprattutto durante le ore notturne”.

I cittadini del Ponente auspicano che questi impegni siano veri. Perché, oltre al fumo delle navi, in tutti questi anni sono rimasti intossicati anche dal fumo, ancor più nocivo, di mille parole inutili.

Alberto Bruzzone

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