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Cronaca | 28 giugno 2019, 18:00

Pegli, sulla strada nell’alveo del Varenna si va verso la soluzione definitiva

Passa all’unanimità, in Consiglio Comunale, la mozione presentata dal Partito Democratico. Avvenente: “I camion non possono intasare il centro della delegazione”. Fanghella: “Esiste un progetto per la sponda sinistra del torrente, entro quindici giorni sarà definitivo”

Pegli, sulla strada nell’alveo del Varenna si va verso la soluzione definitiva

La proroga concessa è l’ultima. Non ne arriveranno altre. La Regione lo ha detto a chiare lettere. Il Comune, altrettanto chiaramente, si è impegnato a individuare una soluzione definitiva, e a farlo entro i tempi prestabiliti.

Ieri, in occasione della seduta del Consiglio Comunale, è arrivato anche un atto ufficiale, a suggellare questa volontà. È passata all’unanimità la mozione presentata dal Partito Democratico, con primo firmatario Mauro Avvenente, ex presidente del Municipio VII Ponente, che impegna il sindaco Marco Bucci e gli assessori a “individuare soluzioni definitive al problema della viabilità di accesso a Pegli e alla Val Varenna, prendendo in considerazione la possibilità di portare a compimento il progetto che prevede la realizzazione della viabilità di sponda sinistra del torrente Varenna attraverso il prolungamento di via Cassanello fino all’Aurelia”.

Attualmente, infatti, la viabilità è garantita sulla sponda destra, la cosiddetta strada ‘in alveo’, che da circa dieci anni consente ai mezzi pesanti di sfruttare un percorso alternativo da e verso la val Varenna, senza passare all’interno di Pegli, dove vi sono scuole, attività commerciali e moltissimi insediamenti abitativi. Solo che, per ragioni di sicurezza e in relazione ai nuovi piani di bacino, la strada di ‘sponda destra’ andrà chiusa, in quanto in zona esondabile. E, in mancanza di alternative, resterebbe solo il percorso all’interno della delegazione, ipotesi che, naturalmente, tutti vogliono scongiurare.

Nel testo della mozione, Avvenente ricorda tutta la vicenda: “Qualche settimana fa, gli uffici dell’Area Protezione suolo della Regione Liguria hanno definitivamente decretato l’impossibilità di procedere a ulteriori proroghe al mantenimento in alveo del torrente Varenna della cosiddetta ‘strada sommergibile’. Tale mancata proroga è dovuta a una nuova norma in materia di Demanio fluviale, che prevede tra l’altro il passaggio di competenze dalla Regione Liguria all’Autorità di Bacino dell’Appennino Occidentale con sede a Firenze. Nei mesi scorsi, il rifiuto della proroga ha immediatamente portato, per fortuna solo per qualche giorno, alla chiusura degli accessi carrabili alla strada sommergibile gestita dal Consorzio tra le aziende che svolgono la propria attività lavorativa e produttiva a monte della linea ferroviaria Genova - Ventimiglia. Questa chiusura ha innescato una situazione di gravissima criticità che è riverberata pesantemente sulle attività imprenditoriali site nella piana Pallavicini, nella zona di sponda sinistra del torrente Varenna e lungo la Val Varenna stessa”.

Secondo Avvenente, “sono a rischio molti posti di lavoro, che potrebbero essere soppressi stante il permanere dell’impossibilità di accesso di mezzi di conferimento dei materiali e delle merci e dei prodotti finiti da consegnare alla clientela. Ricordo che, negli anni scorsi, era stato realizzato un nuovo ponte sul torrente Varenna all’altezza di via Cialli quale elemento propedeutico alla realizzazione di un progetto di nuova viabilità di sponda sinistra del Varenna fino all’Aurelia, soluzione progettuale abbozzata e individuata come unica alternativa, concreta e definitiva per il superamento della pista sommergibile e del rischio derivante dall’eventuale ritorno dei mezzi d’opera nelle vie centrali di Pegli. A nostro avviso, diviene ormai indispensabile e irrinunciabile l’individuazione di una soluzione definitiva che possa risolvere alla radice l’annoso problema della viabilità di accesso alle attività e alle abitazioni site nella zona est di Pegli e nella Val Varenna”.

L’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Paolo Fanghella, ha evidenziato: “La riapertura è stata ottenuta nelle scorse settimane grazie all’intervento diretto del sindaco, che è riuscito ad arrivare a un obiettivo non facile da raggiungere. In virtù di questo, noi ci siamo mossi per dare subito un incarico a uno studio professionale. Siamo in fase già abbastanza evoluta ed entro quindici giorni dovremmo ottenere il progetto definitivo, dato fondamentale per far sì che ci venga concessa un’ulteriore proroga, già concordata, per riuscire poi a realizzare l’opera entro i termini”.

Nei mesi scorsi, in un’intervista a ‘La Voce di Genova’, Fanghella, aveva spiegato: “Esiste un vecchio progetto dello Studio Sibilla relativo a una viabilità alternativa per la zona di Pegli. Si tratta di una strada sulla sponda sinistra del torrente, che si dovrebbe imboccare dall’Aurelia e che andrebbe a innestarsi laddove è stato costruito il nuovo ponte di via Cassanello. Questo progetto, anni fa, era arrivato sino alla fase definitiva. Ora, però, deve essere adeguato, in base alle nuove normative”.

Trattandosi di un percorso che costeggia le aree ex Eni e i depositi costieri della Carmagnani, e quindi in zona Rir, ovvero a Rischio d’Incidente Rilevante, vanno adottate tutte le precauzioni previste dalla direttiva Seveso 3, oltre al soddisfacimento di altri requisiti di sicurezza. “Con gli uffici da me coordinati - dice Fanghella - contiamo di poter aggiornare questo progetto. Questo è un lavoro assai importante, perché pare l’unica soluzione fattibile e definitiva per creare un passaggio alternativo ai mezzi pesanti, senza che debbano passare dentro Pegli e senza che debbano scontare limitazioni di altezza dovute al transito sotto ai ponti della ferrovia”.

È un progetto ‘importante’, che potrebbe costare tra i cinque e i sei milioni di euro: “I costi sono indubbiamente lievitati perché occorre adempiere a tutti questi obblighi di sicurezza che in passato non c’erano. Secondo un rapido calcolo, si andrà a spendere cinque volte tanto. Andrà infatti prevista una galleria”.

Alberto Bruzzone

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