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Attualità | 03 luglio 2019, 18:00

Aggressività maschile verso le donne, lo studio dell’Università di Genova: “Gli uomini non accettano il rifiuto femminile nemmeno negli online dating”

La ricerca, condotta da Luca Andrighetto e i colleghi di Milano, ha mostrato come il comportamento maschile e femminile sia diverso nel caso di rifiuto sentimentale nell'ambito virtuale delle piattaforme d'incontri

Luca Andrighetto, docente di Psicologia sociale all'Università di Genova

Luca Andrighetto, docente di Psicologia sociale all'Università di Genova

Di recente è stato pubblicato un importante studio in cui si mostra come di fronte a un rifiuto femminile nell’ambito degli online dating, i maschi provino rabbia e aggressività, così come avviene nei contesti reali. E considerando il fatto che in Italia, e nel mondo, ormai un numero molto elevato di single usa il web per instaurare relazioni romantiche, si può comprendere meglio l’utilità di questo lavoro, realizzato da un team di ricercatori dell’Università di Genova e di Milano-Bicocca, che attraverso la creazione di una finta piattaforma web per incontri, ha messo in evidenza come le reazioni degli uomini siano diverse da quelle delle donne. Questo tipo di studio, mai realizzato prima, è stato pubblicato su Aggressive Behavior, una delle riviste internazionali più importanti per gli studi sull’aggressività umana.

I ricercatori sono Luca Andrighetto, docente di Psicologia sociale dell’Università di Genova, che abbiamo intervistato, Alessandro Gabbiadini e Paolo Riva dell’Università di Milano-Bicocca.

 

Per la prima volta sono state indagate le reazioni psicologiche delle persone che usano gli online dating: perché?

In generale perché la ricerca più empirica in psicologia su contesti virtuali, tra cui l’online dating, è molto indietro rispetto all’importanza che, invece, hanno. Uno dei motivi è dovuto al fatto che è difficile acquisire dati dalle piattaforme web. Quindi un aspetto innovativo del nostro è l’averne creata una fittizia per poter studiare il fenomeno.

Si può conoscere il nome della piattaforma e vederla?

Non ancora, dopo questo primo studio stiamo lavorando nel perfezionarla e validarla ulteriormente per poi metterla a disposizione anche degli altri ricercatori.

Chi ha partecipato a questo studio?

Come tipologia di campione inizialmente erano 254 persone, di fatto ne abbiamo eliminate un po’, sia perché non eterosessuali, sia perché non attendibili, per cui nelle nostre analisi abbiamo considerato 195 partecipanti, con un range d’età tra i 18 e i 60 anni; la maggioranza aveva tra 18 e 30 anni. I partecipanti erano bilanciati per genere, quindi c’era un numero pari di uomini e donne. Le analisi eseguite sul campione considerato hanno indicato chiaramente che i partecipanti maschi, ma non le partecipanti femmine, dimostravano un aumento delle tendenze aggressive a fronte di un rifiuto da parte del partner fittizio.  

Come funziona la piattaforma?

Abbiamo chiesto ai partecipanti di iscriversi per contribuire alla validazione di questa nuova piattaforma di online dating e quindi di provala, e, in seguito, di rispondere alle domande relative alla loro esperienza. Quelle che realmente ci interessavano erano quelle legate alle intenzioni aggressive che i partecipanti, ripensando ai partner, potevano avere verso di loro. Quindi quello che dovevano fare era iscriversi alla piattaforma, mettere una foto, e indicare i propri hobby e così via: in base a questo venivano proposti 10 partner fittizi, tra i quali dovevano sceglierne tre. Poi, come accade in altre piattaforme o app dating, come Tinder o altre, bisognava aspettare la risposta, cioè l’accettazione o il rifiuto a dare il matching. Nella condizione sperimentale principale i partner fittizi dicevano di non essere interessati, mentre nella condizione di controllo compariva la dicitura del sistema in crash con impossibilità di invio dei feedback.

Come avete analizzato i comportamenti?

Avevamo due condizioni: una di “romantic rejection”, cioè di rifiuto con feedback negativi, l’altra senza feedback. Però tutte le analisi sono viste comparativamente tra le due condizioni e quando i maschi ricevevano il feeddback negativo aumentava l’aggressività nelle sue diverse forme, rispetto a quando non avevano il feedback. Comparativamente nel campione di donne non c’era differenza: se non veniva dato feedback o era negativo, non c’era nessuna differenza in termini di livelli di aggressività.

L’algoritmo secondo quali criteri selezionava i partecipanti da rifiutare?

È stato creato un sistema secondo cui casualmente a metà partecipanti si diceva che i partner selezionati non erano interessati, mentre, sempre casualmente, all’altra metà si dava il messaggio di crash. Loro credevano che  fosse l’algoritmo ad abbinarli ai partner potenziali, in realtà i 10 partner fittizi erano sempre gli stessi e a secondo della casualità rispondevano in modo negativo o con sistema in crash.

Come avete fatto a sapere che le reazioni erano aggressive, se non c’era alcun dialogo tra partecipanti e partner fittizi?

Abbiamo usato delle scale di misura legate all’aggressività, generalmente utilizzate in psicologia sociale. Queste scale misuravano anzitutto le intenzioni aggressive dei partecipanti verso i partner che avevano dato il feedback negativo; per esempio: “se avessi la possibilità, useresti atti verbali intimidatori verso di loro?”. Abbiamo poi considerato altre due scale di misura, volte a misurare l’ostilità generale dei partecipanti verso l’altro genere. IN particolare, per i partecipanti maschi, abbiamo utilizzato una scala relativa all’”accettazione del mito dello stupro”, cioè quanto gli uomini siano concordi nel credere che se una donna è stata molestata ne sia in parte responsabile - per i suoi atteggiamenti, per esempio se in discoteca è ubriaca - o per il suo abbigliamento, se è vestita in modo discinto -. Un’altra scala invece misurava, sia nei maschi che nelle femmine, l’accettazione della violenza fisica e psicologica nella relazione di coppia.

Perché risulta così frustrante per gli uomini un rifiuto da parte di chi nemmeno conoscono né vedono?

Prima di tutto è fondamentale sottolineare che il rifiuto sentimentale sembra aumentare le tendenze aggressive solo negli uomini e non nelle donne. Per quanto riguarda il motivo, abbiamo preso in considerazione l’ipotesi che, anche nei contesti di online dating, per gli uomini essere rifiutati sentimentalmente genera emozioni negative e in particolare aumenta la rabbia, che va ad aumentare la tendenza aggressiva; questa, in realtà, è un’interpretazione che si può dare anche in contesti reali, perché si tratta di una prospettiva socio-culturale: siamo ancora permeati da quella che è l’ideologia patriarcale, in cui l’uomo, più o meno consapevolmente o esplicitamente, tende a percepirsi “proprietario” della relazione sentimentale. Quando tale titolarità viene a mancare col rifiuto dalla donna, va a minacciare l’identità mascolina e a mettere in discussione i rapporti di potere tra uomo e donna, caratterizzati nella nostra società da una generale asimmetria in cui l’uomo solitamente detiene il potere. Quindi il rifiuto, nel contesto virtuale e reale, mette in discussione il rapporto di potere, attiva la rabbia e aumenta l’aggressività allo scopo di ripristinare il rapporto di potere. Nel nostro studio non possiamo dimostrare che in un contesto di online dating ci siano dei processi diversi o più intensi rispetto a quelli che avvengono nel reale, ma possiamo mostrare che anche un semplice mancato matching vituale possa generare negli uomini tendenze ostili e aggressive verso le donne simili a un rifiuto sentimentale in un contesto reale.

Questo atteggiamento nel virtuale può essere indice o preludio di aggressività anche nella vita reale? Insomma è un campanello d’allarme?

A parer mio non necessariamente, o per lo meno il nostro studio non fornisce indicazioni a riguardo. semplicemente dimostriamo nel virtuale quello che si mostra in molti casi nei contesti reali, cioè come i maschi possano reagire male in termine di aumentata rabbia e aggressività davanti a un rifiuto. L’aspetto innovativo dello studio è che non succede altrettanto nelle donne. Le femmine non hanno questa reazione, il che non vuol dire che le donne non abbiano reazioni, ma hanno, invece, un abbassamento di autostima, provano vergona e tristezza, ma non aumentano rabbia e aggressività. Magari l’aggressività femminile può esser dislocata o può sfocare in altri termini, ma questo primo studio non ci permette di verificarlo.

 

Quanto le donne dovrebbero temere l’atteggiamento aggressivo da parte di chi conoscono solo nel web?

Con questo studio non vogliamo lanciare un messaggio allarmistico nei confronti dei siti di online dating, che sono la forma sempre più diffusa con cui instaurare relazioni romantiche, con limiti e vantaggi come qualsiasi altro tipo di approccio. Semplicemente mostriamo in un processo virtuale processi simili a quelli che possono avvenire nella vita reale.

 

Perché le persone cercano relazioni attraverso le piattaforme di dating?

L’online dating è un modo nuovo per iniziare una relazione, un nuovo modo di conoscere persone, con la possibilità di filtrare le conoscenze, di conoscere chi ha interessi simili, e persone che nella vita reale non si potrebbero conoscere. È una modalità sempre più usata dalle persone single sia in Italia che in molte altre nazioni. Vista la rilevanza sempre maggiore degli online dating, come psicologi pensiamo sia particolarmente importante capire quali siano le dinamiche interpersonali che si instaurano in questi contesti, quali le reazioni emotive e comportamentali delle persone, quanto queste siano simili a contesti romantici reali e quanto, invece, abbiano delle loro peculiarità. Riteniamo che il nostro studio fornisca delle prime informazioni importanti a riguardo.

 

Medea Garrone

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