/ Innovazione

Innovazione | 18 ottobre 2019, 15:11

Presentato a Palazzo San Giorgio "SINAPSI", il progetto hi-tech per evitare urti e collisioni in porto

Sette i partner italiani e francesi impegnati nello sviluppo dell'innovativa app per la sicurezza della navigazione

Presentato a Palazzo San Giorgio "SINAPSI", il progetto hi-tech per evitare urti e collisioni in porto

Navi che si urtano, che collidono contro strutture fisse, che, nei casi peggiori, affondano. Il ministero dei Trasporti racconta che nel 2017 in Italia si sono verificati 270 sinistri marittimi. Il 38 per cento di questi, quindi 102, è avvenuto in porto, all’ormeggio o in fase di manovra. Ora per aiutare le imbarcazioni durante queste operazioni e diminuire, così, i rischi per equipaggio, passeggeri e operatori di terra, verrà messo a punto uno strumento tecnologico – una vera e propria app - che fornisca indicazioni in tempo reale sulle condizioni meteorologiche e del mare.

Questo l'obiettivo di SINAPSI – acronimo di "asSIstenza alla Navigazione per l’Accesso ai Porti in Sicurezza" - progetto europeo Interreg Marittimo, presentato stamattina a Genova. SINAPSI è un’iniziativa coordinata dall’Università degli Studi di Genova, dell’Istituto di Scienze Marine-Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Université de Toulon, dell’Autorità di Sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, del Consorzio LaMMA, dello European Research Institute e della Chambre de Commerce et d’Industrie du Var. Il progetto, della durata di 36 mesi, è finanziato per oltre due milioni di euro.

Sono cinque i porti coinvolti in SINAPSI: Genova, La Spezia, Livorno, Piombino e Tolone. I bacini portuali in parte sono già dotati di sensori che permettono di misurare le condizioni meteo-marine, in parte ne sono sprovvisti: nelle prossime settimane gli esperti del progetto SINAPSI valuteranno la situazione caso per caso per procedere poi, se necessario, all’implementazione degli strumenti tecnologici per definire campi di corrente e modo ondoso nei porti minuto per minuto. Dati su cui verranno applicati modelli matematici per ottenere un quadro più ampio del panorama meteo-marino.

L'obiettivo finale è dotare le Autorità marittime, le Autorità portuali, i piloti e i comandanti di navi sia commerciali sia da diporto di uno strumento tecnologico in grado di fornire informazioni costantemente aggiornate in tempo reale sulle condizioni del mare in prossimità e all’interno degli specchi d’acqua portuali, affinché le imbarcazioni possano pianificare e realizzare al meglio le operazioni di manovra e di avvicinamento alla banchina, riducendo i rischi. Sempre secondo l’ultima relazione del ministero dei Trasporti, nel 2017 i sinistri marittimi hanno causato 89 feriti e 18 morti.

L’idea del gruppo di lavoro di SINAPSI è integrare le informazioni prodotte all’interno del progetto con quanto già realizzato nelle altre iniziative finanziate nell’ambito del programma Marittimo 2007-2013 e 2014-2020 e completare la rete di monitoraggio già presente per la misura dei parametri meteo-marini. SINAPSI nasce da alcune reali necessità riscontrate nei porti coinvolti. Per esempio, nel Porto di Genova, in seguito al dragaggio dei fondali, la dinamica delle correnti si è modificata e ha reso necessaria l’acquisizione di nuovi dati e nuove informazioni, come sottolinea il professor Marco Capello, docente di Oceanografia e fisica dell’atmosfera dell’Università degli Studi di Genova e responsabile del progetto SINAPSI.

"SINAPSI e gli altri quatto progetti presentati questa mattina vogliono realmente diminuire i rischi della navigazione – commenta il professor Capello -. Noi, in particolare, vogliamo creare una rete tra le informazioni prodotte da modelli matematici e quelle rilevate nei vari porti per informare in tempo reale gli operatori marittimi di quello che sta accadendo in questi bacini, a proposito soprattutto di correnti e onde, attraverso una app o una piattaforma web. Nel farlo, cercheremo anche di capitalizzare i risultati di precedenti progetti, per esempio per fornire anche informazioni relative al vento che, in certi casi, può rendere molto difficile effettuare le operazioni in porto. SINAPSI punta, infine, a mantenere le strumentazioni che verranno installate nei bacini portuali dopo la fine del progetto, affinché si possa davvero fare un passo avanti per garantire la sicurezza in questi luoghi".

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium