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Regione | 17 gennaio 2020, 16:13

Parte il pressing del Comitato per piazza Leopardi: "Vogliamo trasparenza sul progetto"

Il neonato comitato chiede di essere aggiornato sul progetto di ampliamento e ristrutturazione della palazzina che insiste sulla piazza, fra i residenti sono forti i timori per il futuro di una zona di pregio del quartiere

Parte il pressing del Comitato per piazza Leopardi: "Vogliamo trasparenza sul progetto"

Genova - Hanno ufficialmente preso il via lunedì 13 gennaio le attività del Comitato per piazza Leopardi, che riunisce i cittadini preoccupati per l'impatto del nuovo progetto di ristrutturazione e ampliamento a scopo residenziale della palazzina che insiste su un lato del piazzale. Si tratta di un edificio di proprietà dei frati, che hanno deciso di ristrutturarlo per ricavare più di 20 appartamenti; l'operazione di ristrutturazione complessivamente amplierebbe lo stabile del 20% senza alzarsi ulteriormente, e riporterebbe in funzione il cinema al piano terra, trasformandolo in una sala multimediale.

L'occasione che ha visto il comitato prendere vita è stata l'assemblea pubblica organizzata proprio lunedì 13 dai gruppi municipali di centrosinistra insieme al gruppo del M5S

"Siamo venuti a conoscenza del progetto - spiega il consigliere comunale del Partito Democratico Alberto Pandolfo - dopo l’esposizione fatta in Municipio nell'ambito del processo autorizzativo. A quel punto abbiamo deciso di organizzare un incontro per condividere al più presto possibile con la cittadinanza l’ipotesi presentata. Si tratta certamente dell'operazione di privati con fondi propri, per cui va riconosciuta la massima libertà possibile, compatibilmente con il fatto che si sta parlando di un'operazione di impatto su piazza Leopardi e sulla viabilità del quartiere: non si sta parlando di rifare la cucina di casa, ma di un intervento corposo. Durante la scorsa amministrazione era stato portato a termine la ristrutturazione di metà piazza con finiture di alta qualità, capaci di restituire agli abitanti un ambiente piacevole in un punto nodale del quartiere, dove si trovano anche due pubblici esercizi. Il tema infatti secondo noi è portare ad avere un ambiente di qualità, anche estetica, e magari ottenere grazie agli oneri di urbanizzazione il ripristino della metà piazza ancora da riqualificare".

L'assemblea è stata partecipata da oltre un centinaio di residenti, che si sono organizzati con una mailing list e una pagina Facebook. La richiesta del comitato è prima di tutto quella di essere informati dei dettagli dell'operazione, e in secondo luogo esporre le loro forti timori e perplessità circa gli esiti di una simile operazione, almeno per come è stata finora loro rappresentata.

"In primo luogo ci sembra corretto che chi abita una piazza come piazza Leopardi sia informato di simili progetti - spiega telefonicamente a La Voce di Genova il portavoce del Comitato Enrico Da Molo -. Si tratta di uno spazio nel cuore del quartiere, che ha sempre avuto anche una sua dimensione sociale grazie alle aule per il catechismo, il conservatorio e il cinema parrocchiale: non è un luogo qualsiasi e ci sembra giusto un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Si tratta di un problema di metodo, e di trasparenza rispetto a questa operazione, che modificherà un elemento significativo per il quartiere".

Il portavoce del comitato spiega come fra i residenti siano diffuse forti e diversificate perplessità rispetto al progetto: "Noi non abbiamo ancora avuto la possibilità di visionare il progetto -premette Da Molo -, ma abbiamo visto un rendering pubblicato dalla stampa che ha agitato non poco gli abitanti dal punto di vista estetico. Secondariamente siamo preoccupati che un ampliamento della funzione residenziale sia troppo gravoso per una zona assetata di parcheggi e che ne ha persi alcuni ancora recentemente: se come abbiamo saputo l'intenzione è quella di realizzare 21 appartamenti di lusso, è ragionevole pensare che possano arrivare una quarantina di automobili, aggravando di molto la situazione parcheggio. Anche dal punto di vista della viabilità potrebbero esserci dei problemi, se, come abbiamo capito, l'ingresso ai posti auto che verranno realizzati sarà su via Oberico: si tratta di una strada particolarmente stretta dove già spesso si formano intasamenti. E poi c'è il punto interrogativo sul mantenimento della funzione sociale dell'immobile".

"In ultimo - conclude Da Molo - c'è anche la paura che si demolisca il vecchio edificio, si apra il cantiere e, complice il momento non roseo per il mercato immobiliare, i lavori rimangano a metà, come una voragine nel quartiere aperta per anni. A mio modo di vedere più che un rischio si tratta di una semi-certezza, visto che a poca distanza in Albaro è stata fatta un'operazione analoga, con una dozzina di appartamenti: ci sono voluti 10 anni per finire i lavori e mi risulta che tuttora ci siano appartamenti da vendere. Piazza Leopardi inoltre è anche un luogo di pregio, in cui non si può rischiare un'incompiuta. In Municipio abbiamo chiesto un'assemblea pubblica e il presidente ci ha chiesto qualche giorno per la convocazione, e siamo in attesa. Abbiamo anche chiesto al presidente del consiglio comunale di essere auditi dai capigruppo a palazzo Tursi, anche in questo caso la disponibilità è stata data, ma siamo in attesa di una convocazione. Concediamo un po' di tempo, poi se gli incontri non si verificheranno ci organizzeremo diversamente".

 

Carlo Ramoino

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