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Attualità | 21 gennaio 2020, 13:38

Ferrocisterne in mezzo alle case di Pegli, si va verso una soluzione

Massimo Currò del Movimento 5 Stelle annuncia un accordo tra Rete Ferroviaria Italiana e Carmagnani, per sbloccare l’annosa questione. “È bastato mettere in contatto le due realtà, ma perché non è stato fatto in tutti questi anni?”. Il 4 febbraio assemblea pubblica

Ferrocisterne in mezzo alle case di Pegli, si va verso una soluzione

Sulla questione del cosiddetto ‘binario morto’ di Pegli e sullo stazionamento delle ferrocisterne a ridosso delle abitazioni qualcosa si muove. L’annosa questione è forse giunta a una conclusione positiva, grazie all’accordo tra la Attilio Carmagnani Spa e a Rete Ferroviaria Italiana.

Si tratta di un problema che per lungo tempo ha interessato quelle abitazioni nel tratto tra via Opisso, via Cialli e via Piandilucco, che si affacciano direttamente sulla ferrovia. Del problema si è interessato in maniera molto impegnata il consigliere municipale del Movimento 5 Stelle, Massimo Currò, capogruppo al VII Ponente del suo schieramento.

È proprio Currò a dare notizia della ‘fumata bianca’ e dell’incontro che Rfi terrà, a livello pubblico, il prossimo 4 febbraio, proprio per informare la cittadinanza sulla gestione del ‘binario morto’.

Secondo Currò, “l’annoso problema del lungo stazionamento delle ferrocisterne, destinate allo scarico e carico dei prodotti in Carmagnani, nel mezzo delle case, oggi ha finalmente una soluzione e questa è stata ottenuta grazie all’intervento del Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle del Municipio VII”.

Il consigliere pentastellato ricorda: “È da circa trent’anni che i cittadini di Pegli e Multedo lamentano una difficile convivenza tra territorio e siti industriali, convivenza che spesso si trasforma in vera e propria servitù. Aprire le finestre e trovarsi a un paio di metri delle ferrocisterne, che spesso stazionavano anche per notti intere, sul binario diretto nel sito di Carmagnani, è un disagio che i cittadini e la politica locale stessa hanno denunciato per anni”.

Ma, precisa Currò, “sono bastate due nostre telefonate, una alla Polfer, l’altra all’ufficio sicurezza di Rfi e una email all’azienda Carmagnani per mettere immediatamente in moto gli enti responsabili della gestione di quel binario. Devo dire che tutti, da Rfi all’azienda, si sono immediatamente interessati e adoperati al fine di trovare una soluzione al problema, evitando questo lungo stazionamento in mezzo alle case. Da quella nostra segnalazione si sono tenuti incontri in tra azienda, Rfi e la Prefettura. Oggi la situazione è decisamente migliorata e le ferrocisterne entrano subito nel sito di Carmagnani, senza più sostare nel mezzo delle case. Un risultato che sembrava essere impossibile, visti gli atti politici di questi trent’anni, in Regione, in Comune e in Municipio. In realtà, bastava un’azione pragmatica ed efficace: mettere a conoscenza del problema gli enti responsabili”.

Currò non può fare a meno di notare dei particolari: “Sembra che alle volte, certa politica e le amministrazioni stesse siano del tutto concentrate esclusivamente su se stesse da non riuscire ad affrontare con la dovuta lucidità un problema. Il palleggio di responsabilità che si è tenuto in tutti questi anni su questo problema ha il retrogusto di una grandissima presa in giro, soprattutto alla luce del risultato ottenuto con poche telefonate. Evidentemente, per alcuni, questo era un falso problema, non meritevole di troppa attenzione e spreco di risorse”.

Rfi illustrerà le novità alla cittadinanza: l’appuntamento, che segue una richiesta del Movimento 5 Stelle, è per martedì 4 febbraio, alle ore 11, presso gli uffici Rfi della Sala Controllo di Genova Teglia, in via Rivarolo 16.

Riteniamo sia un incontro fondamentale e importantissimo per fare il punto della situazione e ribadire l’importanza di una serena convivenza tra siti produttivi e territorio. È chiaro che questa non è la soluzione che risolve tutti i problemi che oggi affliggono il quartiere di Multedo. L’unica soluzione definitiva è il dislocamento dei depositi costieri il più presto possibile. Siamo però consci del fatto che qualsiasi decisione verrà presa, qualsiasi nuova destinazione sarà individuata, per un dislocamento saranno necessari circa quattro o cinque anni. Questa soluzione risolve comunque un annoso problema, in attesa della scelta definitiva, e restituisce un po’ di serenità e dignità a quei cittadini che fino ad oggi sono stati costretti a convivere con delle ferrocisterne”.

Intanto, è sempre molto intenso il dibattito circa la futura collocazione dei depositi costieri di Carmagnani e Superba. Nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi l’altra sera presso la Scuola Conte di Pegli, il sindaco di Genova Marco Bucci ha precisato che le comunicazioni “dovrebbero arrivare nel giro di un mese, un mese e mezzo”, ma che sicuramente i depositi “non saranno più sul territorio del Municipio VII Ponente”.

Il che, se ha da una parte tranquillizzato questa porzione di città, dall’altra ha messo in estrema agitazione i cittadini di Sampierdarena, visto che tra le ipotesi più accreditate per le future sedi di Carmagnani e Superba ci sono o l’ex centrale Enel sotto la Lanterna di Genova o la foce del torrente Polcevera. Mentre l’opzione zero pare molto di là da venire.

Redazione

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